Oggi nel nostro consueto viaggio alla scoperta dei nostri autori più significativi vogliamo parlarvi di un libro di narrativa che riteniamo particolarmente interessante e desideriamo condividere con voi: “Il pianto delle lumache. Una storia di successo” di Elisa Geroni.
Qual è stato il punto di partenza o l’ispirazione per la storia di Matteo e la sua costante insoddisfazione nonostante il successo materiale e affettivo?
Oggi più che mai siamo nell’epoca del superfluo. La storia di Matteo non riguarda solo lui, ma nasce da una profonda riflessione di come, tutti, o quasi nella parte del mondo e nella società in cui vivo, abbiamo tutto alla portata di mano e, anche quando non ce lo potremmo permettere, dilazionando i costi si può avere un tenore di vita al di sopra delle possibilità effettivamente reali creando l’illusione continua che con “il prossimo acquisto” saremo felici. Questo aspetto viene proprio sottolineato all’inizio della storia, quando Matteo, tramite strani episodi che lo coinvolgono, pensa di star perdendo l’udito; ma quei silenzi fisici in realtà, sono il conduttore diretto alla voce del suo inconscio che vuole ricordargli che l’essere felici sta nella piena soddisfazione che non si trova nel possedere, ma nell’essere ciò che siamo destinati, perché la più grande ricchezza che potremmo mai ricercare è già dentro di noi.
Come ha affrontato la sfida di sviluppare il viaggio fisico e introspettivo di Matteo per trovare il suo vero sé? Quali sono stati i principali ostacoli o momenti di crescita che ha affrontato lungo il cammino?
La vita ci dà sempre una scelta, non ci pone mai delle sfide, ma le propone. Matteo si trova ad un punto della sua vita che può decidere di proseguire così come è giunto sin lì o rivoluzionare completamente ogni cosa. Può rimanere nell’azienda di famiglia, può licenziarsi e cambiare lavoro, oppure prendersi una “pausa”. Può decidere di continuare ad essere il figlio che deve sempre dimostrare qualcosa a sua madre oppure può scegliere di mostrare a tutti e a sé stesso quanto vale. Può scegliere di continuare ad essere il marito della ragazza conosciuta al liceo, oppure scoprire la donna che realmente ha accanto. Ognuna di queste scelte comporterà comunque dei sacrifici, dell’impegno e della costanza; quindi, la scelta di Matteo in realtà consiste in che cosa vuole investire le sue energie e soprattutto il suo Tempo che, come per ognuno di noi, non è infinito. L’ostacolo più grande di ogni trasformazione è sempre il primo passo, e lo si fa unendo il pensiero all’azione. Per fare questo Matteo deve allontanarsi per un po’ dai luoghi a lui familiari, i soliti di sempre, dalle solite persone; deve allontanarsi e prendere distanza da un’ambiente che, per quanto sia confortevole contemporaneamente è soffocante. Con un bagaglio pieno di paure e d’incertezze inizia un cammino sconosciuto, la cui strada viene costruita un passo alla volta, senza farsi troppe domande sull’avvenire e lasciandosi sorprendere da ogni attimo vissuto.
Qual è il messaggio centrale che vuole trasmettere ai lettori attraverso la storia di Matteo?
Matteo vive una vita veloce, frenetica, scivolosa, che non gli permette di osservare attentamente i giorni che scorrono via uno dietro l’altro, lasciando ricordi che sembrano tutti uguali. La ricchezza che possiede non è una vera ricchezza. Non importa quante cose possiamo desiderare e comprare. La ricchezza che in assoluto ci farà sentire pieni di soddisfazione è costituita da ciò che siamo e che possiamo diventare coltivando il nostro sapere e la nostra interiorità fatta di un terreno fertile e sconfinato, che un giorno dovremo cedere al Tempo, la seconda vera ricchezza che abbiamo a disposizione, per cercare di lasciare in questo Mondo l’impronta della nostra evoluzione interiore, la quale sarà il riflesso dei ricordi che lasceremo come eredità.
Ha utilizzato eventi e coincidenze nel libro per inviare messaggi a Matteo. Come ha deciso quali eventi includere e come collegarli al percorso di crescita del personaggio?
Ci sono tre eventi importanti che Matteo non potrà fare a meno di ignorare. Il primo è quando trova quel sasso a forma d’orecchio e che del quale sembra non riuscire a liberarsene lanciandogli il forte messaggio che gli ricorda quanto sia importante e necessario per la sua felicità ed evoluzione personale, ascoltare nuovamente la sua voce interiore. Il secondo evento evidenzia come un imprevisto come quello che vede costretto Matteo a cambiare la strada che percorre ogni giorno, possa portarlo in luoghi nuovi e sorprendentemente familiari. Questo evento sottolinea come, a volte, l’essere costretti a rallentare ci permetta di vedere ed osservare meglio il mondo che ci circonda, rendendoci consapevoli che noi siamo il perno di noi stessi. Il terzo ed ultimo evento forse nel libro passa inosservato; è un passaggio breve ma racchiude un significato ed un messaggio importantissimo: quando ormai Matteo, dopo un periodo di confronto con una nuova realtà, un nuovo luogo, delle nuove persone è pronto a riprendere le redini della sua vita con ben chiara la direzione davanti a sé, all’alba di una mattina deserta e silenziosa, al bordo di un marciapiede vede un topo che a sua volta si accorge della presenza dell’uomo; entrambi non hanno paura e sono perfettamente a loro agio in due condizioni diverse ma nello stesso posto e nello stesso tempo. Matteo guarda quell’animaletto come un essere vivente e non un come un essere diverso; ha imparato ad accogliere in ogni evento, ogni luogo ed in ogni incontro un’opportunità ed insegnamento, è diventato consapevole del valore della vita.
Come ha scelto il titolo “Il pianto delle lumache” per il libro? Ha un significato simbolico o rappresenta un tema chiave nella storia di Matteo?
Il titolo “Il pianto delle lumache. Una storia di successo” ha un significato simbolico con molti punti di riferimento e di ispirazione e di riflessione. Le lumache non hanno corde vocali, ma il loro lamento quando vengono immerse vive nell’acqua bollente è così forte da generare il suono del dolore provato; così anche noi, a volte, presi da una vita troppo veloce, ecco perché le lumache ancora una volta, ci portiamo dentro una sofferenza profonda che non vogliamo o non possiamo esprimere, ma che matura fino a quando poi un giorno sarà costretta ad emergere, e sarà proprio in quel momento che spetterà a noi la scelta se trasformare quella sofferenza e insoddisfazione nel nostro più grande successo che è il compimento della nostra vita.
Ringraziamo Elisa Geroni per averci concesso questa intervista. Speriamo che i nostri lettori possano trarre ispirazione dalle sue parole e che il suo libro “Il pianto delle lumache. Una storia di successo” possa raggiungere un ampio pubblico. Buona lettura!
