Quando la Natura si ribella all’uomo è il momento di immaginare “Il Nuovo Mondo”?

Un futuro possibile e le responsabilità dell’uomo nel nuovo romanzo di Marco Ianes

La fantascienza e il romanzo fantastico hanno sempre avuto il merito, specialmente nell’ultimo secolo, di denunciare e portare alla luce le contraddizioni del nostro tempo.

Marco Ianes nelle pagine di Il nuovo mondo costruisce un futuro a noi molto vicino e ci racconta cosa aspettarsi dall’azione indiscriminata dell’uomo sulla Natura che rischia in un futuro prossimo di mettere in rischio l’esistenza del genere umano.

Per salvare il mondo occorrerà prima salvare l’uomo, insegnargli nuove leggi di rispetto, di equilibrio e di armonia con la Natura.

Lo abbiamo raggiunto con una breve intervista, per confrontarci con lui sulla sua visione del futuro, sulle speranze per il domani, sulle responsabilità dell’uomo:

Per anni si è occupato di ambiente e di sviluppo sostenibile. Quanto del suo studio e del suo lavoro è confluito ne Il Nuovo Mondo?

Il Nuovo Mondo rappresenta un percorso di acquisizione di conoscenze e competenze che mi vede impegnato da molti anni; dopo numerosissimi confronti con vari interlocutori e approfondite ricerche in anni di lavoro, funzionali alle mie attività professionali, ho costruito una storia, un romanzo, attorno ad un grande tema, appunto quello dei cambiamenti climatici.

A differenza di molta letteratura apocalittica, il suo romanzo è tutto centrato sulla speranza di costruire un mondo nuovo. Pensa necessario questo invito alla nostra contemporaneità?

Direi che, più che un invito, è un urlo di dolore, un pianto nel cuore per la presa di coscienza che il genere umano si sta autodistruggendo. Ovvio, quindi, che il romanzo rappresenti una fortissima sollecitazione a prendere coscienza di dove potremmo arrivare, soprattutto se continuiamo su queste strade di sfruttamento incontrollato e insensato delle risorse che madre Natura ci fornisce.
La speranza è sempre viva, ma la preoccupazione che l’Uomo non prenda reale coscienza di questi problemi è molto forte. Da qui, il mio grido di allarme, ma anche il mio pensiero di speranza nei giovani, non a caso protagonisti del romanzo.

Gli Alieni del suo romanzo non sono crudeli invasori, ma sorvegliano e insegnano una via di progresso. Crede che l’uomo di oggi abbia ancora bisogno di insegnanti?

Tutti abbiamo bisogno di insegnanti e lo dico proprio da docente! Imparare a vivere meglio, nel rispetto degli equilibri naturali che stiamo distruggendo nemmeno troppo lentamente, dovrebbe essere il tema portante di ogni attività umana. Invece, siamo qui a litigare per il controllo e lo sfruttamento delle risorse primarie, acqua ed energia, sulle quali già si combattono guerre ovunque. E non avremmo bisogno di un vero intervento alieno, che ci guidasse verso Il Nuovo Mondo, secondo voi?
Io ho fiducia nell’Uomo, ma se c’è qualcuno che ci osserva, cosa può pensare di noi, che ci stiamo auto distruggendo e sottovalutiamo i cambiamenti climatici? Ecco, arriverà mai qualcuno da fuori a salvarci o, forse, è meglio cominciare a pensarci da soli, ma veramente?

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