gruppo albatros il filo presenta: Homopolis – Eleonora Mandelli

Oggi parliamo di Homopolis un libro di Eleonora Mandelli pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros il Filo.

Noi del gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Eleonora Mandelli per conoscerla meglio e scoprire qualcosa in più sul suo libro Homopolis.

Riportiamo di seguito l’intervista, buona lettura!

  • QUANDO HA AVUTO L’IDEA DI SCRIVERE QUESTO LIBRO?

Il mio racconto è nato da un sogno che ho fatto l’estate scorsa. Stavamo vivendo il periodo tra il primo e il secondo lockdown e c’era quel clima di sospensione. Dopo tanti mesi di distanze affettive ed emozioni trattenute ho sognato di un mondo dove le distanze tra le persone erano state esasperate. Una realtà costituita sulla razionalità e senza nessuna apertura verso il sentimento perché si era arrivati a pensare che il desiderio avesse generato la passione e la passione fosse sfociata nell’odio e nel caos. Nella società precedente le regole erano state infrante ed erano esplosi conflitti che avevano portato alla distruzione di ogni cosa. La libertà aveva condotto all’anarchia che, in assenza di regole, aveva giustificato il lassismo fino al collasso e alla deflagrazione dell’economia. Fu la Quarta Guerra Mondiale che rase al suolo ogni cosa. Un’immensa pira chimica che, come un fuoco sacrò, incenerì un’umanità fatta di vizi e perversioni. Quelli che si salvarono fondarono Homopolis e scrissero nuove leggi e un codice morale il cui assunto è: “La libido è la causa dei mali del mondo”.

  • QUANDO NACQUE LA SUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

Quando facevo il liceo la mia professoressa, che sembrava la mamma di Dracula, mi riprendeva sempre per lo stile. Non ho mai amato uno stile retorico e sembrava che non esistesse un modo diverso di intendere uno svolgimento. Avvertivo la frustrazione di riempire tanti fogli a protocollo; sono sempre stata per le comunicazioni brevi, i periodi corti e le parole scelte con attenzione. Sarà per questo motivo che ho sempre lavorato nel mondo delle agenzie pubblicitarie -facevo la copywriter ed era un tipo di scrittura molto diversa. Mi sono innamorata immediatamente di quel modo di ragionare per titoli che catturassero il lettore e dell’associazione delle parole alle immagini. Finora non mi ero mai cimentata in un racconto ma ho provato a scrivere questa storia perché mi è sembrata interessante. Forse non è un caso che sia nato da un sogno dove ho focalizzato delle immagini. Più che pensarlo come un libro avevo a fuoco delle immagini e un tipo di ambientazione. La prima cosa che mi è stata chiara è stata la mia protagonista e da lì sono partita con la narrazione.

  • COM’è STATA LA SUA ESPERIENZA EDITORIALE?

Per quello che riguarda la mia esperienza editoriale col Gruppo Albatros io mi sono sentita un po’ abbandonata a me stessa perché mi sto muovendo in un terreno a me completamente sconosciuto. Per il mio modo di essere ci sono stati troppi interlocutori e poco dialogo. La figura con in cui speravo ci potesse essere una maggiore interazione è stata quella dell’Editor e questa componente mi è mancata molto perché immaginavo ci dovesse essere una fase di rielaborazione importante del mio scritto, da eseguire dietro una guida autorevole. Forse nella mia testa pensavo che la mia stesura fosse una bozza ancora da arricchire in maniera sostanziale per far diventare il mio racconto un romanzo vero e proprio. Non vedevo l’ora di rimboccarmi le maniche e lavorare ancora e poi ancora. Questa era stata infatti la motivazione principale per cui mi ero iscritta al concorso. Invece ho ricevuto poche correzioni su qualche refuso e il testo da inserire sul retro copertina. Quindi mi resta la sensazione che avrei potuto fare di più e raggiungere un risultato migliore.

  • SI è ISPIRATA A QUALCHE LIBRO O QUALCHE AUTORE PER SCRIVERE QUESTA STORIA?

Apro una parentesi per aggiungere un elemento a quanto ho detto nella prima risposta. Quando ho iniziato a scrivere Homopolis ho sperato che potesse diventare il soggetto per un film o una serie televisiva. Proprio per questo motivo ci sono state molte influenze, più che altro cinematografiche, che sono rimaste nel mio retropensiero mentre scrivevo il racconto. Vorrei citare senza dubbio Hunger Games e The Handmaid’s Tale. Le protagoniste di queste storie sono delle eroine che fanno vibrare il mondo che le circonda. Ma anche Timeless, una società dove si lavora per guadagnare tempo che è il bene più prezioso. A Homopolis invece la moneta di scambio è l’acqua che è praticamente esaurita tanto che la valuta è l’idrodollaro, una razione di acqua che corrisponde a una giornata di lavoro. Ma se dovessi citare un libro direi senz’altro “La strada” di Cormac McCarthy per l’atmosfera post apocalittica e desolata. Però alla fine c’è qualcosa che assomiglia molto alla parola speranza. Esattamente come nel mio racconto.

  • COSA SI ASPETTA DALL’INCONTRO CON IL LETTORE?

Faccio un po’ fatica a immaginare l’incontro con il lettore. Innanzi tutto, mi piacerebbe che vedendo la copertina si incuriosisse e che avesse il desiderio di capire di cosa parla Homopolis. A chi di noi non è capitato di entrare in libreria e di essere catturato dalla copertina o dal titolo di un romanzo? Chissà che non possa capitare lo stesso con Homopolis. E magari pagina dopo pagina leggendo la mia storia il lettore potrebbe affezionare a Sock, la protagonista. In lei c’è la grande forza, nonostante tutto, di credere ancora che le emozioni esistano e che da tanta desolazione si possa accendere la parola speranza. Il finale della mia storia è volutamente aperto per cui vorrei sviluppare un proseguo del racconto per portare avanti le vicende dei personaggi che sono state solo abbozzate. Il mio sogno è che possa nascere un Homopolis 2 che tenga conto anche del riscontro dei lettori.

A noi del gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Eleonora Mandelli per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. A lei va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro Homopolis e per il futuro.

A te caro lettore auguro un buon viaggio tra le pagine di questo libro, buona lettura.

Ci sentiamo presto.

La vostra redattrice

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