Nei versi di Marcello Canepa il grido abissale dell’Io e della sofferenza

“Questo libro

 è la ricerca d’un nome,

scandire nel tempo

 i minuti scoccati

 a vuoto.

Questo libro

 sei tu,

 come

 in questi anni

ho mancato di raccontarti”

Con questi versi Marcello Canepa firma il prologo alla prima parte di “Apologia della Sofferenza” edito per le nostre edizioni nella collana Le Cose.

L’autore ci chiama da subito ad una ricerca difficile, quella di un nome, di un’identità, chissà forse se di una persona. E mette in campo questa ricerca in apertura di una prima parte che non è inserita a principio del volume ma che segue la seconda, che a sua volta segue la terza come anche quest’ultima compare dopo la quarta. Una ricerca che inizia alla fine del testo, in un conto alla rovescia che vuole ribaltare la prospettiva e le attese del lettore. L’autore lo chiama dalle prime pagine ad abbandonare la narrazione continua e confortante che si è sempre ritagliato della vita per circondarlo, al contrario, con una frenetica e tagliente, alternando una poesia affilata e d’impatto ad una prosa vorticosa in cui l’io narrante e l’io narrato esplodono in un boato ciclicamente evocato. È la deflagrazione dell’esistere i cui brandelli andiamo raccogliendo come di quel cuore esploso ma ancora palpitante che riempie la copertina del nostro volume.

“Io c’ero” l’autore continua a gridare nelle sue pagine, “io c’ero” assieme a tanti altri, ma tra tutti egli ha fatto della sua sofferenza una patologia e da questa ha tratto narrazione e poesia.

“Ricordo l’ora della mia condanna a morte” ci dice ancora Marcello Canepa. Implacabile, inestinguibile, inevitabile. L’ora della propria esplosione, l’unica ora in cui conviene dire a se stessi “io c’ero”. Marcello Canepa non solo la ricorda quella sua ora, la rivive e la racconta, in un languore abissale che abita i suoi versi, e non sembra affatto stupito che questa sia giunta per lui con un anticipo tremendo.

“Apologia della sofferenza” vuole stringere col suo lettore un tacito patto perché sia pronto a lasciarsi ferire dall’esplosione vitale e sofferente che è la poesia e la penna di Marcello Canepa.

Per questo ve ne consigliamo più che la lettura l’esperienza.

“Apologia della Sofferenza” di Marcello Canepa per la collana Le Cose, in libreria.

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