Oggi abbiamo il piacere di dialogare con Rosella Stefanini, autrice del libro “Io sono come te ma meglio”, un’opera che tocca temi profondi e difficili, affrontando una storia di dolore, rinascita e perdono. Il libro racconta l’infanzia travagliata della protagonista, segnata dall’alcolismo della madre e dal narcisismo manipolatore del padre. Nonostante una vita “folle e avventurosa”, Rosella riesce a emergere dalla sofferenza con una forza che la porta a perdonare se stessa e chi l’ha ferita. Un percorso emotivo che, pur attraversando il buio, trova la luce nella capacità di rinascere, sbocciando come un fiore di campo. Attraverso questo dialogo, scopriremo cosa ha ispirato Rosella a scrivere questo libro e come la sua esperienza personale si intreccia con le pagine della sua opera.
“Io sono come te ma meglio” è una storia intensa che tocca profondamente il cuore dei lettori. Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro e a condividere una parte così personale della tua vita?
Beh, ho sentito il bisogno vitale di lavarmi il cuore, semplicemente questo è stato il mio motore. Ho sempre scritto per guarirmi, una mia forma personale di meditazione, perché è l’unico modo per me di lasciare esprimere il cuore, la mente è troppo impegnata a gestire la scrittura e non interferisce! Nel 2022 sono caduta in depressione per una serie di eventi, di malattie, di errori medici sulle diagnosi e sulle cure, di delusioni a lavoro e non trovando conforto nel confronto con gli altri ho messo in mano la penna e ho iniziato l’ennesimo viaggio di introspezione per capire dove era l’inghippo che mi portava continuamente a prendere muri in faccia e piano piano mi sono resa conto che ero ancora vittima consapevole di manipolazione… nonostante la mia grande esperienza… anzi era la mia grande esperienza a portarmi a ripetere sempre gli stessi giri a 360 gradi! Ho scritto per prendere consapevolezza di quello che sono e per iniziare ad essere coerente con ciò che sono. Il gran dono della sofferenza è l’empatia, una delicata sensibilità che ti fa vedere oltre che guardare e nel vedere ti rendi partecipe del sentimento altrui, qualunque esso sia, e ho voluto pubblicare la mia storia per questo, per far battere forte il cuore di ogni lettore e magari nel suo ascolto trovare pace e nuovi punti di forza. Oggi tutti noi pensiamo al cuore solo quando batte forte ed è fastidioso, o quando vediamo i dolcetti per San Valentino, il cuore è assente in tutti i settori della vita, il suo posto è stato preso dal giudizio e dallo smartphone!
La relazione con tua madre e tuo padre è un tema centrale nel libro. Come è cambiata nel tempo la tua percezione di loro e del ruolo che hanno avuto nella tua vita?
I genitori hanno un ruolo fondamentale nella vita dei propri figli, sia con le modalità giuste che con le modalità sbagliate e ogni modalità ha motivo di essere. Il percorso di crescita è per entrambi i ruoli e il giusto o lo sbagliato è deciso da una comunità, con giudizio e non con empatia, la grande difficoltà sta proprio qui, nel cercare di farti accettare, negli anni, da quella stessa comunità che però continua a giudicarti nel bene e nel male, in quanto figlia di… Oggi no, sono orgogliosa delle mie radici, sono cosa rara, mi guardo allo specchio e mi piaccio, anche se mi guardo con un solo occhio! Questa è oggi la percezione dei miei genitori e del mio essere genitore. Sicuramente ci sono arrivata con grande sofferenza, rabbia, cicatrici ma avete mai sentito parlare di un parto naturale senza dolori? Io no… sono dolori e sofferenze che hanno un fine, la nascita, e poi sei talmente emozionata che te ne dimentichi!
Il libro è anche un percorso di perdono, sia verso i tuoi genitori che verso te stessa. Quanto è stato difficile raggiungere questa forma di perdono e cosa ti ha aiutato a compiere questo passo?
La difficoltà del perdono si assapora tutta nel libro. Il diventare genitore a mia volta, tra l’altro sola, mi ha obbligato a rimboccarmi le maniche e a mettere mani dentro il mio cuore per poter essere il genitore giusto per me e per il percorso dei miei figli. Il perdono risiede lì, nel cuore, ed è un accettare come un dono tutto quello che ti è capitato e metterlo a frutto.
Hai accennato agli “Angeli” che ti hanno salvato in momenti difficili. Chi o cosa rappresentano per te questi “Angeli”?
L’unica cosa che mi è rimasta del mio passaggio all’Università di Ingegneria è un libro “Il Tao della Fisica”, che il professore Rizza, di economia, consigliò vivamente a tutto il suo corso. Ecco per me lui è stato un Angelo! Questo libro sta alla base della mia formazione spirituale. Una notte di tantissimi anni fa, mentre rientravo da sola alla guida della mia Panda, da una serata brava e tosta di quelle che ti senti invincibile, mi addormento al volante e nel sonno mi compare il volto di mia mamma con un’espressione bruttissima, allarmata, con i capelli dritti, che mi ha urlato SVEGLIAAAAA… ho aperto gli occhi all’istante, giusto il tempo di frenare a pochi metri da un muro! Ecco per me Lei è un Angelo…e non solo per questo… Sono intorno a noi, pronti ad aiutarci, i nostri cuori li riconoscono, ecco perché è importante ascoltarli.
Cosa speri che i lettori portino con sé dopo aver letto il tuo libro?
Niente accade per caso, neanche la lettura del mio libro, e lo dico con umiltà. Se leggi il mio scritto è perché hai desiderio di intraprendere un viaggio emozionale, le motivazioni di questo viaggio possono essere infinite, superficiali o molto profonde come alcune cicatrici ma con un unico obiettivo riappropriarsi del proprio Cuore, è questo quello che spero!
Ringraziamo Rosella Stefanini per aver condiviso con noi la sua storia e il viaggio che l’ha portata a scrivere “Io sono come te ma meglio”. La sua testimonianza di sofferenza, forza e rinascita è un messaggio potente per chiunque affronti difficoltà personali e relazionali. Il suo libro non è solo una riflessione sugli errori e sulle ferite del passato, ma anche un invito a perdonare e a sbocciare in qualcosa di nuovo. Siamo certi che il suo messaggio risuonerà forte in molti cuori.
