Ti amo Oxford – Anna Quaglia

“Di nuovo Oxford. Troppo bella per abbandonarla. Di nuovo le stesse emozioni prima della partenza anche perché questa volta avrei cambiato scuola”.

La vita a Oxford sembra un sogno, un film. Chiunque desideri fare una vacanza e un’esperienza di studio della lingua inglese, troverà questo libro interessante e divertente, pieno di spunti e di aneddoti curiosi. Anna Quaglia è andata per la prima volta a Oxford nel lontano 1973 quando non esistevano ancora i cellulari ma l’istituzione dei college della famosa città britannica era già presente da secoli. Da studentessa a lavoratrice e donna sposata, dopo alcuni anni torna negli stessi luoghi, cambiando college ma eccitata come un’adolescente alla sua prima esperienza all’estero. Negli anni successivi, gli Ottanta e i Novanta, respira più volte la vita dei college come accompagnatrice di gruppi di studenti o di persone desiderose di vivere la sua stessa avventura. Un’esperienza formativa non solo per l’apprendimento della lingua ma per la magia dell’atmosfera della cittadina inglese, in grado di offrire sensazioni uniche: dal rito del tè accompagnato da gustosissimi dolci ai volumi della libreria Blackwell’s, dalla Dining Hall del Magdalen College dove professori e studenti mangiano insieme in un luogo dalle antiche tradizioni ai pub dove si incontrano persone provenienti da tutto il mondo. Oxford in questo racconto-diario sembra davvero un luogo speciale, affascinante, uno di quei posti che lasciano segni nell’anima e che ti accompagnano sempre sotto forma di piacevoli ricordi.

Anna Quaglia è nata ad Adria in provincia di Rovigo nel 1952. Ha studiato Lingue e Letterature straniere a Venezia. Subito dopo la laurea, ha lavorato prima come insegnante supplente, poi, dopo un’esperienza di quattro anni come DJ presso una emittente radiofonica privata di Ferrara, è stata impiegata in un ufficio pubblicitario. Sempre a Ferrara ha in seguito cominciato a lavorare in una scuola privata di lingue facente parte di un circuito internazionale. Ha sia insegnato italiano agli stranieri, specialmente studenti Erasmus, sia lavorato nell’ufficio traduzioni. Traduce ancora dall’inglese, dallo spagnolo e dal francese in italiano, curando anche le revisioni. Ha iniziato a viaggiare in Inghilterra fin da prima della laurea e ha continuato quasi annualmente a seguire corsi di perfezionamento a Oxford e Cheltenham. Questo libro è nato dietro la spinta delle suggestioni ed emozioni suscitate dal film Viaggio in Inghilterra, ambientato a Oxford nel Magdalen College.

Oggi parliamo del libro Ti Amo Oxford, un libro di Anna Quaglia pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros il Filo.

Noi del Gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di poter intervistare l’autrice Anna Quaglia per conoscerla meglio e scoprire qualcosa in più sul suo libro Ti amo Oxford.

Riportiamo di seguito l’intervista all’autrice. Buona lettura!

  • COSA L’HA FATTA INNAMORARE DELL’INGHILTERRA?

La passione per l’Inghilterra è iniziata ai tempi della scuola media inferiore quando per la prima volta ho iniziato a studiare una lingua straniera. Ricordo di non avere mai avuto nessun problema nell’apprendere la grammatica e la struttura della lingua e tantomeno scrivere dei vocaboli che si pronunciavano in un modo e si scrivevano in un altro. Poi alle scuole superiori iniziai lo studio della storia inglese abbinata alla letteratura. Fu allora che decisi, una volta terminata la scuola superiore, di iscrivermi alla Facoltà di Lingue a Venezia. Poi la decisione di partire per l’Inghilterra per acquisire più familiarità con la lingua parlata. Destinazione Oxford. L’inizio fu abbastanza tragico (come ho scritto nel primo libro “La mia prima volta in Inghilterra”) anche perché ero sola e non avevo nessun supporto tecnologico. Ma con il passare dei giorni ho conosciuto persone di altre nazionalità, mi sono immersa nelle abitudini britanniche, nella storia che emanava Oxford e da quel momento è nata una passione che si è rafforzata negli anni. Ma ciò che più mi ha affascinato di questo paese è stato il contrasto tra passato e presente, quel legame fortissimo con le tradizioni che si contrapponeva ai movimenti innovativi nell’ambito architettonico, musicale e della moda.

  • COSA LE PIACEREBBE DIRE AI SUOI LETTORI?

La prima cosa che mi viene in mente e che vorrei dire è: leggere, leggere e leggere. Molto banale come risposta ma penso che oggi le persone leggano pochissimo perché sono sopraffatti dalla tecnologia. Utilissima in certe situazioni ma spesso ci porta a utilizzare poco la nostra mente. La prima volta che andai in Inghilterra fu il lontanissimo 1973 e frequentavo il secondo anno di università. Non esistevano cellulari, computer e tutto si faceva utilizzando le proprie capacità fisiche e mentali. Mi trovai sola in un paese per me sconosciuto e non avevo nessun aiuto tecnologico che mi potesse dire dove andare, che mezzo di trasporto prendere, che cosa dire in certe situazioni. Dovevo risolvere da sola ogni problema e ogni situazione che mi si presentava. Noi abbiamo una lingua meravigliosa che tutti ci invidiano. Peccato che noi non ce ne accorgiamo e viene sempre meno studiata, con mio grande dispiacere. Ma, nonostante io ami l’italiano, ritengo che la lingua inglese sia diventata indispensabile specialmente nel lavoro. Quindi studiarla è quasi un passaporto che può aprire porte nuove e per conoscerla bene consiglio a tutti di fare un’esperienza all’estero

  • CHE MESSAGGIO HA VOLUTO LANCIARE CON IL SUO LIBRO?

Il primo messaggio che ho voluto lanciare è cercare di comprendere e accettare tradizioni e modi di vivere di altri paesi. Io parlo dell’Inghilterra ma quello a cui mi riferisco potrebbe essere valido per qualsiasi altro posto nel mondo dove si va per motivi di studio, vacanza o lavoro. Noi italiani siamo un popolo latino quindi siamo estroversi, chiacchieroni, rumorosi e abbastanza superficiali in certe situazioni. Siamo molto legati alle nostre abitudini specialmente quelle culinarie. Ma anche altri paesi sono legati alle loro usanze che possono essere totalmente diverse dalle nostre. Durante i miei viaggi studio nel Regno Unito mi è capitato spesso di sentire persone lamentarsi per il mangiare, per il caffè, per le code alle fermate degli autobus e potrei elencare non so quante altre situazioni che per noi sono difficili da accettare perché non siamo abituati. Ma dobbiamo ricordarci che non siamo a casa nostra, siamo ospiti e come tali il rispetto è la prima cosa che conta che ci piaccia o no. Basta avere l’approccio giusto con un nuovo stile di vita e abitudini. Io l’ho affrontato probabilmente nel modo giusto e non ho mai avuto nessun problema, di alcun tipo.

  • COM’E’ STATA LA SUA ESPERIENZA EDITORIALE?

Direi che è stata una esperienza totalmente nuova per me. Alla sorpresa della pubblicazione del primo libro, ne è seguita la seconda con “Ti amo Oxford”, praticamente la continuazione delle mie esperienze britanniche. La cosa più sorprendente di tutto questo è stata la collaborazione tra me e i vari assistenti della casa editrice durante i vari processi che precedono la pubblicazione. Dal lavoro di editing, ai contatti con il grafico per decidere la copertina ed eventuali immagini all’interno del libro e infine una revisione finale prima della pubblicazione. So quanto sia complicato il lavoro di revisione di un testo perché è quello che faccio per conto di un ufficio di traduzioni. Quindi riguardare la storia, apportare correzioni sempre assieme all’editor della casa editrice è stato molto interessante. Purtroppo, ancora non sono riuscita a fare una presentazione del libro in qualche libreria. Mi sono accontentata di un “Firma copie” presso una libreria di Ferrara. Anche in questa occasione la casa editrice ha fornito il materiale pubblicitario alla libreria, la quale a sua volta ha pubblicizzato l’evento su un quotidiano locale. Quindi ho scoperto l’esistenza di un evento chiamato “Firma copie” di cui non conoscevo l’esistenza o almeno non sapevo si chiamasse così. Non si finisce mai di imparare.

  • HA PROGETTI PER IL FUTURO?

Più che progetti avrei un sogno. Vorrei tanto che tutti e due i libri venissero tradotti in inglese per lanciarli e distribuirli nel Regno Unito. Ricordo che dopo l’uscita del mio primo libro mi misi in contatto con una piccola casa editrice inglese che ha sede a Oxford. La conosco perché mi ordino tutti gli anni l’agenda e i calendari, infatti, i libri che vengono pubblicati sono per lo più calendari, agende, guide riguardanti la zona di Oxford e dei Cotswolds. Il responsabile è un fotografo e ovviamente tutte le immagini che compaiono sulle pubblicazioni sono sue foto. Tempo fa gli mandai una e-mail spiegandogli che avevo pubblicato due libri riguardanti le mie esperienze a Oxford e in particolar modo la mia esperienza in uno dei college più prestigiosi: il Magdalen College. Mi rispose dicendomi che la cosa si poteva realizzare però dovevo sottoporgli i libri tradotti in inglese. Questo è il mio progetto/sogno. Vedere i miei libri esposti in qualche libreria di Oxford e dintorni. Una libreria storica in particolare che cito anche nel libro: Blackwell’s, un tesoro prezioso di cultura dove l’austerità dell’edificio si contrappone anche qui alle letture e a testi di grande attualità.

 A noi del gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Anna Quaglia per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. A lei va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro Ti Amo Oxford e per il futuro. Con l’augurio che lei possa realizzare il suo sogno.

A te caro lettore, questa volta più che mai ti auguro un buon viaggio tra le pagine di questo libro!

Ci sentiamo presto e se ti va lascia un commento, facci sapere cosa ne pensi.

La vostra redattrice.

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