Ce ne siamo dette di tutti i colori – Antonella Massara

Nell’articolo odierno parliamo del libro Ce ne siamo dette di tutti i colori di Antonella Massara, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autrice del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autrice e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Ce ne siamo dette di tutti i colori di Antonella Massara, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, dà la sensazione di aprire un cassetto dei sogni colmo di oggetti e creature strampalate, pronte a saltar fuori senza un apparente ordine prestabilito. Filastrocche, favole e brevi racconti si alternano a immagini colorate e accattivanti, frutto della creatività fervida e incontenibile dell’autrice, che con spirito giocoso e grande senso dell’umorismo reinterpreta alcuni grandi artisti del passato, rendendo le loro opere comprensibili e riproducibili anche da un pubblico giovanissimo. Nella seconda parte – il Bestiario portatile – dà vita ad animali bizzarri e coloratissimi, grazie a un’inventiva scoppiettante come solo quella di un bambino sa essere. L’ispirazione talvolta è di natura letteraria, altrove invece si nutre di riferimenti pop o semplicemente nasce spontanea da un’immagine o da un accostamento di colori, in una pluralità di visioni che non può che essere terreno fertile per la creatività.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autrice: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo testo?

Il tema decisivo di questo testo è un invito a “guardare l’arte” con quella leggerezza che consente di fruire della bellezza in modo più spontaneo senza la pomposità’ del manuale. Leggerezza, però, non significa semplificare o banalizzare ma considerare e valorizzare tutti I codici espressivi dell’arte: la letteratura, la musica, la pittura ecc..perché ogni forma espressiva cela qualcosa di interessante. Perciò il testo è un insieme di tante esperienze: ci sono racconti nati da copie dal vero, reinterpretazione di brani di altri autori, c’è il cubismo raccontato con un linguaggio basico, personaggi bizzarri, nature morte secondo I bambini, canzoni illustrate. Si intuisce che non c’è un filo conduttore tra i vari argomenti ne un ordine secondo qualche parametro. L’intento è quello di destare curiosità e un certo interesse anche attraverso l’utilizzo di un linguaggio scanzonato.

Quali esperienze particolarmente significative nella sua vita trovano espressione nel romanzo?

Per quanto mi riguarda non c’è stata una ragione specifica che mi abbia indotto a scrivere. È qualcosa che ho sempre fatto anche solo per raccogliere delle idee. Parlare di romanzo, nel mio caso, sarebbe assai azzardato. Parlerei di racconto, meglio se breve. Eccedere nelle descrizioni, essere eccessivamente analitici potrebbe annoiare chi legge.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

“Ce ne siamo dette di tutti I colori” può essere definito un testo didascalico, la cui genesi è avvenuta in seguito ad un percorso condiviso con un gruppo di bambini. Per questa ragione vorrei che fosse un’occasione di arricchimento che difficilmente si otterrebbe da una lezione frontale dai toni cattedratici. Vorrei comunicare entusiasmo, leggerezza, offrire spunti di riflessione e soprattutto incuriosire: Chi non frequenta abitualmente un museo, Chi si prende troppo sul serio, Chi ritiene che il gioco sia un’attività inutile, Chi non può andare a scuola, Chi si annoia ad andare a scuola, Chi non sa che una scultura può avere molti significati in base al punto di osservazione. Vorrei che il testo raggiungesse anche i lettori più grandi, quelli che ancora nonostante l’età fanno ancora voli pindarici con la fantasia.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello? Quali sono le sue fonti d’ispirazione?

Il mio stile di scrittura oscilla tra il serio e il faceto. Mi diverte moltissimo contrapporre realtà e fantasia, mettere in relazione situazioni e personaggi in modo anacronistico. In questo testo ci sono alcuni riferimenti a Stefano Benni autore che trovo geniale specie per il surreale così abilmente raccontato. Altra fonte d’ispirazione è per me la mitologia greca così ricca di aneddoti straordinari. Di recente ho scoperto un autore (Massimo Capaccioli) il cui testo narra di come gli antichi interpretavano i fenomeni astronomici. Si tratta di fole che soddisfacevano il bisogno di superstizione perché non c’erano evidenze scientifiche. Un viaggio nell’onirico da cui attingere. Queste comunque sono solo alcune delle fonti, l’ispirazione arriva anche in modo casuale: può arrivare da un film,da una conversazione brillante, da un viaggio ecc… Più si fanno esperienze più ci si arricchisce. Dal mashup di molte esperienze nascono le idee, questo almeno vale per me.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

L’esperienza col gruppo Albatros Il Filo è stata positiva, chi mi ha seguito nei vari step fino alla pubblicazione è stato molto professionale. Vorrei sottolineare anche una certa gentilezza da parte di tutti gli interlocutori, cosa non scontata. Tuttavia non ho termini di paragone essendo la prima casa editrice con cui sono stata in contatto. Per quanto riguarda i progetti futuri, ho iniziato a scrivere un nuovo testo. Sono ancora nella fase embrionale del progetto perciò non è possibile fare alcuna anticipazione ,anche perché è in continua evoluzione. Posso solo anticipare che rispetto al precedente nel prossimo curerò personalmente anche le illustrazioni.

Ringraziamo l’autrice per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Ce ne siamo dette di tutti i colori di Antonella Massara, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un racconto vivace, stimolante che lascia aperta e potenzia la possibilità di fare esperienze nuove con curiosità e dedizione e fa acquisire un nuovo modo di vedere le cose.

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