Buenos Aires. Gli Inetti – Lara Parisi

Nell’articolo odierno parliamo del libro Buenos Aires. Gli Inetti di Lara Parisi, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autrice del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autrice e ai quali viene data espressione in modo peculiare. Buenos Aires. Gli Inetti di Lara Parisi, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un romanzo dai personaggi poliedrici, che pone situazioni paradigmatiche dell’esistenza umana. Sono molti i cortocircuiti temporali e le domande etiche che i personaggi si pongono e la cui risposta risulta complessa. Leon è un giovane studente di medicina, ma anche l’erede di una delle più potenti famiglia di Buenos Aires. Peccato che la sua famiglia sia uno dei motivi che lo hanno portato ad abbandonare la sua città natia.
Ma ritornare risveglia ricordi dolorosi, e non solo per lui… Quando passato e presente si intrecciano è ancora possibile tenere sepolti i legami del passato?

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autrice: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo?

Il romanzo ha diversi temi, ma parlando dell’alta società argentina quelli più decisivi sono: l’incomunicabilità dei sentimenti, lo scorrere del tempo e l’ipocrisia. I personaggi cercano affannosamente di raggiungere i loro sentimenti, fallendo. La loro incomunicabilità è il perno su cui poggia tutta la vicenda. Tutti i personaggi rimpiangono ciò che non sono riusciti a vivere, hanno solo sfiorato ciò che l’amore poteva essere ma senza coglierlo in pieno perché, di fatto, è impossibile. Nessuno riesce veramente a esprimere ciò che prova e questo provoca enormi vuoti che non riescono ad essere colmati neanche dal tempo, un altro protagonista di questa vicenda. Ha la sua centralità nella storia, non sono solo i fatti legati all’adolescenza e la vita adulta dei personaggi, ma dietro di loro si nasconde un’altra vicenda che viene accennata di cui i protagonisti sono all’oscuro: la storia di Victoria è León è solo la conseguenza di ciò che accade molto prima che loro nascessero. Dentro ci sono le radici di un conto in sospeso lasciato per anni, questa storia è solo un effetto collaterale dell’altra che presto verrà narrata. Un altro aspetto importante è l’ipocrisia in cui l’élite argentina in cui sguazzano. Festini, montagne di champagne, abiti di marca e il finto perbenismo. È questa la Buenos Aires che i Torres hanno costruito.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali e come si evolvono nel corso degli eventi? Chi sono gli inetti?

I personaggi principali sono Victoria e León. Victoria è una giornalista, dirige la famosa Veja Torre, mentre León è un medico ad un passo dalla specialistica che ritorna in città per il matrimonio di un’amica, da qui parte l’inizio e la fine. Sono entrambi complicati. Victoria è senza dubbio un’egocentrica, non vuole solo stare al centro dell’attenzione è lei stessa l’attenzione. Piena di passione, è un fuoco vivo, le piace il sesso occasionale in cui si rifugia ogni notte, distinta ed elegante ma anche con tendenze autodistruttive che la portano a soffrire. Ma come viene detto volte, è proprio il dolore che rende la Venere de la Plata ancora più bella, ancora più umana. León è sensibile, romantico, consumato dalla famiglia e dai daddy issues che lo hanno portato ad allontanarsi dai Torres, anche lui ha un lato passionale eppure è un tipo materialista, pieno di dubbi e tormenti. Un altro personaggio è Celia, l’amica in comune che li riunisce, in un certo senso, nel presente e che li ha tenuti lontano nel passato. Timida, dolce e insicura è la migliore amica di Victoria che per molto tempo ha vissuto nell’ombra delle sue incertezze.

Gli inetti sono tutti. Ognuno di loro nutre, inconsciamente, delle speranze dei progetti e dei sentimenti che prima li accende ma poi li ancora alle loro dissacranti abitudini, ancorandoli saldamente nel loro deprimersi.

Cosa vuole comunicare ai lettori?

Voglio comunicare la rabbia, il dolore, l’incomprensione, l’alienazione, il niente. Voglio che il lettore resti inorridito, sopraffatto dall’ondata dei risentimenti dei personaggi di cui può discostarsi o no, è sua la scelta. Non è un romanzo per tutti, è portato per dei lettori maturi che possano coglierne l’amarezza.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Mi piace definire la mia scrittura in un misto di rabbia, incomprensione e tristezza. Non sono una grande fan dei romanzi rosa e dei lieto fine, penso che questo si sia capito. Nel corso degli anni ho letto un sacco di libri di vario genere che mi hanno ispirata e aiutata in questo percorso, alla ricerca di idee e scenari. Mi sono tuffata dentro i thriller lasciandomi con il fiato in sospeso e per questo devo ringraziare mia madre per avermi approcciato dentro questo genere, ci sono i romanzi fantasy a cui sono molto legata e spesso non vengono presi poco sul serio, forse non si sono trovati davanti alla scrittura di Cassandra Clare, nonostante gli elementi urban fantasy, si nasconde una realtà molto vicina. E poi ci sono i classici della letteratura latinoamericana che mi hanno formata. Gli autori come John Green, Isabel Allende, Gabriel García Márquez e James Joyce (che mi ha suggerito il titolo) sono quelli che preferisco.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Fino ad adesso è stata esperienza che devo giudicare positivamente. Ho apprezzato molto l’approccio iniziale che ho avuto quando è stata giudicata l’opera, il lavoro dell’editor e dell’addetto stampa.

Ho in mente altri libri. Voglio scrivere ed interfacciarmi dentro altri generi ed ho già qualche idea per la testa, l’ambizione più grande è quella di creare un fumetto, nonostante le mie conoscenze limitate riguardo al disegno, questo però non può fermarmi nel creare una storia, ma tempo al tempo.

Prima però devo concludere questa trilogia che mi ha accompagnata per anni, a volte, fino a togliermi il sonno. Non preoccupatevi, perché la saga porteña è appena iniziata. Victoria e León torneranno e ho intenzione di fare del mio peggio. Preparate i fazzolettini, perché se questo non vi ha emotivamente distrutti ci penseranno gli altri a farlo, è una promessa.

Ringraziamo l’autrice per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Buenos Aires. Gli Inetti di Lara Parisi, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, riserva grandi sorprese; lo stile letterario attento alle descrizioni emotive e ai risvolti etici delle situazioni coinvolge il lettore sotto tutti i punti di vista.

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