Benjamin (Opera letteraria in quattro atti) – Daniele Frigoli

A che valgono il successo e il denaro, quando, spente le luci del palcoscenico e svestiti i panni del personaggio, ci si trova davanti al simulacro di sé stessi? Quando, per rincorrere la notorietà, si finisce per perdere la reale visione del mondo che ci circonda?
Sono queste le riflessioni che suscita il seguente romanzo in forma d’opera teatrale.
Benjamin vive qualsiasi esperienza – che sia un rapporto di lavoro, come una relazione d’amore o d’amicizia – con autenticità di sentimenti. E ciò che in un primo momento sembra costituire la sua debolezza, finisce per rivelarsi l’arma vincente di quest’animo appassionato, malinconico e romantico come il paesaggio dello Yorkshire.

Daniele Frigoli, nato il 14 gennaio 1990, vive e lavora in Lombardia, appassionato di letteratura e di musica, opera in particolare, è un aspirante scrittore. Occasionalmente scrive recensioni di libri e musica, a livello puramente amatoriale.
Tra i suoi autori preferiti: Edward Morgan Forster, Emily Brontë, Charlotte Brontë, John Steinbeck, Kurt Vonnegut, Marguerite Yourcenar, Oscar Wilde, William Shakespeare, Annie Proulx, Damon Galgut, Madeline Miller, Dino Buzzati, Halldor Laxness, Ayn Rand.

Oggi parliamo di Benjamin (Opera letteraria in quattro atti) di Daniele Frigoli pubblicata con la nostra casa editrice gruppo Albatros il Filo.

Noi del gruppo Albatros il Filo lo sapete che siamo curiosi, inutile ribadirlo, per questo motivo abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere, seppur virtuali, con Daniele Frigoli per conoscerlo meglio e scoprire qualche retroscena del suo libro Benjamin (Opera letteraria in quattro atti) …del resto, potevamo noi fermarci al titolo o alla copertina? La risposta la conoscete bene!

Consapevoli che ci segue è più curioso di noi non potevamo lasciarlo a “bocca asciutta” quindi… ecco a voi l’intervista al lettore. Buona lettura!

  • Si è ispirato a qualche autore o libro in particolare per scrivere Benjamin?

Wuthering Heights di Emily Bronte è stato indubbiamente un’influenza molto importante, soprattutto per quanto riguarda l’ambientazione del romanzo, per il resto più che ad altri autori di narrativa mi sono ispirato a svariate opere liriche, specialmente di compositori come Pietro Mascagni, Giuseppe Verdi, Benjamin Britten, Richard Wagner, Richard Strauss e Jules Massenet. Un’altra grande fonte d’ispirazione è stato God’s Own Country, stupendo film del regista inglese Francis Lee.

  • In che momento e come ha avuto l’idea di scrivere quest’opera?

Ho scritto Benjamin nel 2019, completandolo nel giro di sei mesi circa. A quel periodo risale l’inizio della mia profonda passione per l’opera lirica, che mi ha stimolato a crearci sopra qualcosa di personale. La stesura di questo testo è stata soprattutto una valvola di sfogo e un mezzo per esprimere le mie idee sull’arte e sulla vita in generale, senza, almeno inizialmente, alcuna velleità di pubblicazione.

  • Cosa si aspetta dall’incontro con il lettore?

Dall’incontro con il lettore mi aspetto un confronto personale proficuo e utile per entrambe le parti, basato su domande, chiarimenti e critiche costruttive. Tuttavia, sono dell’idea che sia sbagliato per uno scrittore, sia esso professionista o dilettante, affermato o meno affermato, impostare la sua attività in funzione del lettore, e gli stessi lettori non dovrebbero mirare ad influenzare direttamente lo scrittore. Insomma, non vedo per nulla di buon occhio il cosiddetto fanservice.

  • Cosa le piacerebbe dire ai suoi lettori?

A prescindere dall’opinione più o meno positiva che i lettori possano avere della mia opera, la cosa più importante e lusinghiera per me è che ne riconoscano l’originalità. A parte questo, vorrei che tutti i lettori leggessero prima di tutto per il proprio piacere personale e in assoluta libertà, piuttosto che per imposizione (anche scolastica), per moda o per mero sfoggio, e che a un libro chiedessero idealmente dimmi qualcosa che non so piuttosto che dimmi quello che voglio sentirmi dire.

  • Com’è stata la sua esperienza editoriale?

Come ho già detto, la mia esperienza editoriale è stata prima di tutto inaspettata, e non nascondo l’emozione che ho provato quando, un mese dopo aver inviato il mio manoscritto, sono stato ricontattato dalla casa editrice, interessata ad aprire un iter di pubblicazione! A parte questo, ho riscontrato massima puntualità e chiarezza nell’illustrazione di ogni fase del processo e nel modus operandi.

Un libro che aspetta di essere letto non per imposizione o moda ma per voglia reale di farlo, di immergersi tra le pagine e scoprire la storia di Benjamin, vivere con lui le sue emozioni e le sue esperienza, la sua debolezza che in realtà è il suo punto di forza.

A noi del Gruppo Albatros il Filo non resta che ringraziare ancora una volta Daniele Frigoli per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande. Siamo felici di averlo accompagnato lungo il percorso editoriale che ha visto la nascita del suo Benjamin (Opera letteraria in quattro atti). A lui. Va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro e per il futuro. Con la speranza che il suo libro faccia compagnia agli altri sugli scaffali della libreria in attesa di far compagnia ai lettori quando ne hanno più bisogno. Perché è questo ciò che fanno i libri, restano in attesa, pronti ad accompagnare i lettori, durante un viaggio, nell’attesa di nuove esperienze, in momenti tristi o felici, pronti a far sorridere, piangere o sognare. È questo quello che fanno i libri, ci sono sempre, per regalarci nuove emozioni.

A te caro lettore, come di consuetudine di auguro buona lettura e buon viaggio, scegli di leggere Benjamin quando ne hai bisogno, quando ne hai voglia, ti auguro di leggere da cima a fondo questa storia e apprezzarne l’originalità. Mi auguro che ti faccia compagnia e che ti lasci qualcosa alla fine, perché è anche questo ciò che fanno i libri, insegnano e lasciano ricordi. I libri vanno assaporati, sottolineati, vanno riempiti da appunti utili a tornare a quel momento, a rivivere quell’emozione e quella sensazione che ci hanno lasciato la prima volta che lo abbiamo letto. È questo ciò che fanno i libri, è questo ciò che dobbiamo aspettarci ogni volta che iniziamo a leggere una nuova storia, iniziamo un nuovo viaggio in compagnia dei personaggi.

Quindi caro lettore, ti auguro buona lettura, ci sentiamo presto.

La vostra redattrice.

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