Eroi provvisori – Bruno Maglia

Nell’articolo odierno parliamo del libro Eroi provvisori di Bruno Maglia, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Eroi provvisori di Bruno Maglia, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filoconiuga il tono del racconto e lo stile descrittivo con un spirito thriller che coinvolge il lettore in questione di assoluta urgenza che riguardano l’attualità.

Prendendo spunto da una superstizione che si presenta per l’ennesima volta nella vita del padre e che anticipa l’arrivo di un anno funesto, i giovani Angelica e Antonio Jury intraprendono una ricerca accurata e profonda, che va a scovare i principali responsabili della presenza, ormai dilagante, del coronavirus in tutto il mondo.
Approfondendo gli indizi che hanno a disposizione e ripercorrendo la Storia senza tralasciare alcun dettaglio, rendono gli interminabili mesi della quarantena un’occasione per approfondire i meccanismi che si nascondono dietro alla smania di potere e per renderli noti pubblicamente.

Sullo sfondo di questa missione, filo portante dell’intera vicenda narrata da Bruno Maglia, c’è una famiglia molto unita, un famoso pneumologo che affronta ogni giorno i terrori dell’epidemia, due cani giocherelloni, una madre amorevole e molti altri personaggi che costituiscono elementi di contorno, ma pur sempre importanti, di una vicenda accattivante e ricca di spunti di riflessione. Un diverso punto di vista sulla genesi del Covid-19 che corre nel solco scavato da “complottisti e negazionisti”.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo e come vengono trattati?

I due giovanissimi Angelica ed Antonio Jury, figli del personaggio principale del romanzo, il prof. Samuele Martiglio, noto pneumologo impegnato in prima linea contro l’attacco portato dal Coronavirus, utilizzano il tempo del lock down per cercare di capire da dove provenga la pandemia. Grazie alla lettura di passaggi del Libro della Genesi ed a ricerche articolate sul web, arrivano ad una scoperta incredibile dimostrando come la storia, di cui troppo spesso ci si dimentica, sia maestra di vita e ripresenti ciclicamente situazioni che si pensavano ormai dimenticate e sepolte.

Tutto questo grazie ad un’intuizione che a poco a poco si è fatta strada nelle loro menti.

Svolgono un’indagine personale che li porterà, infrangendo anche barriere etiche e legali, a dare il là ad una vera e propria indagine di polizia affidata al commissario Tortorella, ben conosciuto dal prof. Martiglio, che porterà a scoprire verità impensabili.

Il romanzo fa eco anche alla sollecitazione a coltivare la Memoria, più volte invocata dal Santo Padre Francesco, per aiutare il mondo a non ripiombare in tragiche situazioni e per sensibilizzare tutti al rispetto dei nostri simili e del pianeta.

Quali sono i personaggi fondamentali e come si evolvono durante la storia?

Sono in primis il prof. Samuele Martiglio, i suoi due giovani figli Angelica e Antonio Jury, e la compagna Silvana. E poi il Commissario Tortorella e la sua squadra investigativa.

Il professore, nonostante abbia passato i settanta, non si sottrae al suo giuramento e combatte ogni giorno per far fronte alla pandemia che ha colpito il mondo.

I figli trasformano gli interminabili mesi della quarantena in un’occasione per appro­fondire i meccanismi che si nascondono dietro alla smania di potere e di denaro per renderli noti pubblicamente. Con il loro lavoro di ricerca offrono un diverso e controverso punto di vista sulla genesi del Covid-19. Danno vita ad un’ipotesi fantasiosa, ma forse non troppo, che trova le sue radici nella smania di dominio che alcuni popoli hanno sugli altri e che, in poco più di cent’anni, ha creato situazioni che hanno portato a conseguenze tragiche e di cui, purtroppo, molti non hanno mai voluto prendere atto. Per i due giovani ragazzi il periodo è stato propedeutico alla loro evoluzione intellettuale e morale.

Quali motivazioni l’hanno portata a scrivere un thriller ambientato sullo sfondo dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19?

Devo dire che l’idea mi è venuta pensando ad uno dei personaggi del mio primo romanzo Figlio di una reazione chimica: Samuele Martiglio, di professione pneumologo. Una specializzazione, la pneumologia, assurta a fama mondiale per la battaglia contro il Covid-19.

Personalmente credo nella medicina e ritengo che sia ben chiaro a tutti quanto abbia fatto e faccia per gli uomini. Ci basti ricordare come, grazie ad essa, l’età media di sopravvivenza delle persone sia salita in modo verticale negli ultimi cento anni.

Il romanzo, al di là della trama insolita, vuole essere un omaggio a tutte quelle persone che si sono adoperate e si adoperano ogni giorno a favore degli altri, anche a rischio della loro stessa vita. Voglio ricordare gli operatori sanitari, dai medici fino a coloro che si occupano delle pulizie, che hanno dimostrato coraggio ed abnegazione mettendo a repentaglio la loro stessa vita, ma anche le forze dell’ordine, i lavoratori del settore alimentare, dai negozi di prossimità ai supermercati, che hanno continuato a servire la clientela rischiando il contagio, ai volontari che si sono occupati di aiutare gli anziani costretti in casa.

Purtroppo spesso ci dimentichiamo di come queste persone siano degli Eroi.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Direi uno stile di semplice, pulito e chiaro ma anche avvincente, come lo hanno definito molte persone che mi hanno inviato le loro recensioni o anche semplicemente il loro pensiero dopo aver letto i miei romanzi.

Il mio stile penso sia figlio del passato manageriale da un lato e del fatto che mi è capitato spesso di non riuscire a proseguire in una lettura per il modo contorto di scrivere di alcuni autori, spesso incensati dalla critica.

Il mio autore preferito in assoluto è Paolo Coelho, ma amo molto anche Susanna Tamaro, Oriana Fallaci e Giorgio Faletti. E non a caso. Nei loro romanzi ho trovato frasi, consigli, riflessioni e denunce che sento mie.

Ecco perché anche nei miei primi due romanzi, ed in quelli che seguiranno, ho inserito moltissimi spunti di riflessione e citazioni storiche che penso possano stimolare il lettore ad una lettura interiore e ad una nuova visione sul futuro improntata all’Amore, alla Compassione ed al Rispetto.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Ho pubblicato in tempo di pandemia e quindi non ho potuto ancora prendere atto in toto della potenzialità del Gruppo Albatros a causa della cancellazione dei Saloni del libro in cui i miei romanzi dovevano essere presentati.

Al di là di questo è stata un’ottima esperienza che mi ha permesso di ottenere anche un ambito riconoscimento da parte della Giuria del 6° Concorso Internazionale Città di Cefalù per il mio primo romanzo Figlio di una reazione chimica.

Concludo ringraziando tutti coloro che leggeranno la mia intervista e tutti coloro che hanno letto o leggeranno i miei romanzi comunicando che il mio terzo romanzo, La sposa è nuda, è in lavorazione e sarà pubblicato nel prossimo autunno.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Eroi provvisori di Bruno Maglia, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perchè è un romanzo pieno di sorprese, in grado di tenere il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine.

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