Un misterioso giallo nella Firenze del ‘400

Parigi. Oggi. Emanuelle, detta Manu, studiosa e appassionata d’arte, si ritrova coinvolta in una vicenda fosca ed enigmatica che ha macchiato di sangue la Firenze rinascimentale. Durante la lettura di Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri di Giorgio Vasari, pittore e architetto fiorentino del Cinquecento, si imbatte in un giallo d’altritempi: una confessione.

Sembra infatti che un noto pittore dell’epoca, Andrea del Castagno, abbia rivelato, in punto di morte, di aver ucciso un suo collaboratore, Domenico di Bartolomeo. I due artisti non solo condividevano l’istoriare della cappella di Sant’Egidio ma erano soliti compiere, insieme, frequenti scorribande notturne.

E allora, perché improvvisamente tanto odio?

Manu, senza lasciarsi influenzare da deduzioni affrettate e conclusioni inesatte, decide di recarsi proprio in Toscana, là dove tutto era accaduto, agguerrita nel voler risolvere lo strano delitto…delitto che forse non era mai stato commesso.

Il ritrovamento di un antico ritratto nella biblioteca del Convento di San Francesco e l’incontro con un anziano professore porteranno la giovane studiosa a far luce sul caso: Domenico era morto addirittura quattro anni dopo Andrea. Il mistero si infittisce quando scopre che in realtà di Bartolomeo era stato vittima sì, ma di un’aggressione perpetrata da qualcuno di cui non si sapeva assolutamente nulla. Dopo quell’aggressione, ripresosi miracolosamente, decise di fuggire. Perché questa partenza repentina e perché quell’aggressione? Perché tanto silenzio fino al giorno del suo ritrovamento?

L’autrice, con un linguaggio chiaro e una prosa narrativa elegante, avvolgerà il lettore in una nube di mistero e lo condurrà verso una verità inaspettata. Monique Comparon costruisce l’impalcatura di un giallo avvincente ma dal sapore amaro dove ogni segreto sarà svelato e ogni interrogativo troverà, sorprendentemente, una risposta. 

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