Lascia che sia – Annalisa Scolastico

Nell’articolo odierno parliamo del libro Lascia che sia di Annalisa Scolastico, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autrice del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autrice e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

Lascia che sia di Annalisa Scolastico, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo è un’appassionante storia di resilienza e rinascita. Quando si perde qualcuno che si ama è come se una parte di noi morisse con lui. Senza una madre, dopo la morte di suo padre, Lucy ha perso la sua infanzia. Costretta a crescere troppo velocemente per prendersi cura della compagna dell’uomo che era tutto il suo mondo, la ragazza si ritrova sola, piena di paure e incapace di aprirsi completamente con le persone che ha accanto. Eppure, a volte, basta poco per riuscire a trovare qualcuno che ci aiuti a fare quel passo che tanto ci spaventa…

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autrice: buona lettura!

Quali sono i temi decisivi di questo romanzo e come vengono trattati?

In questo romanzo ho voluto trattare temi delicati come l’omosessualità, la violenza domestica, il lutto, ma ho voluto farlo con la giusta dose di leggerezza, senza cadere nel dramma, e senza essere troppo pesante. Sono tematiche che mi hanno sempre toccato molto, che ho sempre sentito mie. Tuttavia questo è solo il contorno della storia, di quello che volevo arrivasse ai lettori. Ciò che più mi ha spinto a scrivere questo romanzo è stato raccontare la storia di un’adolescente che nel crescere incontra molti ostacoli, ma che con la sua forza e la sua tenacia cerca comunque di vivere la sua vita. Per questo quando mi si chiede: “di cosa parla il tuo romanzo?” Io tendo sempre a rispondere “è un romanzo di formazione”, perché è proprio questo il tema centrale, la storia della vita di Lucy, la storia della sua forsennata ricerca della felicità che, come succede a tutti nella vita reale, si pensa si debba trovare chissà dove, ma non ci si rende conto di averla sotto il naso.

Quali sono le caratteristiche fondamentali della protagonista e come si evolve nel corso del romanzo?

Lucy è una ragazza dolce, empatica, affettuosa, una di quelle persone che si fanno voler bene da tutti. Tuttavia ha un difetto enorme: quello di essere troppo riflessiva. Lucy pensa sempre, il suo cervello va più veloce degli eventi, lei vorrebbe essere sempre un passo avanti alla realtà per non soffrire ancora, ma non sa che non funziona così. Forse lo scoprirà, forse no, chi lo sa? Resta il fatto che Lucy cresce, le difficoltà, la perdita di suo padre, il dover fare da madre alla sua matrigna, la caricano di responsabilità che non dovrebbero pesare su un’adolescente. Lucy matura sempre di più man mano che si sfogliano le pagine, ed è proprio questa la chiave di lettura del mio romanzo. Ogni pagina è un passo avanti nella vita di Lucy come nella mia vita. Questo romanzo e la sua protagonista sono un parallelo della mia vita.

Come rende possibile secondo lei l’evoluzione intellettuale e affettiva della protagonista e in generale delle persone?

Sicuramente è qualcosa che deve partire da dentro. In generale l’evoluzione intellettuale è qualcosa di estremamente personale. Gli altri, le persone che ci vogliono bene possono sostenerci e aiutarci ma il momento in cui cresciamo è cruciale perché vuol dire che è scattato qualcosa dentro di noi che ci ha fatto comprendere ciò che prima non eravamo in grado di comprendere. Ed è questo che è successo a Lucy. Dal momento in cui ha superato le sue paure ha capito che ciò su cui si era focalizzata fino ad allora non l’avrebbe portata da nessuna parte, ha capito che doveva dare il giusto peso alle cose, che le sue cicatrici sarebbero rimaste ma che l’importante era farle guarire, e per far sì che questo accadesse doveva semplicemente far chiarezza dentro di sé, e nessun altro al di fuori di lei poteva permetterlo.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura? Quali autori del presente e/o del passato prende come modello?

Fluido e semplice, scorrevole, che non annoi il lettore. Sono dell’idea che un romanzo debba essere piacevole mentre si legge, che debba catapultare in un’altra dimensione, far sognare, e per riuscirci è necessario che lo stile di scrittura non sia pedante. E in tutto questo mi sono ispirata a Clara Sanchez, che ho amato sin dal primo suo libro che ho letto, “il profumo delle foglie di limone”. Mi sono innamorata da subito del suo stile di scrittura, e del modo originale in cui racconta le sue altrettanto originali storie. Spero un giorno di diventare come lei e di fare una carriera simile. Sognare non fa mai male.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Il Gruppo Albatros mi ha permesso di mettermi in gioco, di superare le mie insicurezze. Non avrei mai pensato che nella mia vita, con il mio carattere, essendo una persona molto timida, sarei riuscita a parlare in pubblico, partecipare ad un’intervista, mostrarmi per quella che sono insomma. Questa pubblicazione per me è stata la realizzazione di una piccola parte del mio sogno più grande: diventare una scrittrice. Sarà stato il primo passo della carriera che desidero intraprendere? Forse sì, me lo auguro. So che è difficile, so che sarà un percorso pieno di ostacoli e potrei non riuscirci, ma sono un ‘inguaribile sognatrice, e ci voglio credere, perché crederci è la cosa più importante affinché anche gli altri lo facciano.

Ringraziamo l’autrice per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. Lascia che sia di Annalisa Scolastico, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo merita di essere letto con attenzione, perchè raccontando momenti difficili o drammatici dell’esistenza umana ci invita con coraggio ad affrontarli, col coraggio di cambiare e la fiducia in noi stessi. Grazie alla perseveranza e all’onestà intellettuale con se stessi è possibile riprendere a vivere anche quando tutto sembra perduto: un messaggio fondamentale che questo testo comunica.

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