Come le foglie – Antonio Caccaviello

Nell’articolo odierno parliamo del libro Come le foglie di Antonio Caccaviello, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Come le foglie di Antonio Caccaviello, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è una raccolta poetica che permette di riflettere, ricordare e recuperare tramite la parola letteraria esperienze fondamentali per l’esistenza umana in generale, e per la vita dell’autore in particolare. «L’opera lirica di Antonio Caccaviello ripercorre tematiche a lui care attraverso componimenti intensi e narrativi, una sorta di moderno diario poetico. L’intera raccolta viaggia su binari tematici differenti, offrendo al lettore diverse prospettive di identificazione, lasciando che predominino quelli legati al mondo degli affetti, in particolare quelli perduti. La sua è una poesia spesso interrotta da una punteggiatura spezzata, che crea pause dirompenti tra i versi ma che proprio per questo ci sottolinea la precarietà dell’esistenza e il nostro impegno, costante, a ricavarne sempre il meglio che ci è possibile.» (dalla Prefazione di Pamela Michelis)

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi della sua raccolta poetica?

I temi più importanti di questa mia raccolta di poesie ruotano tutti intorno agli affetti significativi della mia vita: persone amate, sognate, talvolta perse. Le umane emozioni, la natura e i suoi i dettagli. La tristezza, emozione amica, per imparare a vivere e reagire; la solitudine compagna di molte giornate vuote seppur dense di impegni e di pensieri; la disperazione salvifica a indicare la necessità di un cambiamento; la paura del vivere e del morire; la gioia di cose e incontri casuali che riempiono il cuore; la serenità di vedere al mio fianco chi mi ama, nonostante le mie “giornate no”. I luoghi della mia quotidianità, quelli del rifugio, del dispiacere, della gratitudine e della convivialità insieme agli amici nuovi e quelli di sempre. I ricordi della mia infanzia e della mia maturità; gli aneddoti raccolti negli anni, con entusiasmo e curiosità; i riferimenti dolci e amari alla mia famiglia.

Quali eventi sono stati particolarmente significativi nella sua vita e in che modo si riversano nei suoi componimenti?

Parlo difficilmente di me e della mia vita, proprio per questo la scrittura mi ha aiutato e continua ad aiutarmi a superare momenti di difficoltà e paralisi. Ho imparato fin da bambino a riversare le mie emozioni nei miei scritti; i docenti e i professori cogliendo questa mia dote mi stimolavano a coltivarla e mantenerla, come fosse qualcosa di prezioso e terapeutico. Un’infanzia segnata da un padre lontano e una mamma semplice, che forse poco comprendeva i bisogni dei propri figli e come farli sentire amati e al sicuro. Molte perdite e mancanze, mie e degli altri, a causa dello scarso tempo per soffermarsi e per il vincolo del dovere e della responsabilità. Le occasioni colte, come l’esperienza in Canada con l’amico Totonno, gli scherzi, la spensieratezza degli anni della gioventù, purtroppo frettolosamente interrotte dalle esigenze familiari e riprese solo con il pensionamento e la rinnovata possibilità di esprimere in parole le mie emozioni e i pensieri.

Qual è il valore della memoria nella vita umana?

La memoria è un’arma a doppia lama. Permette di portare con sé i valori e la vicinanza delle persone care e consente di ricordare le conquiste faticosamente ottenute… tuttavia pure ti accompagna nel ricordare gli sbagli piccoli e grandi di un passato che è sempre troppo presente. Il fine dei miei scritti è trasmettere la Memoria del mio sentire, sperando che, almeno così, qualcuno, un giorno, potrà capire.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

È difficile descrivere il mio stile, forse scolastico, forse “libero”, sicuramente spontaneo. Mi concedo molte licenze poetiche per segnare il senso e il ritmo dei miei scritti. Fra i miei autori preferiti Francesco Alberoni, che col suo romanzo “Ti amo” mi ha permesso di riavvicinarmi al mondo della lettura e della scrittura romantica e viva. Trovo stimolante e giocoso scegliere le mie letture facendomi accattivare dalla copertina e dai titoli scelti con cura da scrittori esperti ed emergenti, che ad ogni livello continuano a farmi vivere sempre nuove storie.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

La mia esperienza è stata complessivamente positiva. Non sempre, in sincerità, le mie aspettative di promozione delle opere e un riscontro economico hanno trovato riscontro, ma questo fa parte del gioco. Per il prossimo futuro ho intenzione di pubblicare il mio primo romanzo, che sta visionando e apprezzando una mia cara amica giornalista.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Come le foglie di Antonio Caccaviello, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è una raccolta poetica che merita di essere letta con attenzione, perchè ci rammentano un’esperienza letteraria e umana della memoria e della perdita come momenti necessari per rendere la vita, nonostante tutto e tutti, degna di essere vissuta.

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