A proposito di romanzi – Il Gruppo Albatros Il Filo presenta: Sulle ceneri di ieri di Luca Bartolucci

Nell’articolo odierno parliamo del libro Sulle ceneri di ieri di Luca Bartolucci, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Sulle ceneri di ieri di Luca Bartolucci, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un thriller avvincente che raffigura gli aspetti più disparati e complessi dell’animo umano con precisione letteraria e tensione emotiva sempre crescente, coinvolgendo così il lettore anche grazie a un sapiente intreccio di piani narrativi con temporalità diverse. Il lettore, mentre si appassiona ai personaggi descritti e alle loro vicende, comincia a dubitare di ciò che crede di sapere anche su stesso.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo thriller e come vengono trattati?

Uno dei temi principali è sicuramente quello della perdita delle certezze. Un evento catastrofico inevitabilmente pone l’individuo davanti ad uno scenario inusuale, dove ogni forma di ideale e/o etica comportamentale crolla. L’uomo è spaesato e da questa condizione di dubbio esistenziale emergono le reazioni dei vari personaggi. Tramite loro ho provato a far arrivare al lettore quel sentimento di vuoto che, personalmente, caratterizza la società moderna: una società dove i vecchi valori come la religione, la politica e gli ideali sono caduti da un po’ e ai quali si aggiunge anche l’immobilità sociale. Il tema centrale è l’esistenza dell’uomo moderno nella sua solitudine e la sua reazione irrazionale e illusoria ad essa. L’individuo è un illuso che affida la propria vita a qualcosa di “altro”, qualcosa al di fuori di sé. Ma cosa succederebbe se ogni nostra certezza, se questo “altro” scomparisse di colpo? Il tema del romanzo risiede in questa domanda, nelle reazioni individuali dei personaggi e nello sviluppo di quel microcosmo che è Sant’Ilario.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali e come si evolvono nel corso degli eventi?

I personaggi principali sono tre. Rappresentano in linea generica diverse tipologie di caratteri sociali che mutano in maniera individuale nel corso del tempo. Il Detective De Carlo è colui che cerca la verità, che scava nelle dinamiche del paese e dei suoi abitanti cercando un colpevole per il caos successo quella notte. La sua razionalità ci mette ben poco a diventare ossessione verso un giovane ragazzo. Il rappresentante della Ragione cade nella propria ragnatela mentale e fatica ad uscirne. Don Luca è il parroco di Sant’Ilario. Un parroco moderno che non raccoglie gli insegnamenti dogmatici più intransigenti della chiesa, ma cerca di portare l’idea di Dio tra la gente comune, per renderla umana. Si scontrerà con molti fedeli e perderà effettivamente la fede canonica, ma non quella personale. L’ultimo personaggio è Ada. Una donna in carriera che al momento della catastrofe affronta un cambiamento emotivo così profondo da farle ricominciare vita. Il “valore” che perde lei è quello dell’ambizione sociale e della propria affermazione tramite il lavoro. La dissolutezza diverrà il suo marchio.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Ho sempre cercato di scrivere in modo leggero, con frasi e concetti diretti e semplici, in modo da non affaticare troppo il lettore. Reputo molto importanti, soprattutto per un romanzo di suspense, i capitoli brevi ed intensi, dove si passa da un ipotetico punto A ad un punto B, in poche pagine. Ho cercato di inserire dei passaggi descrittivi durante gli avvenimenti stessi della storia in modo che paesaggio, atmosfera e personaggi si intrecciassero fortemente portando il lettore all’interno della scena.

I miei modelli non appartengono alla scena letteraria del genere. Mi sento molto più legato e penso di aver assorbito molto da due autori americani in particolare: Chuck Palahniuk e Philip Roth. Il primo per la velocità e la naturalezza della sua scrittura che comprende scene particolari, a volte raccapriccianti, raccontate con tranquillità. Il secondo per un libro in particolare, Il Teatro di Sabbath, che mi ha colpito principalmente per i contenuti. E’ un romanzo sulla morte e la vecchiaia analizzate entrambe dallo sguardo di un anziano che non molla la vita. Anche Roth è molto crudo.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

Personalmente non credo che l’arte in genere comunichi qualcosa in particolare. Ogni opera trasmette a chi ne usufruisce una condizione di essere nel mondo che arriva in maniera indiretta. In questo caso tramite la storia, gli atteggiamenti dei personaggi e le loro emozioni. Ogni lettore ne fa parte e interpreta l’opera aggiungendo qualcosa di personale alla stessa. L’insieme di queste interpretazioni arricchisce il romanzo e in qualche modo lo completa. La bellezza di un atto creativo sta nel rendere semplice un vissuto comune, di portarlo alla luce e di lasciare allo stesso tempo al lettore la possibilità di sentirlo proprio. Spero di essere riuscito nel romanzo a far arrivare ai lettori una condizione di vita che personalmente reputo comune e di aver dato la possibilità ad ognuno di loro di legarla alla propria esperienza personale, arricchendo in questo modo con ogni vissuto individuale l’opera stessa.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

L’esperienza con il Gruppo Albatros è stata soddisfacente. Il personale è molto preparato e personalmente mi è stato vicino durante la produzione del romanzo. L’impegno che hanno dimostrato mi ha aiutato ad arrivare ad un prodotto che reputo tutt’ora ottimo.

Sto progettando un altro romanzo thriller e intendo scriverne degli altri ancora. Scrivere è molto naturale per me ed è una passione che coltivo fin da bambino. Non penso che smetterò mai.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Sulle ceneri di ieri di Luca Bartolucci, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perché è un romanzo pieno di sorprese, in grado di tenere il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine, e perché fa riflettere su questioni fondamentali per la nostra esistenza che troppo spesso trascuriamo.

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