Intreccio. Storia di ritorni – Anna Veronica Catapano

Nell’articolo odierno parliamo del libro Intreccio. Storia di ritorni di Anna Veronica Catapano, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autrice del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autrice e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Intreccio. Storia di ritorni di Anna Veronica Catapano, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un romanzo sorprendente, pieno di pathos, dolcezza e relazioni umane complesse, finemente descritte dall’autrice. Una leggenda giapponese narra che ogni persona è legata alla sua anima gemella da un filo rosso, invisibile e indistruttibile. Anna e Roberto hanno poco più di vent’anni, ma di esperienze forti ne hanno fatte, sperimentando anche, e ciascuno a proprio modo, frustrazioni, paura e abbandono. All’ombra di una Napoli silenziosa e dignitosa, che con fatica cerca di scrollarsi di dosso le macerie del terremoto dell’Irpinia ritrovando un sano entusiasmo nella venuta di Maradona, i due giovani si riconoscono, si scelgono e, con la leggerezza delle cose naturali e giuste, infine, si trovano. Immerso nei primi anni Ottanta, Intreccio – Storia di ritorni racconta la quotidianità di una famiglia borghese napoletana attraverso le parole, i rumori e i silenzi che hanno abitato le loro stanze. Racconta anche di noi tutti, dei moti dell’animo che ci rendono vivi e perfetti nelle nostre imperfezioni. La penna dell’autrice si muove instancabile da un personaggio all’altro, spogliandolo di ogni orpello fittizio fino ad arrivare alle emozioni più viscerali che lo muovono e regalando un’esperienza di lettura tra le più intense e coinvolgenti. Come scrive Alessandro Hellmann, si tratta di «un romanzo sorprendente. Un intreccio tra il microcosmo delle vicende individuali e la Grande Storia che scorre sullo sfondo. I personaggi li senti vicini, li vedi, ti sembra di toccarli, e gli equilibri sottili delle loro relazioni sono colti con grande sensibilità e attenzione. La storia diviene quindi un pretesto per svelare i labirinti del cuore, e alla fine ciò che rimane è un’indagine nella profondità dell’animo umano. Ci si interroga su noi stessi».

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autrice: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo?

Celati dal racconto del vissuto del terremoto dell’Irpinia per le famiglie Abbamonte e Ricciardi, Intreccio Storia di ritorni elabora principalmente tre temi:

-Osare rialzarsi e ricominciare. La vita non è un rettilineo, ci sono svolte e ci sono fratture. Nel romanzo c’è una forte allegoria tra il terremoto dell’Irpinia, che smuove e frattura la terra, ed il “terremoto” che si impone nella vita di alcuni personaggi strappandoli violentemente da una quotidianità che ha perso di significato e spronandoli a ricercare loro stessi.

-I ritorni. Il ritornare è un processo bello ma duro. Si ritorna perché si ama ciò che si ha lasciato ma il ritorno porta il peso di una consapevolezza nuova. Il ritorno è speranza di ripartire da una situazione che amavamo ma con delle basi più solide per costruire un avvenire migliore o diverso. L’ambito ritorno alle case a seguito del terremoto. Il ritorno ad una normalità, ad un “prima” che non può esistere. È evidente nel romanzo l’analogia con l’arduo cammino di alcuni personaggi per ritrovare sé stessi (ritornare alla propria natura) scrollandosi di dosso maschere e ruoli.

-Il terzo tema è l’amore in senso lato: coniugale, fraterno, l’amicizia, l’amore verso la vita.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali e come si evolvono durante gli eventi della storia?

Donna Adriana, la donna del Sud cresciuta con un innato senso del sacrificio e dedita totalmente alla sua famiglia. Accetta nel silenzio i tradimenti del marito ed è succube delle esigenze, presunte o reali dei familiari. Decide di andare alla ricerca della sua individualità, del suo “Io”. Parte da sé, dal suo sogno infantile di avvocatura mai realizzato e da lì cerca di ritrovarsi e di ricostruirsi. Non sa ciò che vuole ma sa ciò che non vuole. Decide infine di accettarsi, di rispettarsi e di amarsi. Lo sguardo degli altri su di lei cambia di conseguenza e le dinamiche familiari cambiano pure.

Roberto, il protagonista. È un ragazzo libero, sicuro di sé e ammaliatore. La morte del suo migliore amico segna una frattura profonda nella sua vita e nel suo animo. Si afferra alle consuetudini di “prima” cit. “e chi sarebbe stato altrimenti?”. Ma presto si rende conto che quelle consuetudini, sale della vita che fu, hanno perso senso. Lascia l’università, si accorda del tempo per capire la direzione da dare alla sua vita..

Anna, una ragazza intelligente e complicata. Teme i legami d’amore e soffre di manca d’amore genitoriale. Subisce l’amore coniugale dei genitori alla cui ombra diviene adulta.

Cosa vuole comunicare ai lettori con questa opera?

L’importanza di cercare noi stessi e di osare essere noi stessi per vivere una vita che ci appartiene e non vivere la vita di qualcun altro.

Oggi più che mai tutto intorno a noi trema (allegoria con il terremoto), abbiamo perso tanti riferimenti. Il per sempre non esiste più: tutto è instabile, tanti elementi della nostra vita, forse troppi, sono precari. Si cambia nazione, lavoro, amicizie ed infine anche il nucleo familiare, che è il perno per la crescita individuale, è mobile, cambia ed è divenuto precario.

Il cambiamento fa parte del corso della vita ma oggigiorno tutto cambia e troppo rapidamente ed in questo movimento ci si perde e ci rendiamo conto di essere soli in fondo cit. “la vita è fatta di continui abbandoni”.

Quindi l’importanza di conoscere sé stessi. Osare vivere secondo ciò che siamo realmente ci offre la stabilità che non possiamo reperire altrimenti. Accettarsi e fare del proprio meglio nel rispetto di sé e degli altri ci rende persone migliori ed una dignità personale che ci permette di rimanere saldi dinanzi ai terremoti della vita cit. “io mi piego ma non mi spezzo”.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello? Da cosa ha tratto ispirazione per la stesura di questo romanzo?

Non credo di essermi ispirata a nessuno scrittore in particolare. Non intenzionalmente. Mi soffermo molto sulla descrizione di scene ed attraverso queste scene racconto delle storie di vita analizzando minuziosamente i moti dell’animo umano. Quindi se dovessi citare una corrente letteraria sarebbe sicuramente il realismo/verismo. È uno stile di scrittura che mi apparteneva sin da piccola. Non potrei scrivere diversamente.

Voglio che il lettore entri in queste scene di vita, che possa toccare con mano i vari personaggi, per questo motivo mi dilungo talvolta nella descrizione delle tensioni del corpo di questi. Voglio che il lettore li possa vedere dinanzi ai suoi occhi e toccarli.

Mi sono ispirata ad un fatto vero e che è descritto nell’ultimo capitolo del romanzo ed è sviluppato ulteriormente nel secondo romanzo della trilogia. Ogni personaggio è tuttavia inventato, mi sono ispirata a me stessa e a dei prototipi di uomini e donne incrociati o semplicemente sfiorati nel mio vissuto.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

È stata soddisfacente, anche se complicata. Ho evidenziato a chi di dovere alcune mancanze a livello di editing e che sfortunatamente hanno limitato la diffusione ulteriore del mio romanzo. Quella che vorrei rilevare in questo contesto è la necessità di migliorare la qualità dell’editing (alcuni lettori mi hanno fatto notare errori come “gli” invece di “le”, ed altre frasi che non “suonano” italiane e che forse inconsciamente io nella scrittura le ho tradotte dal francese). Vivendo a Ginevra da 16 anni avrei avuto bisogno di un editing più attento, maturo e fermo.

Intreccio è una trilogia. Ho terminato il secondo romanzo, Intreccio il filo rosso, che sto correggendo nuovamente (ho appreso con l’esperienza del mio primo romanzo di lasciare trascorrere qualche mese prima di addentrarmi nella correzione).

A settembre inizierò il terzo ed ultimo romanzo Intreccio Anna che concluderà la trilogia. Ho delle idee per altri due romanzi che vorrei cominciare quanto prima.

Ringraziamo l’autrice per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Intreccio. Storia di ritorni di Anna Veronica Catapano, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione e ci permette di diventare consapevoli di cosa significhi davvero capire la complessità dell’animo umano e di come le circostanze siano determinanti allo sviluppo etico della nostra personalità.

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