Gaetano e i Salvemini – Mauro Salvemini

In questo libro venato di nostalgia e di un senso di giustizia viscerale, Mauro Salvemini ripercorre le vicende, politiche ma soprattutto personali, di cui sono stati protagonisti i membri della famiglia Salvemini, uomini e donne uniti dal forte legame con la loro terra d’origine, animati da un profondo desiderio di portare avanti le proprie convinzioni e disposti a sacrificarsi ai limiti del possibile per aiutarsi reciprocamente.
A partire dalla figura di Gaetano Salvemini, figura di spicco dell’antifascismo, il lettore ha la possibilità di percorrere molti anni della vita dell’intera famiglia e si trova ad attraversare un’epoca, a conoscerla e a fare i conti con le grandi ingiustizie e le piccole gioie sparute che l’hanno resa indimenticabile. A fare della lettura un’esperienza ancora più intensa, un ricco corpus di lettere e foto appartenenti all’autore, che offre così un viaggio a tutto tondo nella sua storia familiare e la tramanda ai posteri.

Mauro Salvemini è nato a Bioglio, Biella. Dopo il diploma di Liceo Scientifico e due stage lavorativi nel settore tessile in Germania e in Inghilterra consegue il diploma universitario presso il Technical College di Bradford, Yorkshire. Nel 1970 si laurea in Scienze Politiche.

Oggi parliamo del libro Gaetano e i Salvemini scritto da Mauro Salvemini e pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros il Filo.

Noi del Gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Mauro Salvemini per conoscerlo meglio e scoprire qualcosa in più sul suo libro Gaetano e i Salvemini.

Riportiamo di seguito l’intervista all’autore. Buona lettura!

  • COSA L’HA SPINTA A CONDIVIDERE LA SUA STORIA CON I LETTORI?

Come ho anticipato nella presentazione del volume a una certa età si tende a fare il bilancio della propria vita, a riportare alla memoria persone, avvenimenti, situazioni che non erano stati dimenticati, ma che per anni erano rimasti sotto traccia. Se, come nel mio caso, si ha avuto la fortuna di avere ascendenti di una certa rilevanza storica ho pensato che sarebbe stato interessante mostrare i personaggi da una angolatura diversa da quella ufficiale nota a tutti. In questo modo Gaetano Salvemini non è più solo l’integerrimo e coltissimo professore universitario, il tenace antifascista, il soccorritore dei compagni in esilio all’estero – aspetti diligentemente riportati nelle sue biografie – ma appare come il fratello comprensivo e amorevolmente generoso con la sorella in difficoltà, il dispensatore di ammonimenti con i giovani nipoti, l’uomo duramente provato nella sua vita familiare distrutta dal terremoto di Messina. La stessa operazione, che vuole dare immagini di vita vissuta, è stata tratteggiata per gli altri membri della famiglia. Mi piaceva l’idea di poter fare entrare i lettori nell’intimità di una famiglia e condividere con loro gli aspetti intimi di molti dei suoi membri. Il mio scopo era quello di trasformare figure un po’ fossilizzate dalla Storia o da questa non considerate in creature appassionate, a volte spaurite, certamente inquiete, in una parola umane.

  • COSA SI ASPETTA DALL’INCONTRO CON IL LETTORE?

È difficile individuare le risposte del lettore o, meglio, dei lettori rispetto a questo libro. Uso il plurale non tanto perché immagino sciami di lettori che assaltano le librerie per procurarsene una copia – anche se confesso che mi piacerebbe – quanto per il fatto che non credo esista la figura del lettore tipo. Esistono di sicuro grandi lettori che leggono un rilevante tot di libri all’anno, medi lettori e modesti lettori, ma questa è una valutazione puramente numerica. Se si esce da questa, le persone che si accostano a uno stesso libro vi colgono aspetti diversi, ne traggono conclusioni divergenti, ne individuano differenti tematiche, tanto che, per assurdo, sembrerebbe quasi che abbiano letto libri diversi. Quando un lettore si accosta a un libro, infatti, questo diventa quasi una sua creatura perché su esso riversa il suo vissuto, le sue esperienze, le sue inclinazioni. Che cosa mi aspetto dall’incontro con i lettori? Due cose mi piacerebbe che accadessero soprattutto: la prima è un riscontro dei loro pensieri, delle sensazioni che il libro ha provocato e delle critiche; la seconda – e questa è mia responsabilità – è che il mio tentativo di umanizzare un personaggio guidando i lettori all’interno delle dinamiche familiari sullo sfondo della grande Storia possa essere riuscito.

  • QUANDO NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

Quasi tutti, nel corso della vita, hanno almeno una volta messo mano alla penna. Di solito, però, a meno che non si scelga la scrittura come professione, dopo un inizio pieno di entusiasmo si ripongono gli attrezzi dentro qualche cassetto dimenticandone anche l’esistenza. A me è piaciuto scrivere fin da bambino, sin da quando mia nonna Maria, che era stata maestra elementare, aveva svegliato in me l’interesse per la lettura e la scrittura. Poi, come succede a tanti, le situazioni della vita, il lavoro, gli impegni familiari hanno preso il sopravvento. Raggiunta una certa età, con l’affievolirsi degli impegni e, ahimè, della memoria ho deciso di riprendere da dove avevo interrotto tanto tempo prima. L’occasione è stata la possibilità di prendere in mano vecchi documenti, lettere, fotografie che fino a quel momento erano custodite nella casa di un vecchio parente deceduto, la quale doveva essere sgomberata. Dai cassetti non vennero fuori solo oggetti, ma ricordi lontani, quasi sepolti, affastellati che sembrava chiedessero di essere risistemati. Ho deciso di riordinare quelle vecchie cose e quasi senza avere preso la decisione ho cominciato a mettere su carta annotazioni, riflessioni, aneddoti, avvenimenti. Così è nato questo libro.

  • COSA LE HA INSEGNATO QUESTO LIBRO?

I vari impegni e interessi della mia vita – da buon biellese gli studi di perfezionamento in Inghilterra e Germania nel settore della tecnologia del tessile, il lavoro nel campo della moda, l’import export di accessori di lusso, gli studi universitari intrapresi dopo alcuni anni di esperienza all’estero, l’interesse tardivo per l’azienda agricola familiare e un certo gusto per il bon vivre – si sono sovrapposti al piacere infantile per la lettura e la scrittura suscitato dalla nonna maestra.  Mai avrei immaginato di aprire quel vecchio cassetto dimenticato in cui carta e penna erano stati riposti. Ma erano lì, in attesa da tanto tempo e sorprendentemente mi hanno invitato ad usarli. Scrivere questo libro mi ha insegnato che, nonostante si immagini di vivere seguendo binari definiti, è sempre possibile imbattersi in uno scambio che ti fa transitare lungo un percorso imprevisto. E mentre scrivevo, la figura di Gaetano mi passava davanti agli occhi quasi in un immaginario cinematografico inizialmente felice con il matrimonio e la nascita dei figli, poi tragico con la distruzione della famiglia a causa del terremoto. Poi l’esilio e la vita errante in America. Ci sarebbero i requisiti per produrre film noir, d’amore, d’avventura magari con uno sfondo politico appena accennato.  

  • HA PROGETTI PER IL FUTURO?

Come si dice l’appetito vien mangiando e pur consigliando a me stesso di non fare indigestione ho tenuto aperto quel cassetto con carta e penna. La fatica del riordino dei vecchi documenti di famiglia si è fatta sentire e non nego che sta affacciandosi l’idea di dare spazio alla fantasia e all’immaginazione. Chissà che i fogli su cui sto annotando vicende e immagini non trovino forma di una narrazione compiuta … sempre che il binario di recente imboccato non prenda altri scambi in accordo con gli imprevisti della vita.

A noi del Gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Mauro Salvemini per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. A lui va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro Gaetano e i Salvemini e per il futuro.

A te caro lettore auguro una buona lettura e un buon viaggio tra le pagine di questa storia.

Se ti va lascia un commento, facci sapere cosa ne pensi.

Noi ci sentiamo presto.

La vostra redattrice.

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