La forza delle parole – Il Gruppo Albatros Il Filo presenta: Il mondo sotto accusa di Valentina Procopio

Nell’articolo odierno parliamo del libro Il mondo sotto accusa di Valentina Procopio, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autrice del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autrice e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Il mondo sotto accusa di Valentina Procopio, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un testo coraggioso, che interroga il mondo attuale e lo stato di cose presenti utilizzando la grammatica del possibile cambiamento di strutture e storture del potere consolidato. Come si può immaginare una lotta in grado di cambiare il sistema? Quali esempi fulgidi possiamo trovare che ci diano forza nelle nostre battaglie quotidiane? Da chi trarre ispirazione per seguire i nostri ideali?

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autrice: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo saggio e come vengono trattati?

Il tema decisivo che tesse la trama del mio piccolo saggio è un senso di disagio nei confronti di un mondo verso il quale non si riesce a trovare alcun senso di appartenenza. Un disagio che alterna momenti di rabbia con attimi di triste rassegnazione, per esplodere a tratti in una voglia di cambiamento che sa di fallire in un tentativo che vale comunque sia la pena di tentare.

Quali aspetti sociali, politici, culturali del mondo sono da mettere sotto accusa e come è possibile trasformarli?

Ad essere messo sotto accusa è una storia che non vuole cambiare, che si ostina a fare sempre i soliti errori, scrivendo sempre pagine simili con personaggi diversi.

Si accusa un mondo che ci vuole tutti uguali, che ci impone limiti e poi ci prende in giro dicendoci di poterli superare; si accusa una politica che non ha più ideali, che cambia vestito dalla mattina alla sera e lavora solo per creare campagne elettorali con progetti che si dimentica una volta occupata la poltrona.

Si accusa un mondo indifferente che non si rende conto di quanto è tragica e comica una vita che non vivono attivamente ma che li trascina in un mare di ipocrisia, dove il niente è tutto e il tutto è ridotto a niente.

Si accusano le persone che si svegliano lamentandosi, vivono lamentandosi e muoiono lamentandosi, e mai hanno pensato di cambiare il loro stato sociale, aspettando sempre che qualcuno lo faccia per loro.

Resta tuttavia la speranza che la gente si svegli da questo lungo letargo per impegnarsi a cambiare il corso sempre uguale di una storia per la quale c’è chi ha avuto il coraggio di combattere e vincere anche quando ha perso.

La triste consapevolezza è che per salvare questo mondo occorrerà perderlo, perdere ciò che più c’è di bello, come la generosità della sua terra e delle sue acque, perdere il controllo di una natura umana che si rivelerà debole e soggetta ad un mondo che decade insieme a lei.

Possiamo cambiare certo, ma a decidere che prezzo pagare saremo noi.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Più volte mi sono ritrovata a mantenere uno stile di scrittura che puntualmente perdevo per strada; penso sia normale quando le tue mani si infiammano al susseguirsi di pensieri che sfuggono alla logica del momento.

Tuttavia ho voluto mantenere la scrittura della ragazza che ha scritto quelle pagine, una scrittura semplice che parla con parole spicciole per spiegare qualcosa di grande.

Lo stile della scrittura sembra evolversi capitolo per capitolo; c’è la semplicità di scrittura della bambina che parla di sogni e speranze, c’è l’irruenza a volte confusa dell’adolescente e la lucida e attenta linearità della giovane donna.

Per molti tratti il ragionamento contorto dei grandi filosofi del 900 hanno influenzato i miei pensieri e la mia scrittura, rendendo alcune pagine più complesse; sono in tanti ad aver letto due volte il libro e ogni volta aver scoperto qualcosa di nuovo che prima gli era sfuggito.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

Il libro è una disperata richiesta di aiuto, quello che si cerca di fare è risvegliare una società che sembra si sia addormentata, riscattare una vita che per troppo tempo è stata succube di ladri e ladroni, che confonde spesso ciò che giusto e sbagliato e ha trasformato come normale molte assurdità.

Un libro che possa dare uno schiaffo a chi ha preso in mano un capolavoro e ha deciso di scarabocchiarlo senza senso e senza come.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Se potessi tornare indietro sceglierei sempre il Gruppo Albatros come editore; la cura, l’attenzione nel seguirmi passo dopo passo è sempre stata gentile e vicina a quello che è il lato umano dello scrittore. Mi sono stati vicini in un momento delicato come quello della revisione, dove tutto mi sembrava così sbagliato e intimo da voler cancellare tutto; mi hanno spiegato come la paura è un sentimento normale nella prima pubblicazione, aiutandomi a ritrovare la fiducia in un lavoro che meritava quella iniziale frustrazione. Anche nella post pubblicazione mi hanno proposto concorsi a cui partecipare e interviste da fare che mi hanno entusiasmato e formato. Spero di scrivere nuovamente e pubblicare ancora una volta con loro.

Ringraziamo l’autrice per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Il mondo sotto accusa di Valentina Procopio, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione e ci permette di diventare consapevoli di cosa significhi davvero lottare per riscoprire un senso di appartenenza e il proprio posto nel mondo.

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