L’ANGOLO ROSSO. MINITOUR SCAPIGLIATO NELLA PATRIA DI PUTIN – PAOLA VIRGINIA LORO

Nella mente di molti italiani la Russia è un Paese non ben identificato, avvolto da un alone di mistero e molti pregiudizi. L’autrice cerca di sollevare il velo che nasconde la Russia, raccontando con ironia e oggettività il suo viaggio, permettendoci così di osservare attraverso i suoi occhi questa terra di contraddizioni e bellezze.

Oggi parliamo di L’Angolo Rosso, un libro di Paola Virginia Loro pubblicato con la nostra casa editrice Gruppo Albatros Il Filo, un Minitour scapigliato nella patria di Putin.

Noi di Gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di intervistare Paola Virginia Loro, per scoprire qualcosa in più sul suo libro L’Angolo Rosso e sulla sua passione per la scrittura.

  • Quando nacque la sua passione per la scrittura?

Ad essere sincera non ricordo un momento preciso. Fin da piccola sono stata affascinata da quegli scrigni fantastici di sapere che sono i libri perché mi permettevano di esplorare nuovi mondi. Ho sempre letto di tutto, saccheggiando letteralmente la biblioteca di casa. Credo che lo scrivere sia stato una naturale conseguenza di questa precoce passione. L’esigenza di raccontare e di raccontarmi, di manifestare un’opinione, di poter condividere idee ed emozioni, questo per me è sempre stato “scrivere”. Non, quindi, un mero esercizio di estetica letteraria, quanto piuttosto uno strumento elastico e diretto di comunicazione. Forse ha giocato, e non poco, il fatto di essere rimasta per molti anni figlia unica e, in seguito, di essermi ritrovata sorella “troppo vecchia” di un maschio idolatrato dai genitori, i quali, appagati, mi avevano praticamente esclusa dalla loro vita affettiva. Di qui l’esigenza di cercare all’esterno i sentimenti e gli scambi emozionali negati in famiglia. E cosa, meglio della carta scritta, per comunicare? Il foglio si porge volentieri alla lettura ed al libero commento. Da qui è scaturita la possibilità di accedere al tanto desiderato dialogo con l’esterno e l’apertura della mente al mondo.

  •   In che momento ha avuto l’idea di scrivere questa storia?

Non è stato immediatamente al rientro dal viaggio in Russia. Avevo da poco terminato di scrivere un libro. Sono state le moltissime domande curiose e, devo ammettere, anche originali degli amici ad indurmi, qualche mese più tardi, a tornare alla scrivania. Onestamente un certo aiuto lo diede anche la mesta stagione invernale: ricordare i fatti dell’estate era un buon modo per evadere. Ero gradevolmente sorpresa dal fatto che tante altre persone condividessero il mio interesse per un Paese tanto distante e, soprattutto, velato di mistero come la Russia di Putin. Inizialmente avevo avuto più di qualche remora ad intraprendere quel viaggio, remore essenzialmente ascrivibili ai frutti della subdola propaganda antisovietica che imperversava nel Veneto, mia terra natale, ai tempi della mia adolescenza, il periodo della Guerra Fredda, per intenderci. Ma una sana curiosità ebbe la meglio sui timori, e così intrapresi quel viaggio con la mente completamente sgombra da pregiudizi di sorta. E mi piacque tutto molto. Fu quindi un piacere raccontare di luoghi, persone, emozioni, storia e cultura, cercando un modo semplice, diretto ed ironico di espressione. Desideravo scrivere un libro per tutti. E L’Angolo Rosso, spero, sia stato il risultato del mio lavoro.

  • Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?

Certamente. Devo trovarmi in condizioni di tranquillo isolamento. Mi servono poi fogli di carta “sfusi” ed una matita 2HB. Temperino classico ed una gomma da cancellare completano l’equipaggiamento primario. Il personal computer compare solo dopo la stesura completa in bozza del manoscritto. Il ritmo del libro è cadenzato da capitoli non troppo lunghi per non tediare il lettore, che lascio sfascicolati fino alla copiatura nel P.C., in modo da poterli riprendere, spostare o modificare in qualsiasi momento nel corso della stesura del testo, se dovessi accorgermi di qualche dimenticanza, se introduco qualche nuovo elemento o se non dovesse soddisfarmi la concatenazione degli eventi o degli argomenti trattati. Mi piacerebbe, infatti, riuscire a trasmettere al lettore le mie emozioni, o quelle dei protagonisti se si tratta di un romanzo o di un racconto, nel modo più diretto possibile, senza filtri o elaborazioni intermedie. In sintesi, il passaggio al computer è solo la parte finale che organizza un lungo lavoro da amanuense svolto in un caos terribile di fogli volanti e mozziconi di matita. In questo modo riesco ad esprimermi “di getto”, lasciando inalterata, nel bene e nel male, la spontaneità del testo.

  • Come sono state le sue esperienze editoriali?

Sono solamente al secondo libro pubblicato. Il mio primo, “EGEO, ORISTE!”  è uscito nel mese di settembre 2019. Subito dopo, si sa, è scoppiata la pandemia causata dal COVID – 19. Era stato un buon inizio, la cosa prometteva bene. Una fattiva collaborazione a livello editoriale, una buona intesa a livello di gruppo di lavoro. Purtroppo, tutto si è bloccato improvvisamente, nel peggiore dei modi per la mancanza di collegamenti, e le conseguenze per me, neofita, sono state a dir poco disastrose. Questo nuovo libro, “L’ANGOLO ROSSO. Minitour scapigliato nella Patria di Putin è stato pubblicato, non senza molti dubbi da parte mia, nel febbraio 2021, in piena pandemia. L’Editore ha avuto fiducia, ma purtroppo i problemi permangono. Soprattutto mi preoccupano i problemi per la campagna pubblicitaria di lancio e le difficoltà nella programmazione delle presentazioni al pubblico. Non so quindi dare una risposta precisa alla domanda postami. Spero solo che si possa al più presto rientrare nella normalità delle cose, e che questo contribuisca anche a limitare le perdite, ovviamente nell’auspicio di una rinnovata, fiduciosa creatività.

  • Cosa si aspetta dall’incontro con il lettore?

La cosa che mi piacerebbe di più sarebbe poter instaurare un confronto dialettico diretto, in tutta libertà, con le persone che hanno letto i miei testi. Certo questo può verificarsi solo in occasione degli incontri con il pubblico, ed anche in tale sede non sempre risulta possibile un dialogo aperto e costruttivo con le persone. Ho infatti notato che spesso la timidezza la fa da padrona. Non è facile che si venga a creare l’ambiente “da chiacchierata” amichevole, quello, per intenderci, che dà modo di superare ogni barriera di tipo personale e culturale, l’ambiente ideale per un dialogo costruttivo. La cancellazione di tutte le attività di divulgazione in presenza a causa della pandemia è stata un duro colpo. Al momento quindi, più che dire cosa mi aspetto dall’incontro con il lettore, posso solo dire che aspetto che il lettore venga anzitutto a conoscenza dell’esistenza del mio libro, si faccia venire la voglia di leggerlo e, magari, anche quella di elaborare una sua opinione in merito agli argomenti trattati. Attendo con impazienza e curiosità di conoscere di persona il suo pensiero alla prima occasione utile, COVID -19 permettendo.

Non ci resta quindi che andare alla scoperta di questo minitour nella patria di Putin e scoprire insieme a Paola Virginia Loro la Russia in un modo diverso, nuovo lontano dai pregiudizi e i falsi miti.

Noi di Gruppo Albatros Il Filo ringraziamo ancora Paola Virginia Loro per averci dedicato del tempo e aver risposto alle nostre domande, ma soprattutto per averci scelto in questo percorso editoriale che ha portato alla nascita di L’Angolo Rosso. Minitour scapigliato nella patria di Putin. A lei va un grandissimo in bocca al lupo per il suo libro e per il futuro.

A te lettore questa volta ti auguro qualcosa di diverso, buon viaggio, immergiti in questo minitour e fai tesoro di ogni particolare, a presto!

La vostra redattrice.

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