I mondi della scrittura – Il Gruppo Albatros Il Filo presenta: Quattro barboncini, un barbone e un labrador in aggiunta di Bruna Geremia

Nell’articolo odierno parliamo del libro Quattro barboncini, un barbone e un labrador in aggiunta di Bruna Geremia, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autrice del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autrice e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Quattro barboncini, un barbone e un labrador in aggiunta di Bruna Geremia, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, costituisce un vero e proprio diario della felicità e dell’amicizia, vale a dire dell’incontro e della vita quotidiana di una donna insieme coi suoi cani.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autrice: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questi racconti diaristici?

Il tema sui cui verte tutto il libro è senza dubbio il rapporto uomo-cane: ho sottolineato più volte come il cane sia secondo me il migliore amico dell’uomo e di come il suo affetto riesca ad alleviare i nostri disagi e le nostre sofferenze. Nel libro racconto di quando la mia barboncina nera Wendy mi fece da assistente-infermiera assieme a mia figlia in uno dei periodi più duri per la mia salute, il conforto che riuscì a darmi non mi fece pensare al periodo duro che stavo passando tra infezioni, operazioni e altri guai.

Con il cane l’uomo riesce ad instaurare un rapporto intenso fin dal primo momento. Nei miei racconti ho evidenziato il fatto che non siamo noi umani a scegliere i nostri compagni pelosi, come erroneamente crediamo, ma sono loro a scegliere noi, decidendo a chi donare fedeltà assoluta per il resto della vita. Così è infatti successo nel primissimo incontro tra mia figlia, le mie nipotine e quella che sarebbe diventata la loro labrador Bella: quando la scodinzolante cagnolina miele corse loro incontro e si sedette ai loro piedi fu amore a prima vista.

Definirei perciò i cani degli esseri empatici, proprio per la loro capacità di comprendere gli stati d’animo, i comportamenti e le emozioni altrui. L’unico prezzo, molto caro, da pagare dopo anni di relazione “amorosa”, è il dolore devastante dopo che i nostri amici pelosi ci lasciano per sempre. Confesso che scrivere di Tara, la mia ultima barboncina, non è stato facile, in quanto, nonostante i tre anni dalla sua scomparsa, io non sia riuscita ancora ad elaborarne il lutto: ogni giorno, guardando verso il divano, mi sembra ancora di vederla, o sentirla zampettare per casa.

Quali esperienze particolarmente significative nella sua vita trovano espressione nei suoi componimenti? Che tipo di interazione si sviluppa tra uomo e cane e che benefici ne derivano secondo Lei?

Come ho raccontato nelle primissime righe del libro, dopo vari tentativi, il sogno di mia figlia Samantha di avere un fratellino o una sorellina si infranse. Lei desiderava un esserino con cui giocare, correre e condividere le sue giornate e quindi nacque l’idea di portare a casa un “bambino peloso”. Naturalmente anche io avevo subito un grosso trauma e avevo bisogno di qualcosa di piccolo, morbido e tenero da coccolare. Con l’arrivo di Ricciolino, è cominciata la mia avventura come mamma di quattro barboncini, un barbone e nonna di un labrador. Tutti loro, e ognuno a modo proprio, hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore e nei miei ricordi. Il tipo di interazione che ho avuto con loro è sicuramente simile a quello di una mamma con i suoi figli, una relazione di attaccamento tale che essi credo nemmeno si sentissero propriamente cani e assumevano comportamenti più vicini a quelli umani. Ad esempio, Ricciolino era spaventato alla vista di altri cani e ogni volta cercava di nascondersi o farsi prendere in braccio fino a quando quegli strani esseri non scomparivano all’orizzonte; inoltre, era maniacalmente pulito, e voleva saltare sempre in vasca quando mia figlia faceva il bagnetto. Il rapporto che ho avuto con loro si è basato su un profondo legame affettivo, privo di ogni tipo di pregiudizio, che rassicura e aumenta l’autostima. Il beneficio maggiore che deriva da tali interazioni, dunque, è l’amore puro che hanno saputo darmi tutti loro, tanto da farmi sentire un essere unico e meraviglioso, specialmente nei momenti più difficili della mia vita.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Data la mia esperienza di 22 anni come insegnante di italiano presso le scuole primarie, ho avuto modo di acquisire uno stile semplice, leggero, a volte ironico e sorridente. Tendo ad abbondare le proposizioni di aggettivi e avverbi, paragoni e similitudini. Lo scopo di tale stile è quello di incuriosire e attirare l’attenzione di un pubblico che abbraccia tutte le età, ma specialmente la fascia d’età corrispondente a quella dei miei alunni.

Amo equilibrare nel giusto modo le descrizioni di ambienti e personaggi con i dialoghi, sia di tipo diretto, per poter spezzare il ritmo del discorso e farlo accelerare, sia di tipo indiretto per riassumere avvenimenti meno importanti. Il dialogo è infatti la parte fondamentale dei miei scritti, in quanto capace di comunicare informazioni sulla trama e intensificando la scena. Uso inoltre gesti ed azioni per cercare di delineare la personalità e le peculiarità dei personaggi, così in questo modo non ho la necessità di doverli descrivere ulteriormente. Infine, mi piace aggiungere nelle mie storie battute credibili e opinioni personali, affinché il lettore si senta coinvolto e dandogli l’illusione di star vivendo gli avvenimenti del racconto. Essendo appassionata di grandi classici, che mi hanno formata e accompagnata fin dall’infanzia, posso dire che un’ispirazione letteraria arriva anche dalle opere di Louisa May Alcott, autrice di “Piccole Donne”, e Jane Austen, di “Orgoglio e Pregiudizio”.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

Trovo veritiera la citazione di Victor Hugo quando scrisse “Fissa il tuo cane negli occhi e tenta ancora di affermare che gli animali non hanno un’anima”. Ogni cane ha indubbiamente il suo carattere e le sue peculiarità che lo rendono unico, ma ciò che li accomuna è l’amore e la fedeltà assoluta e totale che non può che arricchire tutti coloro che li hanno ricevuti in dono. Con questo intendo dire che dato che l’amore che riceviamo dai nostri compagni pelosi è incondizionato, anche quello che noi umani diamo dovrebbe esserlo. Nell’ultima pagina del mio libro, cito a proposito le parole del protagonista del film “Io e Marley”: “Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi e vestiti firmati, ma se gli dai il tuo cuore, lui ti darà il suo. Di quante persone puoi dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro e speciale? Quante persone possono farti sentire un essere straordinario?”. Ciò che voglio comunicare ai miei lettori è dunque di amare sempre i propri animali, e soprattutto di non abbandonarli mai.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Sono felice di aver scelto una casa editrice come Albatros Il Filo che promuove la lettura e investe sugli autori esordienti come me. Lo staff mi ha seguita e fatta sentire subito parte importante di un gruppo nel quale ciascuno ha un ruolo da svolgere e dove collaborazione e confronto sono determinanti per la riuscita del lavoro finale. La mia editor mi ha dato validi suggerimenti e consigli costruttivi per rendere il mio primo libro un testo strutturalmente forte e stilisticamente stabile. Ho stretto telefonicamente un ottimo rapporto anche con l’ufficio stampa e il tecnico grafico che ringrazio per la qualità e la professionalità dei loro servizi. Significa molto per me quindi ringrazio ulteriormente per l’ottimo lavoro svolto, la pazienza, e soprattutto il rispetto per ciò che ho scritto.

Subito dopo la pubblicazione di questo libro, mi sono messa all’opera per la stesura di un romanzo per ragazzi, “Kitty la balena spiaggiata”. Questo libro di narrativa fantastica, tratta tematiche ambientali reali, in particolare, racconta la storia di una giovane ragazza hawaiana che si trasforma in una megattera e si ritrova ad affrontare le problematiche di un habitat sempre più compromesso dall’azione umana. “Kitty. la balena spiaggiata” sarà il titolo di punta del catalogo Albatros Il Filo per il mese di gennaio 2022.

Ringraziamo l’autrice per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Quattro barboncini, un barbone e un labrador in aggiunta di Bruna Geremia, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perché con armonia, semplicità e dolcezza ci fa capire il valore di una vita spesa insieme agli amici anche a quattro zampe, la sola degna di essere vissuta secondo Aristotele.

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