GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Storia di una Capanera – Daniela Sorrentino (DanSo)

 Oggi, dopo qualche settimana di pausa torniamo da voi con una nuova intervista.

Oggi parliamo del libro Storia di una Capanera di Daniela Sorrentino (DanSo) pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros il Filo.

Noi del Gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere, seppur virtuali, con l’autrice per conoscerla meglio e scoprire cosa si nasconde tra le pagine del suo libro Storia di una Capanera.

Riportiamo di seguito l’intervista all’autrice Daniela Sorrentino (DanSo), buona lettura.

  • QUANDO HA AVUTO L’IDEA DI SCRIVERE QUESTO LIBRO? 

Questo libro ho iniziato a “digitarlo” su un mio vecchio pc, nel 2004, forse anche prima. Era solo un fatto mio, un momento di stop da tutte le attività del giorno. Un tempo per me, per esprimere considerazioni assorbite nel corso delle ore ordinarie, di giorni talvolta non semplici. Non è mai stato un diario, ma un confessionale digitale.

  • COSA LE HA INSEGNATO? 

Non mi ha in verità insegnato, se non mostrato cosa avviene nel passare dalla parte di chi scrive, dopo essere stata a lungo nel ruolo di chi legge, e di chi analizza fatti letterari, il fenomeno della scrittura nel periodo del mio dottorato di ricerca in editoria e comunicazione conseguito all’Università di Siena. Mi sono occupata nella mia ricerca di best seller, cercando di rintracciare le ragioni che conducono un romanzo alle vette delle classifiche. Dal mio libro ho semmai appreso divertenti episodi di travisamento del significato tutto sommato univoco che chi scrive intende trasmettere. Ho fatto i conti con il pregiudizio verso chi sta intorno ed è molto vicino all’autore: deve per forza trattarsi di un’autobiografia, altrimenti come è possibile che la mia/la nostra Daniela sia una scrittrice vera! Ho fatto i conti con il timore di dover affrontare il malinteso di fondo, per la inevitabile fase di decodifica da parte dei lettori dei contenuti di pagine che volevi fossero esattamente quelle scritte e non quelle lette in modo sommario.

  • COSA SI ASPETTA DALL’INCONTRO CON IL LETTORE?

Ad essere sincera, non posso che essere autoironica, mi aspettavo di incontrare, di lettori. Sorrido, perché per una esordiente, al primo firma copie, ho vissuto in pieno l’imbarazzo che non venisse nessuno, se non le persone conosciute, e quando hanno acquistato il mio libro, ragazzi, signori a me sconosciuti alla libreria Mondadori di Roma, ho sentito un senso di gratitudine presto tramutato in affetto. Dall’incontro, invece, metaforico, con i lettori, mi aspettavo di essere letta senza malintesi, con la testa libera, il cuore sciolto da legami con preconcetti, aspettative. Quando ho potuto, ho sempre preannunciato una storia incompiuta, cioè una storia come è la vita: non un insieme di aforismi che circolano sui social, a cui affidarsi in momenti bui per trovare soluzioni sintetiche. IL mio romanzo mi aspettavo venisse letto senza aspettative. Che venisse letto senza cercare soluzioni, conclusioni, spiegazioni, chiarimenti. La vita reale di una donna, una donna qualsiasi, perché dovrebbe essere speciale? Perché dovrebbe avere una fine eclatante? Risolutiva? La vita spesso, piuttosto, finisce senza uno svolgi mento compiuto. MI aspettavo di incontrare il lettore limpidamente, con onestà, con benevolenza, con introspezione.

  • COSA LE PIACEREBBE DIRE AI SUOI LETTORI? 

Mi piacerebbe dire GRAZIE, per aver trovato il tempo per procurarsi il mio libro, non semplice da reperire, proprio perché non sono Camilleri. Grazie per avere amato me a tal punto da trovare una poltrona, un divano, una panchina, un cuscino dove poggiarsi per leggermi. Se immagino che occhi a me non noti abbiano attraversato le mie parole, mi sento commossa, non per essere autoreferenziale, ma al contrario, per umiltà: le mie parole, scelte con cura, sono uscite dal mio mondo interiore per entrare in vite che non conoscerò mai. L’incontro è stato segreto, all’insaputa mia e di chi ha letto. Siamo stati “insieme”, io e i miei lettori, mentre non sapevamo di esserlo, e questa è una piccola forma di amore. Di intimità. Vorrei dire ai miei lettori SCUSATEMI, potevo fare di meglio, ma la prima  volta non sempre è la più riuscita…ma certo è quella che non si dimentica mai.

  • HA PROGETTI PER IL FUTURO? 

Si, ho chiaro in mente e nel cuore un altro romanzo. È già in costruzione. Ha già un titolo, perché so cosa voglio dire. Un romanzo questa volta spudoratamente autobiografico. Questa volta non nasconderò i miei tratti a chi li rintracciasse tra le pagine. Perché scrivo di me, e trovo divertente la forma che avrà: saranno episodi, saranno a tema, sarà sempre come sono io: pieno di contrasti in una combinazione ossimorica. Tutti gli stati d’animo avranno il loro momento di scena. 

Storia di una Capanera racconta la storia di Olivia, la sua vita irregolare, gli episodi che le accadono senza previsione, nella sua mente ogni circostanza rappresenta un bivio con molteplici possibilità e sceglierne una tra queste appare quasi impossibile tra il bene e il male altrui, ciò che è giusto è ciò che non le importa che lo sia.

A noi del Gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Daniela Sorrentino (DanSo) per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. È stato per noi un piacere accompagnarla lungo questo percorso che ha visto la pubblicazione del suo libro Storia di una Capanera. A lei va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro e per il futuro.

A te caro lettore auguro una buona lettura, un buon viaggio tra le pagine di questo libro.

Ci sentiamo presto.

La vostra redattrice.

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