OLTRE L’ULTIMO RESPIRO – LIVIO VIGNALE

Una tranquilla vita travolta da una serie di omicidi, il protagonista in questione è Stefano Tolsi capo ricercatore della filiale di Bari di un colosso farmaceutico statunitense. Un viaggio nei sentimenti e un tuffo nel passato attraverso verità nascoste, colpi di scena e un intreccio di vicende che lasciano con il fiato sospeso in attesa del finale.

Questa è la trama di Oltre l’ultimo respiro, un libro di Livio Vignale pubblicato con la nostra casa editrice, Gruppo Albatros, Il Filo.

Noi del Gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di intervistare l’autore per scoprire qualcosa in più su di lui e sulla sua opera.

  • Com’è nata la sua passione per la scrittura?

Da ragazzino ho iniziato a scrivere canzoni per esternare i miei sentimenti e i miei stati d’animo; una passione che mi ha accompagnato da sempre e che mi ha permesso di iscrivermi e superare gli esami alla Siae in qualità di autore della parte letteraria, oltre che a compositore non trascrittore. Pur non tralasciando la musica, nel 2017 ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo “Oltre l’ultimo respiro”. È nato dal desiderio di lasciare qualcosa che restasse per sempre negli occhi delle persone. Scrivere è forse il modo più semplice per arrivare al cuore di ognuno. Un pensiero, una frase, una canzone, un libro, le parole possono lasciare un’impronta indelebile nelle nostre anime. Credo che in tutti noi ci sia un romanzo già scritto, il romanzo della vita. La passione deve nascere dal nostro io, se riuscissimo anche nell’intento di trasferire le proprie emozioni o semplicemente le nostre idee e ad avere un confronto, avremmo la certezza di aver arricchito il nostro romanzo.

  • Cosa si aspetta dall’incontro con il lettore?

Un libro, come la musica e comunque come ogni forma d’arte, ha la capacità di farti viaggiare senza dover necessariamente fare un biglietto e partire. È una compagnia tanto silente quanto presente. Non ti chiede mai nulla. Lo trovi su un comodino o in piedi in uno scaffale in attesa che qualcuno lo prenda tra le mani e inizi a sfogliarlo. È stimolante immaginare che possa in qualche modo essere presente in casa del lettore. Essere lì quando, chi legge, ha bisogno del suo tempo per estraniarsi dalla quotidianità e dedicarsi un po’ a sé stesso. Spero, col mio libro, di accompagnare per mano il lettore ad una piacevole e scorrevole lettura e ad una introspezione. “Oltre l’ultimo respiro” nasce fondamentalmente come un thriller, ma ho provato a far sì che ci si possa immedesimare in un qualsiasi personaggio e provare a darsi risposte a domande che la vita quotidianamente ci presenta o magari immergersi in un ricordo, assopito in qualche angolo della nostra mente. Forse basta solo una parola per descrivere cosa mi aspetto dall’incontro col lettore: compagnia, semplicemente farsi compagnia.

  • Dove ha trovato l’idea per il suo libro e cosa le ha insegnato?

Da sempre sono un appassionato di romanzi noir. Scrittori come Ken Follett, Sidney Sheldon o John Grisham, hanno contribuito a formare il mio modo di scrivere. Un’idea vera e propria non c’è stata, inconsapevolmente ho iniziato a creare la mia opera e strada facendo mi sono accorto che la penna scivolava sul foglio senza rendermene conto, spinto com’ero dalla voglia di esprimermi e di comunicare. L’idea principale è stata di scrivere qualcosa di avvincente e coinvolgente, fare in modo che il lettore potesse rimanere incollato alle pagine e desideroso di arrivare sino alla fine con la soddisfazione di aver speso il proprio tempo libero in una piacevole lettura. E proprio la stesura del romanzo mi ha insegnato, laddove ce ne fosse ancora bisogno, che comunicare è fondamentale, da qualsiasi prospettiva la si voglia vedere. Costruire un ponte immaginario che unisca due anime, due modi di pensare, due entità diverse ma unite dallo stesso denominatore: scoprire o migliorare sé stessi anche e soprattutto grazie all’aiuto di chi ti sta accanto.

  • Che sensazione si prova dopo aver scritto un libro?

Parlo della mia esperienza: ho terminato di scrivere il libro in una giornata piovosa e fredda. L’ho letto e riletto e sono stato pervaso da una sensazione di assoluto benessere, tanto da immaginare che quella pioggia fuori non esistesse. L’obiettivo lo avevo già raggiunto ma poi è arrivata una telefonata che ha stravolto completamente l’idea che mi ero fatto. Ho aperto quel cassetto che sin da ragazzo avevo desiderato di aprire, per me e per le persone che mi vogliono bene. Non si può descrivere con le parole ciò che si prova, bisogna avere la fortuna di viverle per riuscire a spiegare il mare che hai dentro. Nei mesi che sono trascorsi da quella telefonata alla produzione finale del libro, mi sono immaginato tutto e più di tutto, ma quando ho ricevuto materialmente tra le mani il prodotto finale, mi è sembrato di ritornare indietro nel tempo a quando si scartava, felici ed impazienti, un regalo di Natale. Sfogliare le pagine, sentire l’odore delle parole, leggere ciò che la tua mente e il tuo cuore sono riusciti a creare, ti fa assaporare il profumo delle lacrime di gioia. Inizia un nuovo capitolo della tua vita con la consapevolezza di esserne attore e spettatore.

  • Ha progetti per il futuro?

Quando entri a far parte del mondo dell’arte, difficilmente ne vorresti uscire. Il mio desiderio è continuare a scrivere e, possibilmente, emozionare. Mi piacerebbe che alla lettura, e soprattutto alla scrittura, si avvicinassero i più giovani per scoprire, attraverso la creazione dell’ingegno, la bontà dell’arte in ogni sua forma. Nell’immediato futuro sono alle battute finali del sequel di “Oltre l’ultimo respiro”, oltre ad avere in cantiere la stesura di un terzo romanzo. Ma per il momento il futuro è oggi. Oggi mi rallegro delle considerazioni e delle recensioni di chi ha letto il libro, delle attenzioni con cui il Gruppo Albatros lo promuove e della spinta di scriverne altri proveniente da parte dei miei lettori. Uno, cento, mille, non fa differenza, riuscire ad arrivare al cuore delle persone è di per sé già un grande traguardo.

Livio Vignale si aspetta la nostra compagnia e non possiamo, in quanto lettori non offrirgliela, perdendoci tra le pagine del suo libro. Attraverso la sua penna mette su carta una storia e realizza un sogno, quello del suo libro, senza presunzioni, con il solo scopo di emozionare e di far avvicinare più persone possibili alla lettura per fargli scoprire le mille sfaccettature dell’arte.

Per noi del Gruppo Albatros Il Filo è stato un piacere accompagnare Livio Vignale in questo percorso editoriale e non possiamo fare altro che ringraziarlo per aver condiviso con noi questo suo progetto e per averci dedicato del tempo per rispondere alle nostre domande, quindi un grande in bocca al lupo per il suo libro e per il futuro!

A te lettore, come sempre, buona lettura e non smettere di farci compagnia, alla prossima!

La vostra redattrice

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