Delitto a Villa Lysis – Morena Musiani

Nell’articolo odierno parliamo del libro Delitto a Villa Lysis di Morena Musiani, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autrice del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autrice e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Delitto a Villa Lysis di Morena Musiani, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un romanzo affascinante, dove i tratti del giallo si mescolano a fini ritratti delle personalità dei personaggi coinvolti e alle implicazioni emotive ed etiche delle loro scelte. Chiara e Marcello sono sposati da trent’anni, senza figli, lui professore di filosofia in un liceo di Bologna, lei avvocato civilista. Quando si concedono una vacanza a Capri, sono in un periodo strano: lei sembra assente, distratta; lui è insicuro, pieno di dubbi. Staccare la spina, girovagando per l’isola azzurra, sembra una soluzione ai loro problemi. Ma, quando durante una visita a Villa Lysis diventano testimoni di un efferato omicidio, tutti i loro piani per la vacanza saltano e si ritroveranno a fare i conti con il loro passato.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autrice: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi del suo romanzo?

Il titolo del romanzo fa pensare ad un giallo, ma in realtà il delitto serve solo per aprire una finestra sul rapporto della coppia protagonista, sulla vita e sulla complessa personalità di Chiara e Marcello. La bellezza dell’isola di Capri sembra rendere ancora più evidente l’abisso che si scava nel corso della narrazione in un rapporto che ai più appare perfetto, ma che in realtà è costruito sulla menzogna. Il passato ritorna prepotente ad essere protagonista delle loro vite, tutto ciò che c’è stato dopo viene messo in discussione e sembra non contare più nulla. Tutto diventa una lotta l’una contro l’altro che gli eventi rendono inarrestabile e distruttiva. Natura meravigliosa e tragedia, come se quel luogo particolare ed affascinante che già in passato ha visto consumarsi una vita carica di eventi forti e alla fine nefasti, dovesse ancora una volta essere teatro dove l’amore e il dolore si mescolano in un mix esplosivo.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali del romanzo e come si evolvono nel corso degli eventi?

Entrambi i protagonisti hanno personalità complesse. Apparentemente più forte Marcello, ma in realtà condizionato da una famiglia emotivamente poco presente e soprattutto da un passato che nel tempo ha nascosto in fondo anche a se stesso. Chiara è una donna in carriera, sicura di se sul lavoro, ma a sua volta vittima del passato che non ha voluto accettare e condividere. La vera natura di entrambi esce allo scoperto proprio quando quel passato li travolge e, mentre lui si scopre debole e indifeso, lei fa uscire il peggio di se stessa. La sua durezza e la sua incapacità al perdono la porteranno oltre ogni regola morale e oltre ogni rispetto per gli altri, fino a perdere anche il rispetto di se stessa. Ciò che accade è una cascata inarrestabile che finisce per mescolare le colpe fino a renderle difficili da analizzare. Tutti finiscono per diventare vittime delle azioni non solo degli altri, ma anche delle proprie.

Cosa vuole comunicare ai lettori con il suo romanzo?

Mi piace pensare che li porterà a discutere sui sentimenti della vita e sui comportamenti dei due protagonisti che in fondo, almeno in parte, fanno parte della personalità di ognuno di noi. Spesso azioni che inizialmente sono lecite e comprensibili portano a perdere il controllo dei nostri sentimenti e degli eventi. Possiamo cominciare una storia con tutti i lettori dalla nostra parte e finirla con gli stessi lettori che ci condannano e che addirittura entrano in empatia con il personaggio che inizialmente era l’unico colpevole. Poi c’è il tema del perdono, vorrei che chi legge ragionasse sulla propria capacità di metterlo in atto e in quali circostanze. Io credo che se un libro riesce a far rifletter su se stessi e a metterci a confronto con gli altri abbia già raggiunto un obiettivo importante. In fondo la vendetta e il perdono sono due aspetti della vita con cui ci dobbiamo confrontare spesso. Fino a che punto possiamo arrivare con la vendetta ? e fino a che cosa riusciamo a perdonare?

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Io non mi ritengo una scrittrice, ma piuttosto una persona che ama scrivere per cui onestamente non ho modelli predefiniti, ne mi ritengo in grado di confrontarmi con qualcuno in particolare. Amo molto leggere e quindi certo mi capita spesso di pensare che mi piacerebbe saper scrivere come l’autore che in quel momento mi coinvolge, ma poi in realtà io scrivo d’impulso, spesso senza fermarmi a correggere.

Sono una persona frettolosa per cui amo molto scrivere racconti, li fisso nella mente mentre faccio altre cose poi di getto li butto sulla carta, li inizio e li finisco.

Proprio per questo credo di avere una scrittura fotografica che penso di conservare anche nei romanzi. Vorrei che chi legge riuscisse a calarsi anche nei luoghi, nei profumi, fino a entrare anche negli abiti dei protagonisti e quindi nella loro vita. Non so se si possa chiamare scrittura fotografica o per immagini e non saprei dire che tipo di influenze ho ricevuto perché più che un autore preferito ho dei libri che preferisco, spesso anche inaspettatamente.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Avevo già pubblicato un libro di racconti parecchi anni fa con il gruppo Albatros e ho voluto riprovare con questo romanzo. Devo dire che ho trovato una grande professionalità, sia nel gestire le fasi della pubblicazione, sia poi nell’affrontare le fasi di promozione. Ho trovato tutto nettamente migliorato rispetto alla prima esperienza e devo dire che alcune volte ho dovuto essere stimolata con pazienza per la mia pigrizia. Se dovessi definire l’esperienza in poche, ma significative parole direi; disponibilità, professionalità, pazienza e presenza in occasione anche di promozioni che arrivano dall’esterno. In realtà un altro libro pronto è già nel cassetto e personalmente mi piace ancora più di questo che ho pubblicato, ma ovviamente questo è un giudizio solo mio. Aspettavo a farlo valutare perché in questo periodo molto particolare è già un po’ complesso fare promozione con questo già uscito e non volevo bruciarlo, ma in anteprima confesso che è già pronto ed è ambientato tra l’isola di Marettimo e Bologna. Penso abbiate capito che amo molto le isole.

Ringraziamo l’autrice per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Delitto a Villa Lysis di Morena Musiani, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perchè ci offre la possibilità di comprendere motivi del nostro stesso agire e il valore di certe scelte che compiamo o decidiamo di non compiere.

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