EL La trilogia – Carlo Antonelli

Nell’articolo odierno parliamo del libro EL La trilogia di Carlo Antonelli, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

EL La trilogia di Carlo Antonelli, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un romanzo di fantascienza che unisce, in realtà, tematiche attuali e reali come quella ecologica e quella dei valori e dei rapporti etici tra esseri umani. In questo romanzo siamo nel 2030. Gli uomini hanno trovato il modo di viaggiare nel tempo, ma quello che scoprono, spostandosi di mille anni nel futuro, non è rassicurante: le immagini trasmesse non mostrano alcuna forma di vita ma solo una lunga fila di persone, imprigionate in una specie di resina, come fossero dei fossili. Per tentare di salvare l’umanità, nel futuro viene inviato Paul Carren, che prima di partire lascia un messaggio alla cugina, con l’ordine di conservarlo di generazione in generazione. All’arrivo sulla Terra del 3000, però, Carren, sfiorando una fontana contenente una misteriosa materia, si disintegra. I suoi resti saranno raccolti da El, cameriera di un pub, e quando il corpo di Carren verrà ricomposto, sarà proprio lei a doverlo aiutare a risvegliarsi e a ritrovare la propria coscienza.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo?

In due parole: Il tempo e la vita. Il tempo è stato il tema che mi ha intrigato di più, forse sembra buffo ma quando ho iniziato questo romanzo ero spinto da una forte curiosità e da un po’ di tristezza per il fatto che probabilmente non sarò su questa Terra fra 1000 anni a vedere cosa succede. In qualche modo scrivendo riuscivo a sbirciare in quel lontano futuro che si apriva davanti, lasciandosi scoprire a poco a poco. Un’altra domanda mi incuriosiva: come sarà l’umanità, oltre la tecnologia, l’uomo sarà lo stesso? Quanto vivrà e come sarà l’organizzazione sociale ma soprattutto cosa resterà dell’uomo di oggi? I valori che oggi riteniamo importanti sopravviveranno? E l’unica risposta che ho trovato è che se l’umanità sopravviverà sarà per la nostra capacità di amare. Un altro tema sullo sfondo è quello ecologico e non rientra certo nella fantascienza. Per ultimo ma non meno importante è la particolare storia d’amore fra El e Carren come la danza di due anime che si rincorrono oltre lo spazio e il tempo.

Quali sono le caratteristiche umane e caratteriali dei personaggi principali del romanzo e come si evolvono nel corso degli eventi?

In una presentazione del libro al liceo, una studentessa mi chiese del rapporto fra El e Claudia e perché fosse cambiato all’improvviso, senza apparente motivo, in quel momento risposi senza riflettere che le ragazze del futuro erano molto volubili e ci fu una risata. Claudia è forse il personaggio più ambiguo, inafferrabile, oggi semplice e gioiosa domani …

Alcuni personaggi mantengono una loro coerenza al di là degli eventi e direi del tempo, evolvono accumulando esperienze e sicurezza, portano con sé valori fondamentali e anche i grandi cattivi, in senso opposto collezionano crudeltà e profondo individualismo. El, la protagonista da ragazza quasi invisibile, diventa elemento cruciale per il pianeta però il suo modo di vivere non cambia, come la sua grande ingenuità, l’empatia e il suo approccio un po’ maldestro alla vita. Carren è scelto come campione di una società contemporanea ancora curiosa e temeraria per le sue caratteristiche fisiche e psicologiche ma nasconde nel suo profondo una grande solitudine.

Altri personaggi sono più dipendenti dall’ambiente e sono più volubili ma anche volatili.

Che ruolo svolgono il linguaggio e l’empatia nella (ri)costruzione della coscienza personale?

Il linguaggio o meglio la parola rivestono un ruolo centrale, sia nella forma che nel loro potere suggestivo, metaforico, curativo. Mi ha sempre appassionato l’ipnosi, un termine un po’ arcaico per una disciplina sempre attuale, dove la parola è in grado di trasformarsi e di trasformare le persone. Come medico il suo senso è il benessere mentale e fisico nel pieno rispetto dell’individualità. Nell’intrattenimento di un libro, ovviamente nulla di così profondo ma qualche assaggio sì. L’empatia di alcuni personaggi come si percepisce dai dialoghi di El e Carren non è solo comunicazione o scambio di informazioni, ma un vero movimento verso l’altro, in cui il verbale è solo una minima parte. Anche simbolicamente la storia inizia e si conclude con la stessa parola: respiro, cioè il primo atto del bimbo che viene al mondo e l’ultimo atto dell’uomo che lo lascia. La parola che costruisce la coscienza è molto più di una storia, è il Logos, è l’empatia, la capacità di condividere un’esperienza. È ciò che fa svegliare Carren, la luce calda, che entrando nel suo mondo lo guida, lo sprona e lo motiva a seguirla, oltre il freddo oblio di una coscienza sospesa, senza dolore ma senza vita.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Cerco uno stile semplice, comprensibile a tutti, seguendo alcuni principi come il rispetto della lingua italiana. Evitare la prosaicità, non tanto nell’apparenza ma per dare forma ad una realtà, così come la vorrei, dipinta con colori tenui e delicati non aggressivi che esprimano, oltre i contenuti, dolcezza. Anche le emozioni e le passioni più forti in questa cornice non si trasformano in violenza. Certamente Isaac Asimov mi ha ispirato ma anche Douglas Adams, genere totalmente differente. Solitamente però m’innamoro più di una storia che di un autore, ad esempio 1984 di George Orwell, letto moltissimi anni fa o La rana che finì cotta senza accorgersene, di Oliver Clerc, o fiabe ben più note come Il Piccolo Principe.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

L’esperienza con il Gruppo Albatros è stata più che positiva. Ho avuto l’opportunità di conoscere anche altri editori e ognuno mi ha insegnato qualcosa. Con questo grande gruppo editoriale però ho avuto modo di incontrare specialisti per ogni momento della produzione, un importante valore aggiunto. Il primo contatto con l’editor che lesse e propose questo romanzo di fantascienza ha fatto anche la differenza nel motivarmi a continuare. In realtà ho nel cassetto molte altre idee e concretamente almeno altri due racconti, che del resto sono la parte centrale e finale di questa trilogia. Da poco tempo ho iniziato a pensare ad uno spin-off, tutto su El ma questo per ora è rimasto solo nella mia testa.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. EL La trilogia di Carlo Antonelli, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perchè è un romanzo pieno di sorprese, in grado di tenere il lettore col fiato sospeso dall’inizio alla fine, e perchè fa riflettere su questioni fondamentali per la nostra esistenza che troppo spesso trascuriamo.

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