I ragazzi dei Palazzoni – Tommaso Foscarin

Nell’articolo odierno parliamo del libro I ragazzi dei Palazzoni di Tommaso Foscarin, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

I ragazzi dei Palazzoni di Tommaso Foscarin, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un racconto, nel quale un gruppo di ragazzi, nato e cresciuto ai Palazzoni, zona dimenticata della periferia di Torino, vive alla giornata tra spaccio di marijuana, alcol e partitelle di ping pong. La Volpe, Ciano, il Maruja, e il Negro sono amici da sempre e da sempre condividono un’esistenza arrangiata, alla meno peggio.
Tutto precipita quando la Volpe e il Calabrese decidono di prendere la piazza dello spaccio dell’intera città di Torino e si fanno aiutare da un sicario chiamato la Pantegana, attirando su di sé anche l’attenzione della polizia, nella persona del commissario Franco: da questo momento in poi, sotterfugi, malizie e bugie seppelliranno quel poco di buono che ancora si poteva salvare.
Prima il trionfo, la fama, la ricchezza, poi una lunga discesa negli abissi della paura e del sospetto, fino a incontrare i propri demoni e tentare di estirparli.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo racconto?

Sicuramente mi viene da dire di getto che questo romanzo si può descrivere con la definizione: “È la lotta tra l’ambizione dei ragazzi dei Palazzoni, della Volpe su tutti, e del senso di giustizia del commissario Franco. Una guerra di logoramento tra questi due poli, chi avrà la meglio?”

È verso la fine, nei momenti di difficoltà, quando tutto crolla, che allora temi come la vendetta e il tradimento iniziano ad essere tanto cari e tanto diffusi.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali e come si evolvono durante gli eventi della storia?

Quello che cerco di far capire fin dai primi capitoli del romanzo, è quanto sia variegata la realtà dei Palazzoni e come in maniera differente questa condizionerà pesantemente l’intera storia dei ragazzi dei Palazzoni. Senza l’ambizione e la scaltrezza della Volpe la scalata criminale non sarebbe neanche partita.

In realtà le caratteristiche degli altri personaggi restano per lo più invariate durante il corso della storia. Il Calabrese conserverà quel suo attaccamento alla famiglia, Ciano mostrerà una volta in più che la lealtà è un dono prezioso, da donare solo a chi merita. Solo la Volpe cambierà e quando si parla del mutamento caratteriale subito dalla Volpe tra la prima e la seconda parte, ricordo l’esempio di Robespierre, un uomo può essere mosso dalle migliori intenzioni finché non raggiunge un posto di potere.

Differente è la situazione del commissario Franco, burbero, scontroso, scaltro e con un fortissimo senso di giustizia. Sarà proprio quest’ultimo aspetto a portarlo a gestire un complicato finale.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

Innanzitutto vorrei far conoscere al lettore quali sono gli aspetti di questa realtà, aspetti che vengono fuori nei primi capitoli che sono per la maggior parte descrittivi. Tolto qualcuno, i ragazzi dei Palazzoni non hanno interessi, non hanno ambizioni, l’unico loro scopo è l’ozio. Ovviamente non lavorando l’unico modo per poter guadagnare qualcosa è spacciare. Vorrei poi far comprendere, come già dicevo prima, di quanto sia variegata questa realtà. Ragazzi di differenti estrazioni sociali vivono insieme questo mondo. In ultima analisi vorrei mostrare la realtà delle bande di strada. Adesso io non credo possa accadere veramente quanto successo nel romanzo, ma queste piccole bande esistono. Purtroppo nell’immaginario collettivo vediamo le grosse organizzazioni criminali, come Cosa Nostra, la Camorra o la Ndrangheta e poi vediamo il criminale solitario, non ci rendiamo conto che tra questi due esiste un abisso, un enorme abisso dove queste bande si muovono tranquille e i loro membri sono sempre identificati come criminali solitari.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Penso di avere uno stile di scrittura molto semplice, accessibile a chiunque.

Ho notato mentre scrivevo che utilizzavo dei capitoli molto corti. Non è assolutamente stata una scelta stilistica basata su qualche stramba teoria, è stata casualità. Scrivevo il capitolo, poi quando lo finivo mi accorgevo che era corto, ma non non c’era molto di più da aggiungere. Ho però notato dopo che questa “scelta” era azzeccata. Il capitolo corto infatti, invoglia il lettore, non lo fa staccare dal libro. La volontà di andare avanti al termine di un capitolo è normale, ma se il capitolo è di solo due, tre pagine, allora continui a leggere.

La struttura descrittiva dei primi capitoli del romanzo strizza sicuramente l’occhio a

“Ragazzi di vita” di Pasolini. Lo slang da strada utilizzato nei dialoghi per far immergere il lettore nei luoghi e nelle situazioni descritte, non è troppo differente dal dialetto romanesco utilizzato dal compianto maestro. Il mio romanzo è infatti nato da un’idea avuta dopo la lettura della storia del Riccetto.

La grossa differenza con il romanzo di Pasolini, è sicuramente la struttura verticale de “I ragazzi dei Palazzoni”.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Sono rimasto entusiasta del mio percorso con il Gruppo Albatros Il Filo. Il team di professionisti mi ha seguito passo dopo passo per tutto il tempo. Mi hanno guidato attraverso questo percorso spiegandomi punto per punto cosa sarebbe successo. Devo ringraziare Albatros anche per le svariate opportunità che mi ha offerto, a partire da questa fantastica intervista, e anche quelle che ancora mi offrirà, come le presentazioni e la partecipazione a festival come il Salone del libro. Parlando di libri invece comunico con gioia ai miei lettori che il mio “Il giustiziere irlandese” è oramai pronto per essere mandato alla ricerca di un editore. Spero vivamente che seguiranno con trepidazione il duro viaggio di Mark McFarland tra New York e il Texas, attraverso l’America dilaniata dalla guerra di secessione. In più ho altri due romanzi in serbo. Uno è una storia d’amore ambientata durante le cinque giornate di Milano, l’altro è incentrato sul movimento indipendentista catalano.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. I ragazzi dei Palazzoni di Tommaso Foscarin, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perchè è un racconto pieno di sorprese, in grado di tenere il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine, e perchè unisce la presa di coscienza del tema sociale delle periferie all’appassionante stile di scrittura che coinvolge il lettore come in un’avventura e in una perizia urbana moderna.

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