La metamorfosi di Dio – Robert Vercheval

Nell’articolo odierno parliamo del libro La metamorfosi di Dio di Robert Vercheval, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo. Presentiamo qui un’intervista con l’autore del libro per evidenziare gli aspetti letterari più originali e le esperienze più importanti che sono condensate in questo testo. Affronteremo anche i temi che maggiormente sono rilevanti per l’autore e ai quali viene data espressione in modo peculiare.

La metamorfosi di Dio di Robert Vercheval, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, è un percorso storico-culturale, intellettuale e psicologico, attraverso il quale l’autore indirizza il lettore verso una concezione più idonea, per l’uomo del terzo millennio, del mistero legato all’esistenza della realtà universale, espresso per tanti millenni dalle varie religioni e dalle loro divinità. Descrive una nuova idea di religione che raggruppa tutti gli uomini e gli altri esseri viventi sotto la stessa fonte di luce spirituale, senza discriminazioni di sorta o di fede, come fosse la diffusione della luce solare sul pianeta. Una boccata di ossigeno e di energia per una nuova umanità ormai spiritualmente adulta che potrà procedere libera e responsabile verso il futuro, rispettosa ma svincolata dalle orme dei padri. Come l’uovo di Cristoforo Colombo, il libro supera lo scoglio della secolare diatriba sull’esistenza di Dio tra credenti e non credenti in maniera semplice e innovativa.

Per saperne di più, ecco l’intervista con l’autore: buona lettura!

Quali autori sono stati decisivi per la sua formazione culturale e perchè ha sentito l’esigenza di delineare un nuovo modo di intendere la religione?

La mia formazione culturale deriva da centri d’interesse di base che si estrinsecano attraverso varie ramificazioni e che possono riassumersi nella matematica, nella musica, nelle lingue, nella storia e nella religione. Per ognuno di loro ho avuto ed ho tutt’ora ricorso a varie fonti tra le quali le fonti scolastiche, quelle enciclopediche e quelle letterarie (tra l’altro non ho un autore privilegiato), ma li sviluppo anche tramite la pratica come possono richiedere la musica e la conoscenza delle lingue. Dal punto di vista della religione, ho avuto come maestro Gesù Cristo da bambino e Buddha da adolescente. Quest’ultimo mi ha indirizzato da giovane a ricercare l’illuminazione per capire la “Verità” ovvero l’ottenimento della piena coscienza. Questa ricerca si è arenata di fronte a delle risposte che inducevano ad altre tante domande e si è assopita per molto tempo sino alla composizione di un mio brano (“Chanson de Neanderthal” che dedico al lettore all’inizio del libro) dopo aver letto “El clan del oso cavernario” (in spagnolo) di Jean M. Auel. Da lì è partita la scintilla spirituale che mi ha portato poi a concepire un nuovo modo d’intendere la religione ed a scrivere il libro.

Quali sono le caratteristiche fondamentali della sua proposta spirituale e religiosa?

Ci sono tre pilastri. Il primo riguarda una costatazione e cioè che la coscienza che ci anima non è solo l’appannaggio dell’uomo moderno, ma anima praticamente tutte le forme animali anche se con livelli e caratteristiche differenti, ed inoltre ha animato le varie specie umane della preistoria, in particolare l’uomo di Neanderthal che aveva il volume del cervello in media più grosso del nostro. Non è nemmeno da escludere altre forme di coscienza altrove nell’universo. La coscienza si trasforma quindi in un ingrediente universale al pari della vita e delle forme di materia inerte. Il secondo riguarda una tesi e cioè quella dell’espansione della coscienza nell’universo: essendo la coscienza un ingrediente immateriale dell’universo così come il tempo o il vuoto che si estrinsecano in quanto assenza di materia ma con presenza reale, ed essendo l’universo in espansione, la coscienza segue la dinamica universale che sia materiale o immateriale ed è quindi in costante espansione. Non a caso si sta sviluppando l’intelligenza artificiale. Il terzo riguarda la fede della quale l’umanità ha bisogno per affrontare la propria realtà e le sfide del futuro, ed in ciò riappare un concetto tradizionalmente e prettamente spirituale o religioso.

In che modo la sua idea di religione si differenzia dalle religioni attestate storicamente?

Lo strappo fondamentale riguarda l’utilizzo dell’immaginazione. La coscienza umana è dotata di immaginazione e l’umanità ne ha sempre fatto un uso preponderante sia nella sua continua ricerca di miglioramento sia nell’edificazione di un intorno intelligibile ai più: la prima religione, quella degli sciamani e degli spiriti, proiettava un mondo di spiriti tutt’attorno, la seconda, quella dei sacerdoti e degli dei è riuscita a costruire un quadro rituale e sociale sulla base di esseri supremi che tenevano in mano la sorte degli uomini, per arrivare alla concezione dell’unico dio, prima con Akenaton e Zaratustra, ed infine con il Dio di Abramo (Yahwe – Dio – Allah) che conosciamo tutti. Il mondo dei morti è un ulteriore passo verso il fantastico.

L’immaginazione umana porta anche però ad una espansione degli strumenti atti a sviluppare la conoscenza reale del nostro intorno e la situazione attuale ci sta offrendo una realtà che a volte supera nell’immaginario persino i mondi fantastici del passato, per cui una religione, o una professione di fede al giorno d’oggi, non può più fare a meno di considerare realisticamente e scientificamente seppure con mente allargata o addirittura visionaria il multiverso nel quale siamo inglobati: l’universo fisico, l’universo atomico e l’universo mentale.

Cosa intende con il concetto di “Dio” e perchè, secondo lei, l’uomo ne ha bisogno?

Penso che Dio, più che un semplice concetto, è una presenza nella mente e nel cuore di molti di noi. Dio si pone inoltre come la chiave di lettura del mistero universale ed è lui stesso avvolto nella nube del mistero. E’ però importante rendersi conto che si tratta di un retaggio o eredità culturale nonostante risponda ad una esigenza fondamentale della psiche umana provocata dal suo livello di coscienza, cioè quella di capire il nostro intorno al fine di sentirlo come parte di noi e non come essenza estranea. La prima religione non conosceva Dio, ma l’uomo dell’epoca aveva la stessa esigenza di quello della seconda religione, e probabilmente allora il sentimento di quella o di quelle presenze era rivolto a degli spiriti non meglio definiti. La mia concezione della terza religione trasforma la percezione divina da un essere antropomorfo come ci è stato inculcato in una essenza o una forma d’energia che esula dall’essere umano per affacciarsi all’uomo nella sua caratteristica di realtà, seppure con tutte le sfaccettature del caso in buona parte misteriose magari generatrici di presenze. Non si tratta più di un mistero al quale credere, bensì di un mistero da guardare e provare a svelare.

Come è stata la sua esperienza editoriale con il Gruppo Albatros Il Filo? Progetta di scrivere altri libri?

Non penso che la collaborazione con la casa editrice sia terminata per cui posso dare al momento un giudizio di massima. Per adesso vedo la relazione abbastanza positiva, sia nella finalizzazione del testo, sia nel supporto dal punto di vista della promozione commerciale. Speriamo che andrà avanti di questo passo. Prima di pensare di scrivere altri libri, voglio capire se questo libro sarà recepito dai lettori e con quale modalità. Inoltre vorrei precisare che le altre domande poste in questo foglio sono lecite e non superficiali per cui ho provato a dare una risposta rispettando il formato di non superare le 200 parole, ma evidentemente il libro dettaglia maggiormente ed espande anche i concetti qui delineati. Non esitare comunque a pormi altri quesiti, in modo particolare su delle parti del libro che siano state lette, recepite o meno: sarò felice di avviare una discussione su qualsiasi argomento trattato nel testo.

Ringraziamo l’autore per aver risposto alle nostre domande e per averci aiutato ad arrivare al cuore del testo e delle questioni in esso implicate. La metamorfosi di Dio di Robert Vercheval, pubblicato dal Gruppo Albatros Il Filo, merita di essere letto con attenzione, perchè affronta questioni fondamentali per l’esistenza umana e rappresenta l’esempio di un pensiero autonomo e innovativo per ripensare tali temi.

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