I gigli non parlano – claudia alessi

“Si può amare veramente soltanto una persona?”

Questa è la domanda che si pone Azzurra, protagonista del libro “I Gigli non Parlano” di Claudia Alessi, una giovane viaggiatrice, amante degli animali, avida lettrice e appassionata scrittrice amatoriale sin da bambina. Noi del Gruppo Albatros Il Filo abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda all’autrice.

  • I Gigli non parlano è il suo romanzo d’esordio, cosa ha provato vedendolo pubblicato?

È stato surreale ed eccitante. Ho capito che stavo letteralmente iniziando un nuovo capitolo della mia vita. È un’esperienza che fino a questo momento mi ha dato molte soddisfazioni. Vedo i miei libri come figli. Una volta pubblicato, è come se quel romanzo fosse diventato adulto, pronto ad affrontare il mondo da solo. Spero, visto anche lo scopo filantropico legato a questa pubblicazione, che il mio primogenito abbia il maggior successo possibile. Con “successo” intendo la capacità di far innamorare di sé, di far sognare, di far riflettere, di intrattenere.

  • Come nasce la sua passione per la scrittura?

Onestamente non ho ricordi di me senza una penna in mano. Fin da bambina ho sempre scritto di tutto: racconti, sceneggiature, romanzi o favole illustrate. Scrivevo lettere intrattenendo fittissime corrispondenze. Non esiste supporto, cartaceo o digitale, che mi sia sfuggito. A sette anni, venni profondamente colpita da Il diario di Anna Frank. È stato il più giovane e straordinario talento femminile in cui mi fossi imbattuta fino a quel momento. Mi trasmetteva un carisma e una forza che prima di lei avevo trovato solo in autori adulti. Dopo averlo letto, decisi di scrivere anch’io. Intitolai il mio primo vero manoscritto “Kitty” proprio in onore di questa straordinaria piccola, grande donna che tuttora mi commuove.

In che momento e come ha avuto l’idea di scrivere I Gigli non parlano?

I miei studi mi hanno condotta a vivere in un mondo che d’un tratto mi è stato stretto e ho sentito profondamente estraneo alla mia vera indole. Ho deciso quindi di far emergere una natura che è sempre stata ruggente in me. Non credo che uno scrittore cerchi una storia. Piuttosto sono le storie a trovarti. A me non è restato che scriverla.
Questo romanzo, comunque, nasce dal desiderio di voler raccontare una vicenda che fosse il più possibile vicina alla sorprendente realtà che molti di noi possono aver vissuto. Ho constatato che, a vari livelli, è facile immedesimarsi nelle ambasce, dubbi, emozioni che vive Azzurra. Non ci sono filtri, non esistono barriere: volevo che questo fosse un “tuffo” attraverso i pensieri e i sentimenti contrastanti della protagonista.

  • Che messaggio ha voluto lasciare con il suo libro?

Quella di Azzurra è la metamorfosi di una ragazza che diventa donna. Proprio per questo motivo il libro è idealmente diviso in due parti: la prima più spensierata e la seconda più introspettiva. Si cambia ritmo nell’incrociarsi di due parabole: un amore che nasce e un amore che muore, ma non si tratta soltanto di una questione di cuore, quanto soprattutto, in ultima analisi, di una crescita personale per la protagonista. Credo infatti che ciascun libro venga interpretato soggettivamente da chi lo legge. Ho scoperto che c’è una visione che l’autore ha e molteplici quanto, a volte, inaspettate interpretazioni dei lettori. Nel caso de I Gigli non parlano ho volutamente lasciato la possibilità di introiettare la vicenda di Azzurra nell’auspicio che ciascuno, rispetto al proprio vissuto, avesse la possibilità di chiedersi come si sarebbe comportato o che scelte avrebbe fatto, vivendo la storia della protagonista come propria. Non credo che in questo romanzo ci sia una morale univoca, ma piuttosto svariati punti di riflessione.

  • Quali sono gli autori/ libri che amava da bambina, e quali sono quelli che ama adesso? Pensa che abbiano influito sulla sua scrittura?

Prima di essere una scrittrice, sono un’avidissima lettrice. Già dall’infanzia passavo nottate intere fra le pagine di Verne, Dahl, Salgari, London, Poe, Jane Austen…potrei continuare all’infinito! Ho sempre un libro in mano. Nell’età adulta ho amato follemente Wilde, Hemingway, Baudelaire. Facciamo un gioco, se dovessi scegliere tre libri “must”, sarebbero: I ragazzi della via Pál, Il grande Gatsby, Il deserto dei Tartari. Ognuno di loro mi ha trasportata in un altro mondo, arricchendomi. Tuttavia, sono convinta che ascoltare la propria voce interiore sia l’unica via per trasmettere qualcosa di autentico e originale. Aggiungo che, quando si scrive, l’ultima cosa da fare è pensare a chi dovrà leggere il proprio lavoro. Inevitabilmente si finirebbe per autocensurarsi. E non c’è errore peggiore che farsi condizionare dal temibile giudizio del pubblico. Sono convinta che essere se stessi, comunque vada, sia la cosa migliore.

Claudia Alessi ci offre la possibilità di tuffarci a capofitto nel mondo di Azzura, la protagonista de I Gigli non parlano, primogenito della nostra scrittrice pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros Il Filo, quindi non resta che perderci tra le pagine di questa storia e cercare una risposta alle domande che Azzura si pone sull’amore, magari può insegnare anche a noi qualcosa di molto importante!

Noi del Gruppo Albatros Il Filo ringraziamo ancora Claudia Alessi, e le auguriamo un grande in bocca al lupo per il suo libro e per il futuro.

Come di consueto auguriamo a te, lettore, buona lettura e alla prossima!

La vostra redattrice

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