La novità in libreria di Pietro Ronchi, intitolata. Ecco la nostra intervista all’autore

Nel vastissimo panorama dei videogiochi che rappresentano e incentrano la loro narrazione sulla guerra, sono inizialmente pochi quelli che trattano il contesto della Prima Guerra Mondiale, emblema di un conflitto tragico e senza senso; la dura condizione delle trincee, inoltre, mal si presta a sviluppare un videogioco che possa intrattenere con sfide dinamiche e colpi di scena. Eppure, le celebrazioni del centenario dallo scoppio della Grande Guerra hanno portato in risalto nuove possibilità e un nuovo interesse verso la rappresentazione degli avvenimenti accaduti tra il 1914 e il 1918. Questo saggio ripercorre la storia del videogioco e, insieme, i catastrofici eventi che hanno segnato il XX secolo nascente, offrendo un quadro chiarissimo e interessante di come le due dimensioni, ludica e storica, si fondano insieme, regalando tanto agli amatori del joystick quanto agli studiosi del Novecento una lettura inedita e originale.

Pietro Ronchi, nato a Schio (VI) il 31 agosto 1993, appassionato di storia e videogiochi. Laureato in Storia nel 2017, ha poi conseguito il titolo magistrale in Scienze Storiche nel 2020 all’Università degli Studi di Padova. Questa è la sua tesi di laurea.

Oggi parliamo di La trincea sullo schermo, un libro di Pietro Ronchi pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros il Filo.

Noi del Gruppo Albatros il Filo non potevamo di certo farci sfuggire l’opportunità di fare qualche domanda a Pietro Ronchi per conoscerlo meglio e scoprire qualcosa in più sul suo saggio La trincea sullo schermo.

Riportiamo di seguito l’intervista all’autore, buona lettura!

  • DOVE HA TROVATO L’IDEA PER SCRIVERE QUESTO SAGGIO E COSA LE HA INSEGNATO?

L’idea del saggio mi è venuta mentre frequentavo il corso di “Military History” del prof. Marco Mondini all’Università di Padova. Tra i testi del corso, infatti, vi era “Il volto della battaglia” dello storico britannico John Keegan, che propone nel suo libro l’intento di trasportare il lettore all’interno di una descrizione il più particolareggiata possibile di una battaglia medievale, di età napoleonica e di epoca contemporanea. Leggendo il testo, ho percepito una corrispondenza d’intenzione tra ciò che voleva fare Keegan con il suo libro e l’obiettivo che si pongono i videogiochi ambientati nel passato, che cercano di ricreare al giocatore un ambiente e un’atmosfera il più possibile fedele al periodo storico in cui è ambientata la storia in modo da favorirne l’immersione immaginativa. La scrittura di questo saggio mi ha insegnato che qualsiasi idea, per quanto sembri poco credibile, può essere realizzata tramite il magico potere del “perché no?”.

  • COSA SI ASPETTA DALL’INCONTRO CON IL LETTORE?

Spero che il mio libro, in quanto argomento per molti aspetti insolito, incuriosisca il lettore, non solo quello più giovane ma anche il pubblico più maturo, nonostante magari una certa distanza con l’ambito videogiochi. Inoltre, mi auguro che possa interessare anche a chi si dedica (o voglia dedicarsi, come il sottoscritto) all’insegnamento, aprendo forse un piccolo spiraglio verso un nuovo modo di coinvolgere gli studenti.

  • QUANDO NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

Più che di passione per la scrittura, fin da piccolo ho sempre avuto una passione per la lettura, favorita anche da una grande curiosità che cercavo di soddisfare attraverso i libri. L’idea di scrivere era quindi più forse una fantasia che un’aspirazione, ma essa si è comunque dovuta concretizzare diciamo “forzatamente” in quanto, a conclusione del mio percorso di studio universitario triennale prima e magistrale poi, ho dovuto scrivere due tesi, di cui una poi diventata libro, questo libro. Si può dire che mi è andata bene.  

  • COSA LE PIACEREBBE DIRE AI SUOI LETTORI?

Che già considerarli “miei lettori” in realtà mi suona stranissimo. Ma a parte questo voglio ringraziarli in anticipo per la fiducia nel comprare e nel leggere il mio libro, sperando che sia di loro gradimento e che li avvicini sia alla storia come materia avvincente sia ai videogiochi non solo come strumenti di svago o “per bambini”.

  • PENSA DI SCRIVERE ALTRE OPERE IN FUTURO?

Sinceramente al momento non ci sto pensando, ma non lo so, mai dire mai, potrei continuare su questo filone molto interessante a mio parere, ma forse è ancora presto per pensarci.

La trincea sullo schermo, un saggio avvincente che tratta un tema altrettanto interessante, quella dei videogiochi. Un mondo conosciuto dalla maggior parte di noi, ma Pietro Ronchi va più nel profondo, analizza questo tema ma non si limita solamente alla dimensione ludica, ad essa affianca quella storica mostrando come queste due dimensioni seppur così distanti possano fondarsi insieme e insegnare divertendo.

A noi del Gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Pietro Ronchi per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande, a lui va un grandissimo in bocca al lupo per il suo saggio La trincea sullo schermo e per il futuro. Con l’augurio che possa esserci presto un nuovo libro a fare compagnia a quello attuale tra gli scaffali di una libreria, pronti ad accompagnare i lettori in un nuovo viaggio di scoperta, perché i libri fanno questo, tengono compagnia ai lettori e gli danno la possibilità di imparare sempre qualcosa di nuovo.

A te caro lettore ti auguro una buona lettura, e un buon viaggio alla scoperta di queste due dimensioni quella ludica che si sposa alla perfezione con quella storica.

Se ti va, dopo aver letto questo saggio, facci sapere cosa ne pensi con un commento, a noi fa piacere e indubbiamente fa piacere anche ai nostri autori, è sempre interessante e costruttivo sapere cosa ne pensano i lettori, aiuta a crescere e a migliorarsi.

Ovviamente non ci abbandonare, ci sono tantissime novità che non vediamo l’ora di parlartene…ci sentiamo molto presto!

Buona lettura!

La vostra redattrice.

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