A proposito di romanzi – Il Gruppo Albatros Il Filo presenta: Il terrazzo della libertà di Matilde Casaglia

Nell’articolo odierno parliamo del libro Il terrazzo della libertà di Matilde Casaglia, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autrice del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autrice e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Il terrazzo della libertà di Matilde Casaglia, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è basato su una storia vera e tiene insieme narrativamente due vicende, unite nella condivisione di valori fondamentali: in una ci ritroviamo nel 1945, nel periodo della resistenza partigiana, nell’altra siamo immersi nell’atmosfera della città di Londra attuale.

In questo romanzo si assiste a quella che Ernst Bloch chiamava la contemporaneità del non contemporaneo: ciò che apparentemente è assente, perché trascorso, merita e si ritrova vivo nei valori di generazioni successive che condividono col passato gli stessi ideali e valori umani. Così i personaggi di questo romanzo, da un lato Pietro, comandante partigiano, con Vera, la sua compagna, e Violante, una ragazza del 2011 condividono un mondo che li unisce molto più di quanto il tempo storico non li separi.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autrice: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo e come vengono trattati?

Il romanzo è tratto da una storia vera, la storia di un partigiano e della sua vita dalla guerra al dopo guerra, alla vecchiaia – e parallelamente la storia di una ragazza “millenial” dei nostri tempi, e alle sue scelte di vita dall’università in poi. Temi centrali del romanzo sono l’amore, la guerra, l’ambizione, la libertà e l’iniziazione per entrambi i personaggi, oltre ad altre fondamentali tematiche come l’amicizia e la fiducia in sé stessi. I temi vengono trattati con profondità e allo stesso tempo leggerezza, in un ripetersi naturale di valori proprio come accade nella vita vera.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali e come si evolvono durante gli eventi della storia?

Pietro è un personaggio pieno di ambizione, di grinta e carisma, coraggioso e forte – Violante invece è apparentemente insicura, fragile ma determinata, senza filtri, emotiva e genuina. Nel corso della storia Pietro arriva al compimento della versione migliore di sé attraversando molte sfide dalla guerra al lavoro, e in un certo senso ci arriva anche Violante nel corso del suo percorso nonostante sia più lineare e meno sensazionale. Per quanto le loro strade siano molto diverse entrambi condividono dei valori forti, che li portano a realizzare sé stessi attraverso prove, viaggi, sconfitte e vittorie.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Ho sempre amato la prosa semplice, diretta, minimalista, che fluisce in modo naturale e conduce il lettore senza fatica alle profondità del contenuto. Una forma semplice ma non banale, scorrevole senza essere dozzinale – lo stile di riferimento è quello di Raymond Carver o di John Fante. Ci sono riferimenti danteschi alla struttura del racconto che si sviluppa intorno al numero 3: i capitoli sono sempre 3 dedicati a Pietro e 1 a Violante.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

Raccontando due storie, una molto speciale e una molto “normale” l’idea è quella di dare testimonianza al lettore della crescita dei due personaggi, che si muovono di continuo alla ricerca della felicità e della realizzazione dei loro sogni – sogni che cambiano negli anni, che maturano insieme a loro ridimensionandosi. Ho voluto raccontare queste storie per invitare il lettore stesso a intraprendere un cammino di realizzazione di sé. Spesso la felicità viene rappresentata come qualcosa di impossibile da raggiungere, nel romanzo invece vediamo che con impegno e dedizione (e certo un po’ di fortuna) è una méta accessibile, e che vale la pena inseguirla anche se dura solo pochi attimi.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

La mia esperienza editoriale con Albatros finora è stata molto positiva, nella fase di editing ho trovato persone competenti che mi hanno aiutato a migliorare lo stile senza tradirlo, grafici capaci che hanno reso la copertina efficace e un team commerciale motivato che mi sta ancora aiutando nella fase di promozione del libro. Ho già iniziato un secondo romanzo che spero di poter pubblicare molto presto, questa volta non basato su una storia vera ma altrettanto pieno di tematiche forti e coinvolgenti in cui il lettore potrà immedesimarsi.

Ringraziamo l’autrice per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Il terrazzo della libertà di Matilde Casaglia, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione e ci permette di diventare consapevoli di cosa significhi ricostruire la storia, il nostro passato e di quanto attuale sia nel nostro presente.

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