gruppo Albatros il filo presenta: La stazione dei ribelli – Noemi Cavallaro

Oggi parliamo del libro La stazione dei ribelli di Noemi Cavallaro pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros il Filo.

Noi del Gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di poter intervistare l’autrice Noemi Cavallaro per conoscerla meglio e scoprire qualcosa in più sul suo libro La stazione dei ribelli.

Riportiamo di seguito l’intervista, buona lettura!

  • QUANDO E COME NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

Il mio amore per la scrittura è nato quando ancora non sapevo nemmeno leggere. Avevo circa quattro anni e cominciavo a interessarmi ai simboli, le parole e i loro suoni; andavo a cercare grandi enciclopedie di cui non capivo nulla, e me le facevo spiegare da mia mamma, ricopiavo a mano ogni lettera e la assimilavo. Copiavo interi testi, divertendomi come non mai a decifrarli. Quando finalmente ho imparato a leggere e scrivere, mi sono sentita orgogliosa di poter padroneggiare le parole e il loro significato. Quella curiosità è cresciuta sempre più, trasformandosi in bisogno di esprimermi ed esternare la mia fantasia, che stava diventando dirompente e urlava di voler uscire allo scoperto. Ho compreso che con la scrittura mi era più facile comunicare in modo da arrivare al cuore delle persone, mettere a nudo un pezzetto della mia anima.

  • QUANDO HA AVUTO L’IDEA DI SCRIVERE QUESTO LIBRO?

“La stazione dei ribelli” è nato alla fine del mio quarto anno di liceo, durante le vacanze estive. Il mio obbiettivo era quello di scrivere qualcosa che fosse davvero mio, che mi appartenesse interamente, dalla prima all’ultima parola. Fino a quel momento mi ero dilettata a scrivere poesie, racconti e fanfiction tratte da fumetti, serie tv e tutto ciò che mi ispirava fantasia; ad un certo punto mi sono detta che avrei voluto lasciare un segno anche io, una storia profonda e sentita da tramandare a chi avrebbe voluto leggerla. È stata come una spinta, un bisogno viscerale di mettere nero su bianco le storie che mi stavano esplodendo in testa; è stato come dire alla mia immaginazione: “Bene, ora è il momento di liberarti”.

  • COSA SI ASPETTA DALL’INCONTRO CON IL LETTORE?

Io stessa sono una lettrice, perciò sento una forte empatia con chi si trova “dall’altro lato” di un libro. Io vedo i lettori come un filtro, un filtro di emozioni e pensieri estremamente differenti tra loro, che si intersecano o si scontrano a seconda delle loro esperienze nella lettura. Dire che i lettori sono fondamentali è dir poco: sono le persone che tramandano le storie, che le fanno vivere e rivivere anche dopo tanti anni. Il regalo più bello che potrebbero farmi i lettori è semplicemente quello di provare delle emozioni leggendo il mio libro, qualsiasi tipo di emozione è importante: che sia rabbia, dolore, felicità…valgono tutte allo stesso modo. Mi piace pensare che le persone, quando vengono in contatto con le mie storie, diventino una parte di me, abbiano un pezzetto di me che li accompagna nel loro cuore.

  • SI E’ ISPIRATA A QUALCHE AUTORE O LIBRO IN PARTICOLARE PER SCRIVERE QUESTA STORIA?

Da amante dei classici, posso affermare che proprio i classici abbiano condizionato inevitabilmente il mio stile di scrittura e la tipologia di storia che racconto. Autori come Jane Austen, e il suo essere sempre avanti rispetto ai tempi in cui è vissuta; le sorelle Bronte, completamente diverse tra loro, ricche di contraddizioni e valori contrastanti; Hardy e il suo crescente pessimismo nei confronti della vita e del destino; Lev Tolstoj e la sua morale indistruttibile, che mette a nudo tutti i difetti della società e pone un limite al giudizio di ogni persona, additandolo come non desiderato, e molti altri. Amo la drammaticità e la cruda verità celata nel tempo lontano in cui ho ambientato il mio romanzo. Shakespeare è uno dei miei pilastri, le sue tragedie mi infondono una sensazione di eternità e mi ispirano a tirare fuori tutta la dolce tristezza di cui le storie drammatiche sono colme. Le ispirazioni da lettrice che ho accumulato sono innumerevoli, e forse il mio libro è nato proprio dalla conoscenza spontanea e intrinseca che ho di tutte queste grandi storie del passato.

  • COM’E’ STATA LA SUA ESPERIENZA EDITORIALE?

Durante il mio percorso di pubblicazione e anche i momenti successivi sono stata affiancata da persone più che competenti e sempre disponibili. Mi sono sentita compresa e guidata nella giusta direzione, ho potuto constatare che dietro ad un libro ci sono un lavoro e una dedizione davvero grandi; la cosa che ho apprezzato maggiormente è stata la naturalezza e la convivialità con cui si comunicava per procedere con le varie fasi: la professionalità si respira sicuramente, e sono riuscita a sentirmi a mio agio senza troppe formalità. Apprezzo molto anche il fatto che tutti gli editor e i collaboratori mantengano la personalità del romanzo, mantengano la tua personalità e ti lascino libera scelta su come procedere per renderlo ancora più intimo e personale. Sono felicissima della mia esperienza e felice che abbiano dato voce anche ad una scrittrice emergente come me, realizzando uno dei miei più grandi sogni di sempre.

A noi del Gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Noemi Cavallaro per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. A lei va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro La stazione dei ribelli e per il futuro. Siamo felici di averla accompagnata lungo questo percorso che ha visto la pubblicazione del suo libro, il suo sogno divenuto realtà!

A te caro lettore, auguro una buona lettura, un buon viaggio alla scoperta di questa storia, emozionati e rifletti. E se ti va lascia un commento, facci sapere cosa ne pensi, a noi fa veramente molto piacere ricevere i feedback dei nostri lettori, ci aiutano a crescere e migliorare.

Ci sentiamo presto, abbiamo ancora moltissime novità che aspettano solo di essere raccontate…quindi stay tuned!

A presto, buona lettura.

La vostra redattrice.

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