Sono Solo Parole – Marco Lupo

Un uomo si muove in una città fibrillante che non rispecchia le esigenze del suo animo, tra corpi automatizzati da consuetudini sociali da cui lui vorrebbe estraniarsi. Lo ossessiona e lo spaventa apparire in maniera diversa da come è; rielaborare parole, concezioni e situazioni altrui; rientrare in ruoli standardizzati e predeterminati. Desidera essere ciò che la sua memoria vorrebbe ricordare. Ma si sta spegnendo e la sua mente non fa che spronarlo, spesso contrastandolo: lui non vuole agire come tutti, non vuole più giudicare o accettare ingiustizie, non vuole continuare a mettere sotto esame ogni dettaglio arrovellandosi il cervello, a inventare comode scuse per non affrontare se stesso e la sua vita. A tratti gli capita di trovarsi in luoghi più o meno conosciuti senza avere memoria del percorso intrapreso per raggiungerli, rifuggendo da pensieri spossanti e sogni tumultuosi. I sensi di colpa si muovono con lui e avverte sempre l’esigenza di chiedere scusa. Continua a girare in tondo come inghiottito da un’enorme spirale, senza trovare il coraggio di vivere e condividere. Un giorno entra in un parco mai notato prima, simile a lui per l’indifferenza a cui sembra destinato, e fa un incontro toccante con un vecchietto che lo invita a prendersi una tregua dalle angosce: nessuno è il centro del mondo, siamo tutti scintilla di energia all’interno di una esplosione nucleare. Dopo l’ennesima notte tormentata, l’uomo prende la decisione di lasciare quella comoda prigione che è il suo ufficio e confidare nella fuga e nel cambiamento, raggiungendo per qualche giorno una località sul mare. Il suo inconscio lo guida mentre percorre alcuni passi tra nostalgici ricordi del passato e altri passi in una direzione ancora sconosciuta, verso nuove situazioni e nuovi incontri.

L’autore nasce nel giugno 1958 a Roma ove vive tutt’ora e dove si è laureato negli anni ‘80 in giurisprudenza. Dai quindici ai trentotto anni ha militato come giocatore nella Rugby Roma Olimpic Club per la quale, oltre a esordire giovanissimo ad appena 18 anni in serie A, con alcune presenze anche nelle nazionali minori, ha svolto anche incarichi dirigenziali. Non pago del mondo ovale, che lo ha formato sin da adolescente, ancora oggi riveste, presso la Federazione Italiana Rugby, il ruolo di Giudice Federale. Svolge la professione di avvocato nell’omonimo studio legale che ha fondato e dirige ormai da oltre trent’anni. È appassionato di arte contemporanea, che interpreta soprattutto attraverso l’amicizia personale con diversi artisti. Ha sempre ricercato nello scrivere, soprattutto poesie, una chiave terapeutica e liberatoria che, negli anni, lo ha accompagnato a questa prima esperienza letteraria. È sposato da oltre 25 anni con Maria Giovanna che, a suo dire, lo supporta e sopporta, con cui è felice genitore di due fantastici figli adolescenti di cui si dichiara emotivamente martire.

Oggi parliamo di Sono Solo Parole un libro di Marco Lupo pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros il Filo.

Anche in questo caso potevamo mai farci sfuggire l’occasione di fare qualche domanda all’autore? Cari lettori, la risposta la conoscete molto molto bene.

Quindi riportiamo di seguito l’intervista all’autore, conosciamolo meglio e scopriamo i retroscena del suo libro Sono Solo Parole.

Buona lettura!

  • Si è ispirato a qualche libro o autore in particolare per scrivere questa storia?  

In un viaggio a Berlino sono rimasto molto impressionato dal museo ebraico realizzato da un architetto polacco Daniel Libeskind. Muri e pavimenti inclinati, stanze claustrofobiche illuminate con una luce fredda e accecante. Il suo intento era quello di rievocare, nel silenzio di fredde mura, la tensione e l’angoscia. L’intento almeno iniziale del mio libro era quello di cercare di ricreare, nel lettore, quella medesima sensazione di disagio vissuta dal personaggio principale del racconto.

  • Com’è nata la sua passione per la scrittura?

Sin da ragazzo ho sempre scritto molte poesie, presumibilmente per la necessità “terapeutica” di razionalizzare le tensioni che non riuscivo a comprendere e contenere.

  • Che messaggio ha voluto dare con il suo libro?

È un viaggio che il protagonista, come tutti noi, affronta pieno di aspettative e speranze. È un punto interrogativo su sé stesso e sugli altri.

  • Cosa le piacerebbe dire ai suoi lettori?

Mi piacerebbe conoscere il loro pensiero. Il regalo più grande che mi ha fatto “Sono Solo Parole” è stato quello di permettermi di ascoltare le diverse e a volte contrastanti interpretazioni dei lettori su quanto avevano letto. Grazie al libro ho capito quello che mi diceva un mio caro amico artista quando gli chiedevo cosa volesse esprimere con la sua opera. Lui mi ha semplicemente risposto: “Tu cosa ci vedi?”

  • Ha progetti per il futuro?

Sto scrivendo una nuova storia/romanzo.

Sono Solo Parole, un titolo che lascia molto spazio all’immaginazione, un libro che vale la pena di leggere dall’inizio alla fine per scoprire che in realtà nessuno è il centro del mondo, un libro che lascia spazio a nuove situazioni e nuovi incontri, a ciò che si nasconde al di là della nostra zona di comfort.

A noi del Gruppo Albatros Il Filo non resta che ringraziare ancora una volta l’autore Marco Lupi per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande, a lui va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro Sono Solo Parole e per il futuro. Siamo felici di aver fatto parte del percorso editoriale che ha visto la nascita del suo libro, con l’augurio che sia solo il primo di una lunga serie.

A te caro lettore auguro una buona lettura, come di consuetudine, ma questa volta mi sento di chiudere con una domanda, “Tu cosa ci vedi in questo libro?”.

Lascia un commento qui sotto, facci sapere cosa ne pensi, all’autore farà sicuramente piacere.

Buona lettura.

La vostra redattrice

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