A proposito di romanzi – Il Gruppo Albatros Il Filo presenta: Sorelle Per Sempre di Alessandro Savini

Nell’articolo odierno parliamo del libro Sorelle Per Sempre di Alessandro Savini, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Sorelle Per Sempre di Alessandro Savini, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un romanzo che fa riflettere sul rapporto tra apparenza del legame sociale e realtà vissuta dei sentimenti che davvero si instaurano in una famiglia, in un rapporto fraterno. I personaggi sono Olek e le sue due sorelle, Myriam e Josefine, che nascondono segreti e hanno un lato oscuro. In questo romanzo si assiste a un viaggio interiore del protagonista che cerca di ricostruire il legame incrinato tra le due sorelle grazie al suo amore.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo e come vengono trattati?

I temi decisivi di questo romanzo sono fondamentalmente di due tipi: uno, per così dire, filosofico-astratto, e cioè il rapporto col destino, che -per quanto banale o scontato possa sembrare- nella vita di ogni essere umano non corrisponde alle speranze o alle illusioni o ai progetti personali ma è “semplicemente” costituito da ciò che, spesso contrario alle speranze e ai progetti, è realmente accaduto e che non si può cambiare (basta pensare a chi perde la vita in un incidente mentre sta andando in vacanza); l’altro è un tema collegato al primo ma molto più concreto, e cioè che il destino -proprio per la sua caratteristica di variabile indipendente- consegna a tutti noi alcune persone per sempre, anche quando decidiamo di voler fare a meno di loro e di rimanere soli. Il campo dei rapporti personali, e specialmente quelli famigliari (che è l’oggetto del romanzo), è un terreno in cui particolarmente acuta può essere l’incidenza del destino e delle sue decisioni perché particolarmente drammatico è il contrasto tra ciò che si crede sia la sostanza e la storia di alcuni rapporti, e ciò che invece è la realtà effettiva di questi rapporti quando essa viene rivelata dal destino.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali e come si evolvono durante gli eventi della storia?

Nel romanzo non ci sono caratteristiche “caratteriali” dei personaggi principali perché questo tipo di caratteristiche avrebbe deformato e falsato quelle umane. Ogni personaggio -compreso il protagonista narrante- ha caratteristiche esclusivamente umane, per tali intendendosi quelle che caratterizzano il modo di agire e reagire di ognuno di noi, e di cui ognuno di noi si assume la propria responsabilità nel contesto sociale, dovendo perfettamente sapere che la libertà di agire e reagire non può mai significare libertà assoluta e insindacabile ma che è comunque, appunto, soggetta, piaccia o non piaccia, alla libertà di valutazione degli altri. Le caratteristiche umane dei personaggi del romanzo, quindi, sono quelle che vengono descritte –“a torto o a ragione”- dal protagonista narrante: sono quelle cioè che egli fa emergere dalla descrizione obiettiva della storia passata e attuale dei suoi rapporti con le proprie sorelle e relativi mariti, e dei rapporti tra le due sorelle, attraverso la narrazione dei relativi ricordi di tutta la loro vita: il romanzo non è un processo al passato ma la rievocazione (in un ping pong tra dimensione reale e dimensione fantastica, dei ricordi, e delle tante illusioni e delusioni a cospetto della necessità di rapportarsi all’evoluzione della vita.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Credo di poter dire che il mio stile di scrittura è sostanzialmente classico e colto, nel senso che non concede nulla a tendenze moderniste o banali. Questo non vuol dire che sia uno stile ricercato, sia perché non vuole esserlo sia perché esso contrasterebbe con la necessità di interessare veramente il lettore: uno stile ricercato non avvince il lettore, uno stile colto ma piano sì, ed è quello che ho cercato di fare in questo come negli altri miei romanzi perché è l’unico che ha la speranza di non far annoiare il lettore. Se devo dire la verità non ho preso come modello alcun autore in particolare: il mio stile è la conseguenza per così dire naturale di una vita piena di letture di gran livello (non è vero che per scrivere non è necessario aver letto molto) e dunque hanno inciso molto su di me e mi hanno molto formato i grandi romanzieri russi, specialmente Dostoevskij e Gogol, e quelli ebrei a cavallo tra ottocento e novecento.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

Devo premettere che il mio romanzo è la storia di un dolore molto intenso, è un viaggio interiore del protagonista narrante che ha la strenua necessità di salvarsi da questo dolore trovando una qualche soluzione per sopravvivere: esso mette al centro la crudeltà dell’amore fraterno che si scontra con la speranza di poter mutare i sentimenti quando i ricordi si trasformano nello strumento di una verità che è difficile ammettere, quella cioè che mette in discussione i legami fino a distruggerli, scoprendone la fragilità e le illusioni che negli anni li hanno alimentati. Quello che principalmente volevo comunicare ai lettori corrisponde a due filoni di pensiero tra essi intimamente collegati. Uno è quello di cui ho già detto sulla non corrispondenza tra speranze e destino. L’altro è sulla causa di questa non corrispondenza: che può essere in sintesi rintracciata nel fatto (storicamente riscontrabile) che la nostra vita, la Storia in generale, il tempo, non sono caratterizzati dalla “linearità” (e dunque prevedibilità) che ci aspettiamo e in cui troppo confidiamo: come aveva intuito Nietzsche la verità non è una riga retta ma è “ricurva”.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Come ho già detto in altre sedi la mia esperienza con il Gruppo Albatros Il Filo è stata molto positiva considerando che si tratta di editoria indipendente. Ho sempre trovato gentilezza, disponibilità e trasparenza da parte di tutte le linee di lavoro, e quindi rispetto assoluto dei tempi e dei ruoli. Mi sembra di poter affermare con certezza che non c’è stata mai alcuna vera lacuna nella professionalità dei vari responsabili di settore e che tutto si è svolto nel pieno rispetto degli impegni e dell’autore. Le editors in particolare hanno dimostrato sempre una cura e una attenzione specifica a consigliare modifiche/suggerimenti legati esclusivamente alla migliore fluidità del testo senza mai confondere i ruoli e senza mai minimamente invadere il campo sostanziale dell’autore.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Sorelle Per Sempre di Alessandro Savini, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perché è un romanzo pieno di sorprese, in grado di tenere il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine, e perché fa riflettere su questioni fondamentali per la nostra esistenza che troppo spesso trascuriamo.

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