I mondi della scrittura – Il Gruppo Albatros Il Filo presenta: Lupus in Fabula di Emiliano Failla

Nell’articolo odierno parliamo del libro Lupus in Fabula di Emiliano Failla, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Lupus in Fabula di Emiliano Failla, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un racconto per certi versi distopico, un avvincente susseguirsi di colpi di scena dalle tinte noir che porta il lettore, empatizzando con i diversi personaggi, a porsi di fronte a scelte esistenziali profondo e modalità di comportamento determinate: di fronte ai pericoli incombenti, la vita esige una decisione.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo racconto e come vengono trattati?

Fino a dove siamo disposti a spingerci pur di raggiungere i nostri obiettivi? C’è una distinzione così netta tra bene e male? Qual è il limite da non oltrepassare? Attraverso il gioco che si svolge nelle pagine di Lupus in Fabula, i vari personaggi verranno a confrontarsi con queste domande e dovranno per forza trovare una risposta, che può variare da persona a persona. C’è chi pur di salvare sé stesso, sarebbe disposto a collaborare con il peggiore dei delinquenti; chi invece si trova spaesato e non sa come reagire alla pressione; chi ancora cerca semplicemente di tirare avanti per non pensare. Il rischio sempre dietro dietro l’angolo, spinge tutti i personaggi ad agire e ragionare in termini estremi, dovendo condannare a morte gli altri per sopravvivere a loro volta. E allora chi sono davvero i cattivi?

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali e come si evolvono durante gli eventi della storia?

Ogni personaggio ha un’evoluzione diversa all’interno del libro. Ariel, per esempio, comincia essendo un ragazzo innocente e tranquillo, che vuole solo aiutare chi gli sta accanto, ma con l’andare avanti della trama rimane inceppato nei suoi ragionamenti e nelle sue elucubrazioni, iniziando a diffidare anche delle persone che in partenza pensava solo a salvare. Ismael invece, partendo da una base di diffidenza totale nei confronti degli altri, si affeziona piano piano a tutti e lascia andare la sua parte più guardinga. O ancora Andrea, che diventa ossessionato dal pensiero di “sconfiggere” Ariel e svelare per primo il mistero che si cela dietro questo gioco, tanto da perdere la sua parte più umana e sentimentale. Timothy, un bambino di soli 7 anni, che costretto a vivere in questo clima di terrore, deve crescere molto più velocemente e farsi carico di un peso enorme per qualunque età, ma soprattutto la sua.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Il mio stile è ispirato alla scrittura teatrale. La punteggiatura, le pause, gli intermezzi, sono tutti volti a rendere ogni singolo personaggio, come presente su un palcoscenico, pronto a dire le proprie battute. A differenza di un attore, i personaggi non sanno prima cosa diranno e non hanno studiato nessuna parte, ma questo stile di scrittura l’ho trovato il più vicino alle mie corde per poter esprimere al meglio le caratteristiche comportamentali e morali di ognuno di loro. Come autori di riferimento potrei citare tutti i grandi del teatro dell’assurdo: Ionesco, Beckett, Adamov, Pinter ecc… Il teatro dell’assurdo cerca di indagare attraverso situazioni apparentemente ridicole, o assurde, appunto, sul senso della vita e sulla psiche più profonda dell’uomo e nel mio libro cerco di avvicinarmi a questi argomenti. Altri autori a cui mi sono ispirato sono Pirandello e il suo umorismo o anche Gabriel Garcia Marquez e i protagonisti del suo libro “L’amore ai tempi del Colera”, che vanno avanti fino all’infinito.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

Ai lettori voglio comunicare l’importanza del pensiero libero e del ragionamento. Ci si può fermare alla semplice lettura del libro, ma sarebbe bellissimo se chi leggesse, cominciasse a formulare opinioni, a cercare indizi seminati tra le pagine e ipotizzare su chi possa essere il lupo. Oltre alla storia principale, che spero sia coinvolgente ed emozionante, ci sono anche tante “sottotrame” che trattano argomenti anche più profondi certe volte: l’importanza dell’amicizia e di potersi fidare di qualcuno anche in una situazione di estremo pericolo, in cui chi ti sta accanto potrebbe tradirti da un momento all’altro; oppure la capacità di superare i propri demoni interiori; rialzarsi dopo l’ennesimo fallimento; il non sapere distinguere esattamente il confine tra cosa sia giusto fare e cosa sia immorale; la moralità cos’è? A cosa serve? Ragioniamoci insieme.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

E’ stata davvero bella! Ho cominciato la pubblicazione del libro in pieno lockdown e quindi sembrava tutto difficile, se non impossibile. Era tutto fermo e non si vedeva ancora all’orizzonte alcun segno di ripresa effettiva, quindi sono rimasto sorpreso dal coraggio del Gruppo Albatros di continuare a pubblicare libri di nuove proposte anche in quel periodo. Mi piacerebbe moltissimo scrivere altri libri, anche perché non ho finito di raccontare tutto quello che volevo su Lupus in Fabula, quindi è per me un obiettivo da raggiungere.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Lupus in Fabula di Emiliano Failla, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perchè è un romanzo pieno di sorprese, in grado di tenere il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine, e perché fa riflettere su questioni fondamentali per la nostra esistenza che troppo spesso trascuriamo come irrilevanti, ma che improvvisamente possono imporsi nella nostra vita in tutta la loro urgenza.

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