Gruppo albatros il filo presenta: Sōhei – Mandrake

Oggi parliamo del libro Sohei di Mandrake pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros il Filo.

Noi del gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di poter intervistare l’autore per conoscerlo meglio e scoprire qualcosa in più sul suo libro Sohei.

Riportiamo di seguito l’intervista, buona lettura!

  • QUANDO NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

Ricordo come mi sforzai di imparare a leggere dalle riviste che trovavo in casa, e non ricordo il motivo ora, ma ad un certo punto cercai da solo di scrivere in breve quella che ora chiamerei la “sinossi” di Spider-Man 2 di Sam Raimi, ma credo che fu un episodio isolato, perché ero e sono curiosissimo sì, ma giocavo anche molto ai videogiochi. Quindi la vera consapevolezza di essere portato, la ebbi a scuola: laddove non brillavo in nessuna materia, se non in storia e lettere delle quali erano tutte verifiche orali anche se con una professoressa tosta, la mia facilità nel saper comunicare anche nei temi ciò che volevo, e anche il saper cogliere ciò che il tema richiedeva, e ricevere un voto alto, colse di sorpresa prima di tutti me. Ma divenne una vera e propria passione, solo quando ho scoperto l’importanza di una sceneggiatura per film, serie tv e a quanto pare anche molti videogiochi che amo, dei mondi che amo e che dopo il diploma mi hanno spinto a creare qualcosa di mio, qualcosa che non sia stato ancora realizzato e col quale riuscire a “piegare” la realtà a mio piacimento. Da quel momento, per me è quasi una necessità.

  • COSA SI PROVA AD AVER PUBBLICATO UN LIBRO?

E’ davvero una sensazione strana, è stato come raggiungere un traguardo importantissimo, e totalmente insperato e inaspettato, che al tempo stesso mi ha dato la sensazione di essere riuscito sì, a fare qualcosa di buono nella mia vita, ma che non ancora mi ha soddisfatto in tutto, anche se la pubblicazione, il pensiero che a qualcuno è piaciuta la mia idea, e che possa piacere anche a molti altri, mi ha donato una formidabile sicurezza nel pensiero che le mie idee valgono e che io debba anche prendermene cura e svilupparle per far sì che anche altri possano goderne così come io desidererei godere di un contenuto (che sia un film o una serie tv o un videogioco), dato che credo di avere degli standard abbastanza elevati, e quindi diventa anche una sfida con tutti, anche con me stesso, realizzare qualcosa di nuovo che nessuno abbia mai visto.

  • COSA SI ASPETTA DALL’INCONTRO CON IL LETTORE?

Sinceramente tre cose: la prima, che il lettore si diverta, si incuriosisca, e divori il libro, in una parola, che si goda il racconto; il che ci porta alla seconda aspettativa, e cioè che il lettore sia affamato, che si aspetti un seguito; e la terza aspettativa, conseguenza anche questa delle prime due, è che il lettore sia talmente affamato, di volerne sapere così tanto di più, da volerlo vedere realizzato, interpretato da persone in carne ed ossa in un film o in una serie tv, e che si accorga che un universo di fantascienza, nel panorama italiano, ciò che credo manchi alla nostra cultura cinematografica, ma non editoriale, è proprio paradossalmente ciò che appunto secondo me si potrebbe realizzare, un universo cinematografico fantascientifico a grandi linee come gli studios americani della MCU o della DCEU ma in un contesto totalmente differente, e con meccanismi e tempi completamente differenti. Gli esempi di potenziali personaggi, anche molto ben caratterizzati non sono pochi, abbiamo Diabolik, abbiamo Enzo Ceccotti di Jeeg Robot, abbiamo La banda dei ricercatori di Smetto Quando Voglio, poi abbiamo tre detective dell’incubo come Martyn Mystere, Dylan Dog e Nathan Never che ci aprirebbe le porte per uno scenario futuristico in Italia. Le idee non ci mancano.

  • COM’E’ STATA LA SUA ESPERIENZA EDITORIALE?

Essendo la mia prima esperienza editoriale non posso essere forse davvero obiettivo, ma mi baserò esclusivamente sulla mia personalissima esperienza, e allora è stata per me un’esperienza davvero entusiasmante, tranne la parte pubblicitaria perché non sono davvero in grado di usare al massimo gli strumenti social, e non credendo di aver avuto, e ancora di avere il tempo adeguato per imparare come fare e farlo, è davvero un lavoro a parte quello secondo me dove appunto certe aziende che nascono e crescono in questo settore sono secondo me ormai fondamentali oggigiorno. Tuttavia, la mia esperienza è stata anche molto stimolante, per via delle sapienti persone con cui ho avuto modo di interloquire, a partire da colui che per primo ha letto il mio manoscritto, Giuseppe Palladino a cui va ancora oggi tutta la mia gratitudine, all’editor e all’editore, alla grafica Camelia Bezzola che spero di non aver tartassato con le mie richieste di modifica alla grafica di copertina, e a tutto l’ufficio stampa per l’assistenza e la cordialità.

  • HA PROGETTI PER IL FUTURO?

Decisamente sì, come ho già detto sono un appassionato di cinema e serie tv, e il mio piano (non sogno), è di diventare un regista, io voglio diventare un regista, siccome ho la mente satura davvero traboccante di idee tutte collegate al mio primo e fino a poco tempo fa unico progetto, quello di cui questo libro rappresenta solo un piccolissimo zero virgola percentuale, la punta di un iceberg immenso, ecco che invece ultimamente sto creando qualcosa di totalmente diverso, qualcosa che si discosta da tutto quanto visto finora, un’altra cosa nuovissima, perché in effetti il concetto degli universi paralleli, mi sembra che sia ormai già saturo, per come è stato e viene ancora tutt’ora rappresentato, così come i viaggi nel tempo, e i super eroi, e le realtà costruite ad hoc stile Truman how o Matrix, siano un terreno già battuto. E a parte il settore editoriale e cinematografico, mi piacerebbe diventare uno dei personaggi secondari di un videogioco. E poi ancora chissà che altro.

A noi del gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Mandrake per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. A lui va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro Sohei e per il futuro.

A te caro lettore auguro una buona lettura, perditi tra le pagine di questo racconto e se ti va facci sapere cosa ne pensi lasciando un commento, a noi farebbe molto piacere.

Ci sentiamo presto.

La vostra redattrice

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