Luce verde – Noemi Tarasco

Nell’articolo odierno parliamo del libro Luce verde di Noemi Tarasco, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autrice del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autrice e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Luce verde di Noemi Tarasco, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un romanzo sia psicologico che sociale: Raquel è un’ex poliziotta di Prince Hill, una città del Michigan, dove il quartiere bene di Fountain Avenue vive accanto alla periferia degradata e pericolosa di Gridiron. Raquel è bella e intelligente, ha tutto: un lavoro che le piace, un marito che ama e che la ama, genitori che la amano, disponibilità economica. Ma inspiegabilmente si lascia trascinare dal vortice delle vite ingarbugliate e pericolose di Gridiron e dalla morte di Khalid Anderson, uno dei tanti giovani che il mondo della periferia ha perso per strada. E diventa un’altra persona, un’altra donna, che ha perso i suoi punti di riferimento. Piano piano Noemi Tarasco ci introduce nella vita di Raquel, ci fa conoscere le persone che le ruotano intorno: il marito Percy, le amiche Elphie e Tamara, lo spacciatore Cole, il vicino di casa Jeremy. Passo passo ci fornisce gli elementi per comprendere Raquel e gli altri personaggi, per capirne la psicologia e il loro valore umano. Un intreccio continuo che tra presente e flashback ci fa immergere nella vita di Prince Hill, ci fa comprendere quanto sia importante avere salde radici e le spalle coperte da chi ci ama.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autrice: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo?

Luce Verde è un romanzo che racconta le minoranze in differenti sfumature. I temi decisivi ruotano attorno a due domande che i protagonisti si pongono durante la storia: quanto il luogo di nascita influisce sulla propria vita? Tutti possono essere salvati o possiamo salvare solo coloro che lo desiderano davvero?
In particolare, questi temi riguardano gli abitanti della periferia della città, Gridiron. Loro si ritrovano “rinchiusi” sia per i confini geografici, sia perché non riescono ad andare oltre e immaginare un futuro lontano dalla criminalità. Nonostante ciò, non sono gli unici a sentirsi in trappola, lo stesso sentimento di oppressione e diffidenza appare in modo diverso anche a coloro che vivono nei quartieri borghesi, proprio come la protagonista. Tutti i personaggi sono legati ad un evento del passato che li porterà ad unirsi e a scontrarsi e ognuno di loro dovrà fare i conti con i propri sbagli e pagarne le conseguenze.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali e come si evolvono durante gli eventi della storia?

Mi piace ripetere che in Luce Verde nessuno dei personaggi è protagonista, credo che il protagonista per eccellenza sia la cittadina di Prince Hill. Durante la storia vediamo la città mutare, si mostra in ogni sua forma, sia nel bene che nel male. La sua presenza è forte, condiziona le vite dei personaggi e rimane loro col fiato sul collo per tutto il tempo. Per quanto riguarda i personaggi non si può non nominare Raquel per prima. Lei ci guida per tutto il romanzo alla scoperta degli eventi che hanno caratterizzato la sua vita e la vita di tutti gli altri, è gli occhi del lettore. E’ un’ex poliziotta che si lascia alle spalle dieci anni di matrimonio e una vita apparentemente perfetta nel quartiere di Fountain Avenue. Raquel si mette sempre in discussione, lo fa perché è costantemente alla ricerca di qualcosa: talvolta neanche lei sa da cosa sta scappando e cosa vorrebbe trovare. Riesce a trovare sollievo nelle piccole cose, nei piaceri momentanei, ma sogna una stabilità.

Cosa vuole comunicare ai lettori con questa opera?

Luce Verde è una strada verso la redenzione. Si tratta di una strada tortuosa, piena di ostacoli e insidie che i lettori percorrono a pari passo con i personaggi. Ognuno di loro affronta il proprio passato e reagisce in modo diverso. In questo romanzo non si trova la risposta a tutti i problemi affrontati, non vi è un modo giusto o sbagliato, per questo offro diverse prospettive. Non vi è un unico pensiero che si sviluppa, vengono portate avanti opinioni differenti e ogni personaggio ha qualcosa da dire. Cosa voglio comunicare? Beh che serve la giusta apertura mentale per conoscere al meglio una persona. Non bisognerebbe giudicare nessuno tramite la prima impressione o dall’ambiente da cui proviene, sarebbe un grosso errore. Probabilmente mettersi nei panni degli altri è il miglior modo per conoscere realtà differenti da quella che siamo abituati a vedere quotidianamente. Quando si parla di redenzione si parla di libertà, perdono, e penso sia proprio questo uno dei fili conduttori del romanzo: quanto siamo disposti a guardare oltre?

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Descriverei il mio stile di scrittura come un misto tra semplicità e ricercatezza. Sono convinta che un libro debba essere sempre scorrevole e non avere momenti meno interessanti di altri, sono quelli che spesso bloccano la lettura o peggio, annoiano e fanno perdere il filo; deve sempre succedere qualcosa. Il mio stile di scrittura è semplice, ma sono molto attenta ai dettagli: amo descrivere ambienti e personaggi e mostrarli al lettore nello stesso modo in cui io stessa li ho immaginati. Prima di scrivere infatti, spendo molto tempo a pensare, a cercare le parole giuste per rendere al meglio i particolari della storia. La mia scrittura è quindi molto visuale, quasi cinematografica, e su questo punto di vista mi sono ispirata al regista e produttore statunitense Ryan Murphy. Per quanto riguarda gli autori, il mio modello è Torey L. Hayden: ho letto tutti i suoi libri e ammiro la sua capacità di parlare di tematiche forti e delicate con linearità e delicatezza. Il suo stile mi ha sempre affascinata e tenuta incollata alle pagine, è estremamente scorrevole e molto flessibile.
Sono convinta che si possa sempre imparare da autori con più esperienza e nell’ultimo anno sono rimasta colpita da Stephen Markley. Ho avuto il piacere di leggere il suo romanzo “Ohio” e sono rimasta affascinata dai dettagli con i quali ha descritto la cittadina fittizia del Midwest.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

L’esperienza con il Gruppo Albatros Il Filo è stata la mia prima esperienza editoriale e posso assolutamente definirla positiva. Non conoscevo molto il mondo dell’editoria, quindi per me è stato tutto nuovo, non sapevo cosa aspettarmi. I membri del Gruppo Albatros Il Filo sono stati sempre disponibili per ogni evenienza e mi hanno aiutata in questo progetto per rendere al meglio il romanzo. Sono sempre stati attenti a rispettare le scadenze previste e ci tengo a ringraziarli per il lavoro svolto. Sono rimasta soddisfatta da questa prima esperienza editoriale. Progetto di scrivere altri libri? Assolutamente sì. Da quasi un anno sto scrivendo il secondo romanzo, il quale sarà il seguito di Luce Verde. Ritroveremo vecchi personaggi come Raquel, ma anche molti volti nuovi. Nel secondo libro verranno affrontati eventi che sono rimasti nell’ombra e verranno spiegate le scelte prese in Luce Verde da alcuni personaggi. Si scaverà ancora più a fondo nel loro passato e i lettori avranno modo di conoscerli più intimamente, ci sono ancora molti segreti da svelare.

Ringraziamo l’autrice per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Luce verde di Noemi Tarasco, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perchè è un romanzo pieno di sorprese, in grado di tenere il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine, e perchè sembra in grado di mantenere ciò che promette: un passo verso la consapevolezza che la redenzione è sempre possibile.

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