No pasa nada, di Manù Blanca (Gruppo Albatros il Filo)

Un evento improvviso e sconvolgente è l’origine di un cambiamento radicale di vita e di pensiero della protagonista, una giovane donna nel pieno della sua esistenza, cresciuta in una famiglia amorevole e protettiva e con un grande amore sempre accanto. Le decisioni che prenderà (prima fra tutte quella di lasciare la sua casa per un viaggio con solo biglietto di andata) cambieranno radicalmente il suo concetto di Vita e di Felicità, portando il suo cuore a scoprire un nuovo modo di comprendersi e perdonarsi. Intorno alla sua rinascita si intrecciano storie parallele, amici di vecchia data e comparse appena conosciute, nello scenario di un’Isola che la accoglie e che diviene così concreta e reale da avere un ruolo fondamentale nella faticosa scelta che presto dovrà affrontare. Il passato torna presente e il rischio di intaccare il futuro per sempre la riporta di colpo al gate di partenza, facendo riemergere antiche paure di cui credeva di essersi liberata ma di cui in realtà è ancora prigioniera. L’incontro con Claudia, una ragazzina di dodici anni con cui condivide un destino beffardo, sarà decisivo per aprire le porte del suo cuore e finalmente vedere e riconoscere ciò che la mente ha sempre negato all’anima.

Abbiamo posto qualche domanda alla nostra autrice per scoprire dei dettagli in più sul viaggio di consapevolezza della protagonista di questa storia: 

1. Chi è la tua protagonista e perché ha scelto di partire?

“Lei” è una giovane donna, cresciuta in amorevole e presente, innamorata di Daniel con cui ha costruito una relazione forte e sincera. La sua vita, apparentemente stabile e promettente, viene sconvolta da un evento improvviso che la costringe a rivalutare le certezze su cui ha fondato tutta la sua esistenza. La decisione di lasciare affetti e patria senza troppe spiegazioni per partire sola verso un luogo sconosciuto è la prima reazione istintiva difronte a qualcosa che la spaventa e che si convince possa allontanare da sè semplicemente prendendo un volo di solo andata.

2. Che cosa si aspettava prima di partire? è diverso da ciò che ha effettivamente costruito?

Non c’erano aspettative precise. La decisione di partire è dettata più dall’esigenza di porre una distanza tra Lei e la sua vita degli ultimi anni dopo il fatidico evento. Sente che la sua anima ha bisogno di sanarsi, è come se fosse disconnessa da se stessa e l’idea di andare in un posto in cui nessuno è a conoscenza del suo passato appare la soluzione più facile e veloce. Percepisce il bisogno di ritrovarsi, non sa bene in che modo, l’istinto la induce a tentare con le sue sole forze, lo deve a se stessa e alle persone che ama. Una volta sull’isola inizia una nuova vita, basata su un ritmo diverso da quella precedente, più lento e “leggero”. Decide di essere spettatrice della sua esistenza, lascia alla vita l’onere di scegliere, a Lei spetta solo quello di adattarsi senza troppe domande. La sua strategia si rivela vincente all’inizio, sembra che abbia trovato un equilibrio interiore ispirato dal luogo meraviglioso in cui si trova e dalle persone che poco a poco impara a conoscere. Vuole davvero ritrovare la fiducia nella vita che le è stata strappata qualche anno prima, ci prova con i mezzi che ha a disposizione, ma presto si accorge che le fondamenta tanto solide che crede di aver costruito sono in realtà precarie ed instabili. Il ritorno in patria dopo 4 mesi dalla partenza conferma la fragilità della sua anima. Le situazioni irrisolte sono ancora lì ad attenderla, le sicurezze traballanti cedono sotto il peso della paura difronte alla nuova, importante scelta che non può più ignorare. Il viaggio intrapreso dalla protagonista è uno specchio di quello interiore, decisamente più complesso e doloroso. Non è pienamente cosciente di cosa comporti addentrarsi nei meandri più oscuri della propria anima, sa da cosa vuole scappare ma non sa cosa vuole raggiungere. Il ritorno obbligato in Italia la trascina nuovamente in quella realtà che tentava di ignorare, ma qualcosa è cambiato dentro il suo cuore: l’Isola ha aperto il cammino, ora sta a Lei muovere i primi passi.

3. Quali sono i valori portanti del tuo libro?

La ricerca della vera essenza che abita il corpo è un tema centrale in tutta la narrazione, riguarda la protagonista come tutti i personaggi che le gravitano intorno. L’ amore incondizionato in tutte le sue sfacettature è il perno attorno a cui si struttura il viaggio interiore. Comprendere un tipo di amore non legato a nessun fine, senza alcun interesse, che esiste e si manifesta solo per il fatto di essere amore, richiede una presenza di coscienza, un’apertura spirituale non offuscata da paura e dubbio. È essenziale ascoltarsi, conoscersi ed accettarsi per poter rivolgere verso se stessi questo genere di amore di cui è composta la vera essenza di ognuno e da cui derivano valori fondamentali, come il perdono, la compassione, l’unità. Solo da una fonte tanto luminosa è possibile percepire la libertà che la protagonista ricerca disperatamente per la sua anima, e soltanto seguendola con fiducia anche nel momento più disperato e buio è possibile riconoscerne la potente energia. La libertà di scegliere sulla spinta del proprio cuore, senza colpe, senza giudizio: questa è la conquista che la sua anima anela.

4. Che ruolo ha Claudia in questa vicenda?

Claudia è lo specchio più aderente alla protagonista. La relazione che nasce tra le due si compone tra silenzi e piccoli gesti da interpretare, le accumuna un destino beffardo, ma non solo. La vera connessione è emozionale: Claudia riflette le stesse paure, la stessa solitudine da cui Lei ha tentato di scappare fuggendo sull’ Isola. Il modo in cui Claudia affronta il dolore riporta a galla ciò che la protagonista ha già vissuto e ora dovrà rivivere e proprio questa corrispondenza di sentimento diventa l’aggancio che traghetta entrambe verso una comprensione più ampia di loro stesse. Claudia ha solo 12 anni, è una ragazzina arrabbiata, come Lei, non usa mezzi termini, le sue parole dirette e precise colpiscono la protagonista nei punti più dolenti, non c’è cattiveria, solo verità. Lei, più grande e matura, vede il pericolo che Claudia corre, lo riconosce come suo e tenta di scardinare la prigione in cui si è barricata, la comprende perchè è stata (e forse è ancora) la sua. È proprio la cruda ingenuità di Claudia ad evidenziare la fragilità del suo equilibrio, costringendola a rivedere le sue prese di posizione da un punto di vista diverso e a mettere in discussione la sua forza di volontà.

5. Come cambia la vita dopo l’incontro con questa bambina?

Claudia smonta l’armatura di distacco che la protagonista nemmeno si accorge di indossare; lo , per esempio, attraverso il rapporto con Amelia, la madre della nostra Lei, con cui ha un legame molto forte, un amore che la ragazzina inizialmente fatica ad accettare, ma a cui poi cede, perchè puro e incondizionato, lo stesso di cui Lei, invece, non si sente meritevole e che ha allontanato con la sua partenza. Claudia la aiuta a comprendere che la sua non è stata una decisione, ma una fuga, sapendo di avere sempre un posto a cui tornare. Ed è qui che Lei si accorge dell’ instabilità delle sue scelte, si rende conto che non esiste posto al mondo in cui nascondersi dalle proprie paure, fino a che non le si guarda dritte negli occhi e si decide di affrontarle, comunque vada.

6. Perché dovremmo leggere il tuo libro?

Per trovare uno spunto di riflessione attraverso una storia che può essere quella di chiunque, per ricordare che le scelte dipendono da noi, compresa quella di avventurarsi nel proprio viaggio interiore, non è importante quale sia la causa scatenante. È fondamentale entrare dentro se stessi con amore, scoprirsi, conoscersi, andare fino in fondo per guardare e riconoscere le proprie paure, le proprie fragilità e trasformarle in forza vitale, dipende da noi scegliere come e cosa osservare. La vita fornisce lo scenario, noi possiamo essere i protagonisti.

Ringraziamo Manù Blanca per aver risposto alle nostre domande. No pasa nada vi aspetta in tutte le librerie e i negozi online. 

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