A proposito di romanzi – Il Gruppo Albatros Il Filo presenta: 1914. Scacchiera veneziana di Mario Catania

Nell’articolo odierno parliamo del libro 1914. Scacchiera veneziana di Mario Catania, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

1914. Scacchiera veneziana di Mario Catania, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un giallo storico appassionato e appassionante, dove la fantasia e la narrazione storicamente e filologicamente fondata si intrecciano per dar vita a un prodotto unico, in grado di intrattenere e di istruire il lettore. In questo romanzo visionario e dalle forti tinte futuriste, si delinea un inaspettato lieto fine per l’Italia.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo e come vengono trattati?

In questo mio decimo romanzo, il primo in cui mi sono cimentato nel genere fantasy, ho immaginato una Prima guerra mondiale priva degli orrori causati dalle ideologie del fascismo e del nazismo. Un complotto teso a eliminare Hitler, Mussolini e i loro mentori, Lanz e Dannunzio porta il protagonista sulle tracce di Gavrilo Princip, autore dell’omicidio dell’Arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie, delitto dal quale, storicamente, è nato il Primo conflitto mondiale. La storia ha inizio il trentun dicembre 1914 con un breve flash back al giorno del ventiquattro maggio 1876. Il protagonista, Chéco Baracchi è figlio di un ricco filatelico veneziano e amico di un alto prelato, Lorenzo Boscolo, legato storicamente ai Patriarchi di Venezia prima Giuseppe Sarto, poi Aristide Cavallari e, in ultimo, a Pietro la Fontaine. Proprio Lorenzo ingaggia Chéco coinvolgendolo nel complotto teso a eliminare il Duce e il Fhurer d’accordo con l’allora Primo Lord dell’ammiragliato inglese, Winston Churchill. La ricerca di Princip porterà, poi, il protagonista a intraprendere un viaggio da Venezia a Torino fino a Sauze d’Oulx, un paese nella Val Susa. A fianco del ragazzo vi sarà la costante presenza del suo angelo custode che assumerà, di volta in volta, sembianze diverse.

Che chiavi di lettura sulla realtà offre la possibilità di una narrazione fantasy o controfattuale?

Come dicevo in precedenza questa è stata la mia prima esperienza, dopo nove romanzi, nel genere fantasy. Nei miei lavori ho sempre cercato di descrivere situazioni immaginate dando loro un possibile svolgimento assolutamente realistico e veritiero. Questa la ragione per la quale mi sono sempre avvalso della consulenza di professionisti, poliziotti, magistrati, avvocati, medici, biologi, esperti di auto e quanto altro. Come dico sempre, in un romanzo la storia deve essere inventata ma lo svolgimento assolutamente realistico. In questo mio decimo lavoro, pur addentrandomi nel genere fantasy non ho abbandonato la mia linea di pensiero, ho prestato, infatti, estrema attenzione ai particolari per non commettere alcun errore storico dagli elettrodomestici, ai mezzi di trasporto, all’illuminazione dei luoghi, tutti particolari che, credo, possano essere di interesse per il lettore. La particolarità di questa nuova avventura nel fantasy è, certamente, stata la possibilità di “modificare il corso degli eventi storici” ma, per farlo mi sono dovuto assolutamente attenere a essi. Più che una chiave di lettura mi piacerebbe aver fornito al lettore uno spunto di riflessione.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Guardi, per descrivere il mio genere di scrittura utilizzo le parole dell’amico John Irving che ha definito il mio genere a metà tra il thriller e il noir. Nel genere thriller l’autore accompagna il lettore in un percorso attraverso il quale gli svelerà chi sia l’assassino o, comunque, il colpevole; nel noir chi legge conosce dall’inizio i ruoli dei protagonisti e compito dello scrittore è quello di svelare a chi legge come e quando le vere identità dei protagonisti saranno rivelate e verranno alla luce. Io credo che la definizione di John Irving, nel mio caso, sia assolutamente corretta: nei miei romanzi tutto sembra ma non è, ogni personaggio può essere quello che sembra oppure l’esatto opposto fino alla verità finale. Io credo che per ogni pagina scritta se ne debbano aver lette almeno cento, non mi ispiro ad alcuno ma, certo la mia cultura è figlia dei classici di Dostoevskij e Tolstoj ma, soprattutto di uno dei miei preferiti … Edgar Allan Poe.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

Innanzitutto mi piace pensare di essere lo scrittore di coloro che hanno sempre letto poco o, detta meglio, lo scrittore che porta alla lettura chi ne è sempre stato lontano. Per questa ragione, soprattutto devo dire in questo ultimo lavoro, sono molto gratificato quando un “uomo da un solo libro” come mi piace definire chi legga poco, si complimenta con me dicendomi di avergli, magari, fatto venire voglia di scegliere qualche altro romanzo. Quello che ho sempre voluto comunicare al lettore, a mezzo di un tema ricorrente nei miei lavori ossia lo scontro tra il Bene e il Male, è la speranza in una fondamentale bontà d’animo nel genere umano che possa prevalere sul suo opposto. Come ho detto in precedenza, poi, vorrei che chi legga avesse la consapevolezza, anche, di studiare o imparare qualcosa dei temi che tratto proprio per la cura nel realismo dei particolari e degli accadimenti. Credo sia un valore aggiunto quello di leggere uno scrittore del quale “potersi fidare” non avendo dubbi sul realismo delle sue narrazioni.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Ho iniziato la mia avventura con il Gruppo nel 2010 con il mio romanzo di esordio, La scelta. Da neo scrittore credevo che il mio lavoro terminasse con la consegna del manoscritto ma capì che non sarebbe stato così! Rimasi spiazzato quando mi venne chiesta una prefazione, una dedica e se avessi una preferenza per la prima di copertina. Da quel giorno venni preso sotto l’ “ala protettrice” di quella che è diventata la casa editrice con la quale ho, successivamente, iniziato una collaborazione che va oltre la pubblicazione dei miei romanzi. Il Gruppo Albatros patrocina – insieme al mio laboratorio di scrittura e giornalismo, Labor – un premio letterario interno alla Federazione Italiana Sport Equestri e, con Labor, abbiamo collaborato durante le edizioni 2018 e 2019 del Salone del Libro di Torino. Sto scrivendo un nuovo romanzo, nuovamente storico e nuovamente fantasy. Voglio aggiungere che la mia esperienza con il Gruppo Albatros Il Filo è stata ed è, non unicamente una esperienza editoriale ma, anche, umana: patrocinare un Premio letterario significa, infatti, attenzione alla cultura ma, soprattutto, regalare sogni e, come dico sempre, per me scrivere significa sognare.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. 1914. Scacchiera veneziana di Mario Catania, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perché è un romanzo pieno di sorprese, in grado di tenere il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine, e perché fa riflettere su questioni fondamentali grazie al modo di procedere immaginifico e controfattuale della sua narrazione.

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