gruppo albatros il filo presenta: Eccola Qua e il mago Rubè – Barbara Girelli

Ogni favola che si rispetti inizia con il C’era una volta

C’era una volta il villaggio di Mecov, tuttavia noi non incominceremo da lì, ma lungo il sentiero senza fiori di un bosco infinito. Una bambina, di nome Eccola Qua, si era incamminata alla ricerca di un mago malvagio, il suo nome era Rubè. Su un ramo di un albero secco, Eccola Qua vide appollaiato un gufo vittoriano, con una “caramella” nell’orbita dell’occhio, di semplice montatura, collegata a un cordoncino la cui estremità era ben saldata al panciotto a scacchi verde e bianco.

«Buongiorno signor gufo, mi sa dire quanto manca per arrivare al villaggio di Mecov?».

Non ebbe risposta, pensò che stesse dormendo. «Signor gufoooo?» urlò.

 Il rapace non fece neanche una mossa. Quando con lentezza aprì gli occhi, stiracchiò le ali e disse con voce profonda: «Chi mi disturba?».

«Mi chiamo Eccola Qua e…».

 «Ah sì, mi hai appena posto una domanda, vero?». «Sì», fece col capo sorridendo.

 «Allora vediamo…» una lunga pausa…

 Eccola Qua si mise i pugni sui fianchi, come per  aspettare, stava per tirare un altro urlo quando… «Sì, so dov’è il villaggio di Mecov, ma se devo essere sincero non so quanto manca, è da secoli che non mi muovo da qui. Ma continua sempre dritto, qualcuno troverai».

«Ed io ho perso tutto questo tempo per avere una risposta simile?» domandò spazientita.

«Nella vita, mia cara bambina, bisogna avere pazienza. Come ti ho detto, io sono qui da secoli, il mago Rubè mi ha fatto un incantesimo».

«Davvero? Sto cercando proprio lui!!! Se posso esserle di aiuto…».

«Lo faresti?» esclamò spalancando gli occhi, facendo cadere il monocolo.

«Sì», fece col capo tutta contenta.

«Il mago mi ha portato via una piuma dal manto, devi trovarla, tornare qui e attaccarla, così potrò̀ volare via».

«E dove la tiene?».

«Nel suo castello, come ti ho detto, continua sempre dritto qualcuno troverai, e mi raccomando pazienza bambina». E tornò nel suo silenzio.

Eccola Qua si incamminò nel bosco infinito senza foglie. Era immersa nei suoi pensieri quando vide su di un ramo un topo-scoiattolo con due dei suoi piccoli.

«Buongiorno signor scoiattolo, mi chiamo…».

Non fece in tempo a finire la frase che i topi-scoiattoli vedendola iniziarono a scappare da un ramo all’altro veloci e agili.

Gli corse dietro tenendo gli occhi ben aperti, ricordando il consiglio del gufo: la pazienza. Saltava- no e volavano, compiendo voli altissimi, sfruttando la forza delle loro ali. Eccola Qua non aveva più fiato, stava ansimando.

«Chi sei? Come hai fatto a starci dietro?» chiese il topo-scoiattolo fermandosi.

«Mi chiamo Eccola Qua, è grazie al gufo che mi ha insegnato ad essere paziente che ci sono riuscita. Sto cercando il villaggio di Mecov dove vive nel suo castello il mago Rubè».

«E tu avresti il coraggio di incontrare quel mago malvagio? Sai quello che ha fatto a me?».

«No», fece col capo.

«Sono Scirus della famiglia dei topi-scoiattoli, viviamo nutrendoci di acqua di nocciola, ne avevo fatto scorta per me, mia moglie e i miei quaranta figli. Le avevo nascoste nella parte cava di un albero e lui me le ha rubate tutte, le ha messe in una sacca e se n’è andato portandosele via. Ora mi dici come farò a sfamare tutti quanti?».

«Non ne può trovare altre?».

«Il mago ha fatto in modo che la pioggia non passi più tra questi rami. Tutto è diventato secco e arido».

«Se posso esserle di aiuto…».

Scirus dal ramo, si mise dritto sulle due zampe posteriori e disse: «Si nasconde nella torre più alta del castello, ma per arrivarci non ci sono strade, devi scoperchiare un incantesimo. Continua sempre dritto qualcuno troverai. Se riuscirai nell’impresa urla il tuo nome ed io ti raggiungerò, mi raccomando, ricordati: coraggio». E ricominciarono a volare tra i rami degli alberi, lasciandola sola.

Eccola Qua li salutò agitando la mano, vedendoli sparire nel buio della sera senza stelle, e non era per niente intimorita da quello che aveva sentito su- gli incantesimi del mago, anzi era pronta a sfidarlo quando l’avrebbe incontrato.

L’oscurità scese veloce sul viale e incominciò a cercare un posto comodo dove riposare. Dal suo zaino tirò fuori un panino alla marmellata di fragole, tempo di girarsi per prendere la borraccia che qualcuno aveva dato un morso al pane.

Si alzò in piedi, si guardò intorno e alla sua sinistra vide una matola, che la fissava facendole l’occhiolino.

«Sei stato tu a morsicarlo?».

 «Scusami, ma avevo tanta fame!».

 «Bè, tienila tutta, io mangio il resto»

«Sei molto gentile. Io sono Jack la matola, posso stare qui con te?».

(…)

Oggi parliamo del libro Eccola Qua e il Mago Rubè scritto da Barbara Girelli e pubblicato con la nostra casa editrice gruppo Albatros il Filo.

Noi del gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Barbara Girelli per conoscerla meglio e scoprire qualcosa in più sul suo libro Eccola Qua e il mago Rubè.

Riportiamo di seguito l’intervista all’autrice, buona lettura!

  • QUANDO NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

Molti anni fa. Nata come un sogno nel cassetto. Ho iniziato a scrivere storie e racconti. La scrittura mi dà la libertà di “viaggiare” in mondi fantastici, lasciando andare la mia fantasia. È terapeutica.

  • QUANDO HA AVUTO L’IDEA DI SCRIVERE QUESTA STORIA?

Qualche anno fa, ma terminato qualche mese fa, mentre stava uscendo il mio primo romanzo “La scatola magica”. Questa storia nasce dall’idea di amicizia, con dei buoni propositi da seguire nella vita, mai arrendersi e perseguire i propri ideali. Ha delle illustrazioni dove i bambini si possono divertire a colorare.

  • COSA SI ASPETTA DALL’INCONTRO CON IL LETTORE?

Non mi aspetto nulla. L’incontro con il lettore deve essere semplice, cordiale e che il libro sia piaciuto. Rispondere alle domande e trovare spunti per nuovi racconti di Eccola Qua.

  • COSA LE PIACEREBBE DIRE AI SUOI LETTORI?

Di seguire l’insegnamento dei loro genitori (ho dedicato il libro a mia mamma e mio papà), di essere sempre se stessi, di credere in sé stessi e di amare la vita.

  • HA PROGETTI PER IL FUTURO?

Tanti. Uno fra tutti è l’uomo nella foto vicino a me. L’amore vero aiuta, protegge, ti fa sentire viva e grata. Rivolgo a lui il mio grazie più grande per avermi aiutata a realizzare il mio sogno diventato realtà.

A noi del gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Barbara Girelli per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. A lei va un grande in bocca al lupo per il suo libro Eccola Qua e il mago Rubè e per il futuro.

A te caro lettore auguro una buona lettura, auguro di emozionarti e tornare per un attimo bambino facendoti guidare dalla magia di questo mondo incantato.

Buona lettura, a presto.

La vostra redattrice

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