gruppo albatros il filo presenta: Freak follow your dreams – Luca Chiavarone

Oggi parliamo del libro Freak follow your dreams di Luca Chiavarone pubblicato con la nostra casa editrice gruppo Albatros il Filo.

Noi del gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di poter intervistare l’autore Luca Chiavarone per conoscerlo meglio e scoprire qualcosa in più sul suo libro Freak Follow your dreams.

Riportiamo di seguito l’intervista all’autore, buona lettura!

  • QUAL E’ LA FONTE D’ISPIRAZIONE PER LA STESURA DELLE SUE POESIE?

La vita. Le emozioni che ci guidano lungo un percorso di conoscenza, il cui fine ultimo è acquisire il senso delle cose, perché acquisire il senso delle cose significa amare ed amare essere liberi. Si parte dalle emozioni per arrivare ai sentimenti. Ed in questo viaggio non c’è spazio per le categorizzazioni; il piano sensoriale e quello mentale dialogano l’uno con l’altro, mescolando il mondo circostante con quello interiore. Non ci sono scompartimenti stagni quando si parla di vita. E’ un turbine, è uno sguardo, è un pensiero, è un gesto. Come dico nell’incipit del libro: “La vita è sangue, sudore e sperma. Questa è la definizione operativa della vita, almeno la mia. Quando dico sangue penso alle battaglie che si combattono, sudore alla fatica di costruire, sperma alla fonte della vita stessa. Questo è appunto l’atto. Per la potenza dovete volgere lo sguardo alla maternità. È lì che si nasconde il mistero.”

  • QUANDO NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

Ho iniziato a scrivere da piccolo, anche prima dell’adolescenza. Riflessioni, brevi racconti e poi la poesia. Nella poesia l’atto creativo esplode; non c’è attesa, è immediatezza. La comunicazione si fa torrente, fiume, lago, mare in tempesta, quiete. Ed ogni singola parola prende vita, traducendo in atto tutte le potenzialità in essa racchiuse. Le parole mi hanno sempre affascinato per il loro potere inclusivo ed evocatore; suono ed immagine si mescolano senza alcuna possibilità di scissione e sensazioni tattili, olfattive e sapori prendono forma nell’atto del loro scandire. Scrivere seguendo il flusso dei pensieri libera forze inespresse “come l’esplosa vita di un vulcano”. E poi c’è il lavoro di cesellatura. Quando guardi il nero su bianco e ti chiedi se limare o aggiungere un po’ di colore. Piccoli ritocchi, perché l’atto creativo porta, comunque, con sé la bellezza e, dove c’è bellezza non c’è stonatura, ma sguardi da diverse angolazioni. Perché guardare il mondo con occhi diversi è un dovere imprescindibile di ogni essere umano.

  • DOVE HA TROVATO L’IDEA PER LA STESURA DI QUESTA RACCOLTA E COSA LE HA INSEGNATO?

La raccolta è un invito a fare di sé stessi la propria espressione, a non accettare l’omologazione a scapito dell’unicità. Di qui il titolo del libro. C’è un percorso delineato, che agisce da sprone ad affrontare le proprie paure. Cosa sono se non la paura della vita? Quella vera, che vive dentro ciascuno di noi e rivendica in un atto panteistico l’unione del cielo e della terra. E’ un passaggio obbligato per arrivare alla vera essenza delle cose. E alla domanda cosa mi ha insegnato rispondo, la libertà. La libertà di essere se stessi, assumendosi la responsabilità della proprie scelte. Perché essere liberi significa amare la vita e viverla appieno. Il contrario non è sempre vero. Si può amare la vita, ma non riuscire a viverla perché intrappolati in forme coercitive, che traggono sostentamento dalla paura. La paura di non essere accettati, ma cosa è preferibile, una vita con se stessi o una piena di compromessi? Ed ecco, allora, che le parole del libro diventano invito a coltivare la propria autostima.

  • COSA SI ASPETTA DALL’INCONTRO CON IL LETTORE?

Mi piacerebbe che si sentissero guidati in un viaggio emozionale lungo la vita, dove le categorie perdono forza, a vantaggio della riscoperta degli elementi base dell’essere umano. Di qui anche la scelta stilistica, poesia che si mescola alla prosa, parole nello spazio, spazi vuoti come momenti di riflessione, la punteggiatura, il corsivo, il maiuscolo, le sospensioni a sottolineare la matericità delle parole. L’incontro con il lettore è il momento in cui ci si mette in gioco. Se nel momento della stesura ti confronti con te stesso, nella pubblicazione lasci che il lettore legga dentro di te. Per me, quindi, la pubblicazione è sempre un atto di coraggio, dove la paura del giudizio si stempera nell’atto del confronto. Ed ecco che, bevendo alla sorgente della condivisione, il piano individuale si veste di nuova luce e si innalza a piano universale. E come riconoscere che il mare è fatto di gocce e se le gocce non ci fossero, il mare non ci sarebbe.

  • HA PROGETTI PER IL FUTURO?

Sto scrivendo un libro di favole e vorrei che fossero illustrate. L’intento è di rivolgersi a tutte le età, accompagnarne la crescita creando momenti preziosi di forma e contenuto, dove la bellezza diventa messaggio ed il messaggio bellezza. L’illustrazione è arte silenziosa. Cede il passo alle parole, dando forma al loro potere immaginifico. Ed è così che prendono vita, parlano e mettono in scena quel susseguirsi di caratteri. Le parole divengono realtà e tutti quei mondi sognati vedono la luce del sole, prendendo il loro posto intorno a te. Ed allora sono le parole che diventano silenziose, avendo svolto la loro funzione di dare corpo alle voci di cui si fanno suono. Le illustrazioni permettono di toccare le parole, come le parole di viaggiare dentro di loro. Perché allora la favola? Forse perché porta in viaggio la poesia a cavallo della prosa. E quanto è bello viaggiare con il vento che scuote il tuo corpo?

A noi del gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Luca Chiavarone per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. A lui va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro Freak follow your dreams e per il futuro.

A te caro lettore auguro una buona lettura e se ti va facci sapere cosa ne pensi lasciando un commento, a noi fa sempre molto piacere ricevere un vostre feedback perché ci aiuta a crescere e a migliorare.

Ci sentiamo presto, buona lettura.

La vostra redattrice

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