LA GENESI DELLA PAROLA – CARLA AVANZI

L’unico libro utile per la conoscenza della storia dell’uomo è la Tōrāh, che comprende i primi cinque libri della Bibbia, in cui si narra la creazione del mondo da parte di Dio. “Fonti storiche non sono solo i racconti orali, quelli scritti e i materiali che nel corso dei secoli sono stati raccolti e inseriti a far parte dei beni preziosi di musei sparsi in tutto il mondo. Una fonte storica importante è la lingua che esiste perché Dio doveva parlare con l’altro da Sé. L’altro da Sé fu inizialmente Adamo e poi Eva. […] Il termine ebraico matìm significa corrispondente, adeguato ed è la metatesi del nome Adam. Il termine terra viene tradotto in ebraico in vari modi: yabbashà, adamà, kàrka, arqà, syya, helèd. Il termine yabbashà deriva da iavèsh (=secco) che a sua volta deriva dal nome proprio Yehowah che corrisponde al tetragramma ebraico YHWH.[…] Dio/Yehowah usò il suo nome per dare nome alla terra”. L’ autrice ci guida in un viaggio affascinante alla scoperta della genesi della parola.

Carla Avanzi è nata a Udine e si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Udine, è diplomata in arpa al Conservatorio Statale di Musica di Castelfranco Veneto (TV). Ha pubblicato poesie, romanzi, saggi di critica storico-letteraria, di linguistica e di etimologia con varie Case Editrici, tra le quali il Gruppo Albatros Il Filo.

La Genesi della parola è il saggio pubblicato dall’autrice di cui parleremo in questo articolo. Noi del Gruppo Albatros il Filo abbiamo avuto il piacere di intervistare Carla Avanzi che ci ha concesso il suo tempo per rispondere ad alcune delle nostre domande riguardanti non solo il suo saggio La Genesi della Parola ma anche qualcosa in più riguardo la vita dell’autrice e il suo rapporto con la scrittura.

  • Perché ha cominciato a scrivere?

Cominciai a scrivere regolarmente quando avevo 27 anni. Prima scrivevo accenni di poesie su pezzi carta che poi gettavo via. All’età di 27 anni mi resi conto che lo scrivere non era solo un passatempo, non era solo un lavoro, ma era la vita della mia mente che mi avrebbe permesso di essere e di sentirmi veramente libera e non condizionata da qualsiasi forma di costrizione verbale, intellettuale che avrebbe reso la mia esistenza sterile, priva di quell’humus necessario alla comprensione non solo di fatti recenti, ma anche di quelli appartenenti al lontano passato. Un passato che spesso è stravolto e mutato dall’uomo perché́ l’individuo stesso non riconosce i suoi limiti, le sue debolezze, le sue superficiali conoscenze e naviga nella più̀ totale confusione ed incertezza. Nelle mie ricerche ho sempre cercato di dare luce e certezza a ciò̀ che è offuscato per dare un senso alla mia vita e a quella di coloro che mi circondano.

  • Che relazione c’è tra scrittura e società?

 Lo scrivere fa parte integrante della società̀. Si scrive della società̀. Si scrive per la società̀. Si scrive con la società̀. Scrittura e società̀ sono un binomio inscindibile perché́ la scrittura è espressione della parola, della parola in quanto verbo. La scrittura è una forma di comunicazione la quale esiste solo se c’è un individuo che si confronta, si rapporta, e comunica con l’altro da sé. L’altro da sé può̀ essere Dio, un amore, il padre, la madre, i parenti, gli amici. E in questo continuo “gioco” comunicativo si cresce, si matura, si diventa migliori, si ama, ci si confronta l’un l’altro, si vive.

  • Cosa significa per lei “credibilità̀” da offrire ai lettori?

  Per essere “credibile” uno scrittore non può̀ solamente dire, narrare tutto quello che gli passa per la mente, o dire quello che qualcun altro gli ha suggerito di dire. Quando si fa ricerca o si scrive un testo letterario essere “credibile” significa usare tutte le fonti possibili per poter giungere ad avere una visione d’insieme credibile e il più̀ possibile ancorata alla realtà̀. Anche i racconti o i romanzi che presentano una trama inventata e non fondata su un fatto reale hanno forti legami con la realtà̀. Uno scrittore è credibile perché́ usa il linguaggio, la parola, la scrittura come strumento di verità̀ e quindi di credibilità̀.

  • Come sono state le sue esperienze editoriali?

Le mie esperienze editoriali sono state positive. Nel corso degli anni ho imparato che non si scrive un romanzo, delle poesie, dei saggi critici per vendere molte copie ed avere successo. Il successo letterario e critico è una conquista giornaliera. Ogni volta che scrivo una poesia, un romanzo, un brano di critica etimologica mi sento felice, appagata e soddisfatta perché́ la scrittura mi riempie la vita e mi fa sentire una persona realizzata. Lo scrivere fa allontanare l’ombra della solitudine che costantemente attanaglia il mio animo.

  • Com’è nata l’idea per questo saggio?

 L’idea di scrivere il saggio storico-etimologico “La genesi della parola” mi venne perché́ volevo sapere qualcosa di più̀ sulle mie origini e perché́ volevo dare delle risposte a delle domande esistenziali: Esiste Dio?, Da dove vengo?, Perché́ sono qui? Perché́ si nasce e si muore? Esiste l’aldilà̀? Esistono altri esseri oltre agli esseri umani che vivono sulla terra? Dove si va dopo la morte? La mia approfondita ed accurata ricerca mi ha dato delle risposte. Volevo condividere la mia ricerca con tutti. Non volevo che le mie scoperte storico-etimologiche rimanessero chiuse in un cassetto perché́ la condivisione con gli altri è un atto di amicizia e di amore che unisce tutti gli esseri umani sulla terra. È un atto di amore che unisce Dio e uomo.

Carla Avanzi attraverso il suo saggio condivide con noi lettori molte risposte a quelle che sono le domande che a lungo si è posta. Ci offre risposte e ci dà allo stesso tempo l’opportunità di trovare le nostre di risposte a quelli che sono gli interrogativi di tutta una vita. Non ci resta quindi che iniziare a leggere La genesi della parola per trovare la risposta a quello che cerchiamo da una vita.

Noi del Gruppo Albatros Il Filo ci teniamo a ringraziare ancora una volta Carla Avanzi per aver risposto alle nostre domande e aver condiviso con noi il suo percorso editoriale. A lei facciamo un grande in bocca al lupo per il suo saggio e per il futuro!

A te lettore non posso fare altro che dirti di affrontare questa lettura e dare una risposta ai tuoi interrogativi. Quindi buona lettura!

A presto!

La vostra redattrice

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