Benvenuti sul blog del Gruppo Albatros! Oggi abbiamo il piacere di intervistare Amanda Bonini, autrice del libro “SPAZIOFIABA”. Questo affascinante volume contiene due fiabe distinte che affrontano tematiche fondamentali per l’educazione alla cittadinanza. “I SuperAmici” si concentra sull’importanza dell’amicizia reciproca e dell’empatia, mentre “Il pipistrello Fru Fru” offre un primo approccio scientifico al mondo dei microrganismi, aiutando i giovani lettori a comprendere meglio il periodo della propagazione del COVID-19. Entrambe le fiabe offrono opportunità concrete per avviare percorsi formativi riguardo la disabilità e il bullismo. Oggi parleremo con Amanda Bonini per esplorare più a fondo le sue motivazioni, il processo creativo e l’impatto educativo delle sue storie.
Cosa l’ha ispirata a scrivere “SPAZIOFIABA” e in particolare a scegliere le tematiche dell’amicizia, dell’empatia e del COVID-19?
SPAZIOFIABA nasce per esigenza didattica, in maniera funzionale alla didattica. La fiaba i SUPERAMICI prende forma grazie ad un laboratorio creativo di didattica delle emozioni realizzato con gli alunni della Scuola dell’Infanzia Lago Trasimeno di Viterbo. Lo sviluppo dell’empatia è una competenza fondamentale in questo tipo di approccio educativo, poiché consente di “sentire ciò che gli altri sentono”, di sintonizzarsi, di mettersi nei panni degli altri, garantendo un’adeguata convivenza civile presente e futura. Il pipistrello Fru Fru, invece, l’ho scritta durante il periodo del Covid, un momento particolare e difficile per tutti, grandi e piccini, in cui gestire l’emotività legata all’emergenza sanitaria diviene la priorità di educatori e genitori. La fiaba si rivela uno strumento utile per aiutare gli adulti a sdrammatizzare ed i bambini ad esorcizzare la paura legata alla pandemia.
Come ha sviluppato i personaggi di “I SuperAmici” e “Il pipistrello Fru Fru” per renderli strumenti efficaci nella trasmissione dei messaggi educativi?
Per quanto riguarda “I SuperAmici”, in occasione della giornata dello scrittore, nel momento del circle-time, propongo ai bambini di inventare una fiaba. La proposta è accolta con grande entusiasmo. Si innesca il processo di brain-storming… I piccoli alunni iniziano a candidare diversi personaggi, alcuni fantastici, altri reali. Come scegliere il protagonista? Con un esercizio di democrazia. Ai bimbi viene chiesto di esprimere il proprio voto per uno dei protagonisti in corsa. Vince Otto, un pupazzo di neve che si perde nella giungla. Gli altri personaggi proposti? Entreranno man mano nello sviluppo fiaba, che verrà elaborata un po’ alla volta con la stessa modalità di voto a maggioranza. Il progetto educativo ha avuto duplice valenza, quella creativa appena descritta e quella emotivo-relazionale, che partendo dalla gestione della frustrazione originata dalla non scelta della proposta individuale, conduce ad accettare quella comune. Il titolo “I SUPERAMICI”, nasce proprio dalla sinergia e dall’empatia tra i personaggi, sempre pronti ad aiutarsi l’un l’altro nelle varie vicissitudini, senza perdere mai la forza di trovare possibili soluzioni alle difficoltà. Dopo l’esperienza creativa, l’atteggiamento empatico dei personaggi si è materializzato in maniera crescente nella sezione. Nella fiaba “Il pipistrello Fru Fru” il protagonista è un pipistrello con le ali più corte e cicciottello, con un sintomo fastidioso che causa il suo allontanamento da parte dei compagni di scuola. Covid, inizialmente amico di Fru Fru, non si dimostrerà tale e diventerà il malvagio della storia, un personaggio così prepotente da impadronirsi della successiva narrazione. Come in tutte le fiabe che si rispettino, il malvagio avrà quel che merita ed il bene trionfando sul male consentirà di costruire un approccio costruttivo e positivo nei confronti del futuro. La maggior parte dei personaggi di SpazioFiaba sono simpatici animaletti che riescono a fare breccia nei cuori dei bambini e con i quali più facilmente si identificano.
Quali sfide ha incontrato nel tentativo di spiegare concetti scientifici complessi, come i virus e la loro propagazione, ai bambini attraverso una fiaba?
Gli elementi narrativi sono funzionali alla scoperta che in natura esistono microrganismi impercettibili alla vista e stimolando un approccio scientifico alla realtà. Per avvicinare i bambini al mondo dei virus ho dato voce e carattere a Covid, un piccolissimo mostriciattolo con grandi occhi e tante zampette come ventose. Per far comprendere loro la modalità di propagazione, ho utilizzato l’elemento magico, vicino al mondo immaginifico dei bambini, mescolandolo alla realtà.
In che modo pensa che le sue fiabe possano essere utilizzate nelle programmazioni scolastiche di primo livello per promuovere l’educazione alla cittadinanza?
In entrambe le fiabe si trovano occasioni concrete per avviare percorsi di riflessione e formativi riguardo la diversità, poiché il pupazzo di neve in “SUPERAMICI” si muove rotolando il pancione, con una motricità ridotta, simile all’incedere di una sedia a rotelle; invita alla riflessione riguardo la tecnologia che non sempre è infallibile, aiutando i bambini ad attivare il problem solving. I personaggi, con il loro atteggiamento empatico, aiutano a sviluppare la capacità di preoccuparsi e di prendersi cura degli altri con il loro esempio positivo. Con la lettura della fiaba “Il pipistrello Fru Fru” si possono avviare percorsi sul bullismo, vista la situazione iniziale del protagonista, che viene preso di mira e allontanato dai compagni per via del suo perpetuo raffreddore. Il tema del viaggio nella narrazione consente di iniziare un percorso di conoscenza geografica globale della Terra per stringere poi l’attenzione sulla nostra Italia anche per i più piccini, utilizzando in classe o in sezione app adeguate su dispositivi come tablet o digital board.
Quali sono i suoi consigli per genitori ed educatori su come utilizzare le fiabe per costruire un atteggiamento empatico e la capacità di prendersi cura degli altri nei bambini?
Viviamo in un mondo che va di corsa, che brucia tutto velocemente, in cui i tempi sono sempre troppo stretti. In questo contesto leggere le fiabe diventa di fondamentale importanza. Nello spazio di una fiaba si stabiliscono relazioni autentiche tra adulti e bambini poiché ci sono uno spazio fisico ed uno spazio narrativo, dove si provano emozioni condivise. La lettura implica vicinanza. L’adulto si dispone naturalmente in maniera accogliente, tenendo il bimbo tra le braccia, gli insegnanti leggono in circle time predisponendo una sorta di abbraccio esteso. La lettura di una fiaba offre ai bambini un’occasione preziosa per provare emozioni, per sperimentare la sintonizzazione emotiva con i personaggi e con chi vive insieme a loro la narrazione, consentendo di entrare in empatia con questi ultimi e di regolare la propria emotività su quella dell’adulto. L’empatia è una competenza relazionale che va educata facendo vivere al bambino la sensazione di “sentire che l’altro sente ciò che lui sente”. Le fiabe consentono di immedesimarsi nei vari personaggi e vivere le loro avventure o disavventure, le loro gioie e i loro dolori, sono una palestra emotiva, allenano i bambini alle vicissitudini che incontreranno nella vita, negative o positive. La fiaba, dopo peripezie e mille avventure, ha sempre un lieto fine. Questa struttura narrativa, che è sempre la medesima, ha il valore aggiunto di innescare un approccio positivo nei confronti della vita, la forza di combattere e superare tutte le avversità, proprio come i personaggi, perché poi il lieto fine arriva sempre.
Grazie, Amanda Bonini, per aver condiviso con noi il suo lavoro e la sua visione su come le fiabe possano essere strumenti potenti per l’educazione e la crescita dei bambini. Le sue storie in “SPAZIOFIABA” offrono non solo divertimento, ma anche importanti lezioni di vita. Invitiamo tutti i nostri lettori a scoprire questo meraviglioso libro e a utilizzare le sue fiabe come risorsa preziosa per l’insegnamento e l’apprendimento. Buona lettura e alla prossima intervista sul nostro blog!
