GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: L’uomo che non sapeva volare – Giulia Bedini

Oggi parliamo del libro L’uomo che non sapeva volare di Giulia Dulcedo Bedini pubblicato con la nostra casa editrice gruppo Albatros il Filo.

 L’uomo che non sapeva volare è un racconto senza tempo che narra la storia di un uomo nato sulla cima di un albero con una chioma verde che deve scegliere se usare le sue ali trasparenti oppure no. Lui è pieno di dubbi, timori che via via lo allontanano sempre di più dalla sua realizzazione: ma ad un tratto cambia tutto, e, volando, si appropria dei raggi del sole e vede il mondo come non l’aveva mai visto prima.

Noi del gruppo Albatros il Filo siamo molto cuori quindi non potevamo certo farci sfuggire l’occasione di intervistare Giulia Dulcedo Bedini per conoscerla meglio e scoprire qualcosa in più sul suo libro L’uomo che non sapeva volare.

È sempre bello e interessante scavare nel profondo, scoprire quale storia si nasconde realmente tra le pagine dei libri che pubblichiamo, come nasce, dove l’autore trova l’ispirazione o meglio ancora cosa si aspetta dall’incontro con i lettori, quale messaggio vuole lanciare con il suo libro, cosa vorrebbe dire ai suoi lettori. Ma queste sono solo alcune delle domande che ci vengono in mente quando ci troviamo davanti alla possibilità di poter intervistare i nostri autori.

Ovviamente non possiamo non condividere le nostre scoperte con i lettori. Quindi riportiamo di seguito l’intervista a Giulia Dulcedo Bedini, buona lettura!

  • IN CHE MOMENTO E COME HA AVUTO L’IDEA DI SCRIVERE QUESTO LIBRO?

Vi capita mai di voler catturare un’intuizione? Il pensiero razionale fa fatica a immortalare quell’attimo. Ancor peggio se poi volete condividere quell’intuizione con qualcuno. La storia de “L’uomo che non sapeva volare” è nata così, dopo alcune riflessioni sul bene e sul male e sulla difficoltà che hanno talvolta gli esseri umani a capirsi. Mi stavo perdendo, come spesso mi accade, tra i meandri del raziocinio e dell’emotività, quando ad un tratto provai a proiettare i pensieri in immagini. A qual punto la storia si materializzò da sola, con una naturalezza ed una scioltezza sorprendenti. Fui felicissima perché avevo trovato il modo di catturare l’intuizione ed il mezzo per trasmetterla alle persone con cui volevo condividerla. Per Natale stampai alcune copie “caserecce” della storia, per regalarla ad alcuni amici. Quando le ritirai dalla copisteria e le vidi sulla carta stampata, pensai che forse valesse la pena usare le ali invisibili e mandare la novella al mondo dell’editoria.

  • COSA HA PROVATO NEL VEDERE IL SUO LIBRO PUBBLICATO? E’ STATO UN SOGNO DIVENTATO REALTA’?

È stato sconcertante, perché mai avrei pensato che l’intuizione potesse incarnarsi (passatemi il termine) in una forma così materiale e condivisibile. È stato meraviglioso, perché vivere la pubblicazione è stato come aprire un altro piccolo porticino del cammino della vita. È stato arricchente, perché ho potuto conoscere diverse persone e sentire da ognuno di loro un’opinione sulla storia che avevo scritto, sia da un punto di vista più formale che sostanziale. La cosa più bella però è stata quella di essere entrata, seppur in punta di piedi, nel flusso comunicativo che avviene tra libri e persone.

  • QUANDO NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

Sarò onesta. Non posso definirmi una “scrittrice”. Non sono una di quelle persone con diverse storie pronte nel cassetto pronte per essere inviate all’editore e sottoposte al giudizio dei lettori. Naturalmente scrivere mi piace, ma più in generale mi appassiona l’arte, in tutte le sue espressioni, intesa come porta di accesso alla Bellezza e alla Verità. Sicuramente lettura e scrittura rappresentano, per me, una delle forme di contemplazione più facilmente accessibili del quotidiano. I libri sono inoltre mezzi potentissimi per comunicare con persone straordinarie, vivere viaggi difficilmente percorribili, ampliare le proprie vedute ed esercitare la propria fantasia.

  • COM’E’ STATA LA SUA ESPERIENZA EDITORIALE?

L’esperienza editoriale con il Gruppo Albatros è stata assolutamente positiva. Le persone che mi hanno guidata lungo questo percorso sono state tutte professionali, gentili e premurose. Ogni cosa è stata decisa con chiarezza e puntualità

  • COSA LE PIACEREBBE DIRE AI SUOI LETTORI?

Ai miei lettori direi di ascoltare il pazzo petulante della storia de “l’uomo che non sapeva volare” e di usare le ali invisibili per prendere il volo sempre più in alto, di credere nella propria vocazione, soprattutto quando sembra impossibile, ed avere il coraggio di viverla.

A noi del gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Giulia Dulcedo Bedini per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. Siamo felici di averla accompagnata lungo questo percorso editoriale che ha visto la pubblicazione del suo libro. A lei va un grandissimo in bocca al lupo per L’uomo che non sapeva volare e per il futuro.

A te caro lettore auguro una buona lettura, un buon viaggio tra le pagine di questo racconto, ma soprattutto di auguro di volare sempre più in alto senza aver paura di nulla, segui la tua strada, affronta le difficoltà e fai di tutto per realizzare i tuoi sogni ed essere felice.

Se ti va lascia anche un commento, a noi fa sempre molto piacere ricevere i commenti dei nostri lettori, così come fa piacere ai nostri autori. I vostri feedback ci aiutano a crescere e a migliorare.

Non ci abbandonate, continuate a seguirci, ci sono tantissime novità da presentarvi.

A presto, buona lettura.

La vostra redattrice.

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