La caduta del vento e delle foglie – Giacomo Luca Perez

Nell’articolo odierno parliamo del libro La caduta del vento e delle foglie di Giacomo Luca Perez, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

La caduta del vento e delle foglie di Giacomo Luca Perez, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo,un romanzo che è soprattutto meta-romanzo, un racconto nel racconto, in cui atmosfere fantasy si uniscono a quelle raffinate ed alchemiche che ci riportano alle segrete arti ed accademie medievali, inseguendo un’antica leggenda che sembra prendere vita con lo scorrere della pagine. Un romanzo corale, inoltre, in cui i diversi protagonisti si intrecciano in una fitta trama di inganni e missioni segrete, dominati da valori nobili e grande coraggio, da una parte, ma anche dalla più cieca ed abbietta sete di potere dall’altra, in una realtà che fatica ad emergere dalle nebbie del dubbio e della paura.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo?

Ritengo che il tema principale riguardi le strategie personali con cui ogni essere umano affronta le avversità. Ciascuno ha un suo modo di lottare per conquistare il proprio posto nel mondo, palesando una miscela di capacità diverse sia per qualità che per quantità. Non sempre però le forze umane risultano sufficienti a superare l’ostacolo, a correre più veloce del pericolo, ad abbattere il mostro che recide le connessioni della mente. In questi momenti l’individuo ritrova talvolta la dimensione spirituale, che nel mio credo si concretizza in quel Dio che ancora oggi allunga il dito in cerca di un contatto diretto con la sua creatura, un tocco in grado di produrre una scintilla rigenerante e riplasmante. Il secondo tema decisivo è sicuramente la lotta tra bene e male, tra bianco e nero. Abbiamo inserito in mezzo infinite sfumature le quali, a mio parere, non sono altro che modelli diversi dello stesso vestito. Il bene non ha sfumature, lo si può solo macchiare.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali e come si evolvono durante gli eventi della storia?

Tra i personaggi principali annoveriamo il capitano Luce Elamus, capace di lottare con determinazione contro i nemici di Esirmatel, il regno in cui è ambientata la vicenda, ma costretto allo stesso tempo a fare i conti con i demoni della sua mente, i quali sussurrano incessantemente una verità incontrovertibile, ovvero che, a ragione di una causa giusta, lui è divenuto un assassino. Senza mai arrendersi, Luce continuerà a combattere, tuttavia solo l’incontro con lo Spirito divino gli darà la forza di resistere ai terremoti che scuoteranno tanto il regno quanto il suo animo e che metteranno alla prova il suo amore per Namoe. Un altro personaggio interessante è Espel. Si tratta di uno dei tre colonnelli dell’esercito stanziato presso la Fortezza Rossa. Fiero della sua forza fisica, della sua astuzia e della sua intraprendenza, l’ufficiale cercherà di approfittare del vuoto di comando in cui piomberà improvvisamente l’esercito. Le circostanze però non volgeranno a suo favore e lui piomberà dapprima in uno stato di fragilità emotiva, ossessionato dal tradimento e senza più fiducia in sé, per poi cercare una rivalsa guidato dalla gelosia nei confronti dei successi dell’amico-nemico Fresoa, e dal bisogno di riversare sugli altri la colpa del proprio fallimento.

Cosa vuole comunicare ai lettori con questo testo?

È un messaggio che comunico in primo luogo a me stesso, un concetto che mi ripeto ogni giorno: bisogna cercare di essere forti, ma quando la nostra resilienza risulta insufficiente possiamo attingere a un’energia superiore, che trascende la realtà come noi la intendiamo. Avere fede è il mezzo con cui non farci sopraffare dallo sconforto, dall’ansia e dalla paura. Vi è un passo della Bibbia che mi ha accompagnato e dato coraggio per tutta la vita: «…Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare; poiché io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo salvatore…” (Isaia 43: 2-3). Quindi non importa quanto sia scura, priva di stelle e senza luna, “la notte non potrà mai vincere il Sole”.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Per quanto concerne lo stile di scrittura, cerco di dare un taglio epico al racconto, quindi mi ritrovo nel genere High Fantasy e nei suoi autori, tra i quali senza dubbio vanno citati J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis, considerati i padri del genere. Mi piace molto anche George R.R. Martin nelle “Cronache del ghiaccio e del fuoco”. Allontanandoci dal genere fantasy, sono rimasto affascinato dai romanzi di Carlos Ruiz Zafòn, in particolare “L’ombra del vento” e “Il gioco dell’angelo”, in cui i personaggi si muovono lungo una sottile linea di confine che separa realtà e fantasia all’interno di una Barcellona piena di mistero. Di Ken Follet ho apprezzato moltissimo “I pilastri della terra” e i primi due libri della trilogia “The Century Trilogy”. Sono ammirato dalla sua capacità di far calare il lettore nel medioevo come nel ‘900, narrando gli intrighi politici che caratterizzano il periodo storico e le vicissitudini di personaggi con vissuti assai diversi, benché interconnessi tra loro. Tra gli italiani trovo interessante Valerio Massimo Manfredi di cui ho letto diversi romanzi, tra i quali il mio preferito è “Le paludi di Hesperia” dove alcuni eroi omerici si spogliano a tratti del loro mito.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

È un po’ presto per esprimere un giudizio finale, posso solo dire che per il momento si tratta di un’esperienza positiva. Mi piacerebbe continuare a scrivere, a dare fondo all’immaginazione e ho in mente il seguito della “Caduta del Vento e delle Foglie”. Mi sono affezionato ai personaggi del romanzo e vorrei conoscere io stesso quale sia il destino di Esirmatel, quali nuove sfide dovranno affrontare i nostri e come si evolveranno i loro rapporti e le loro personalità.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. La caduta del vento e delle foglie di Giacomo Luca Perez, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perchè è un romanzo pieno di sorprese, in grado di tenere il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine, e perchè fa riflettere su questioni fondamentali per la nostra esistenza che troppo spesso trascuriamo.

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