Oggi abbiamo il piacere di dialogare con Silvia Tortarolo, autrice del libro “Lettere a me stessa”. Questo libro è un viaggio intimo e coinvolgente in cui l’autrice, con straordinaria autenticità, attraversa emozioni universali e ci guida in un percorso di riflessione, autoconsapevolezza e libertà interiore. Come il mare, che nella sua alternanza tra quiete e tempesta evoca la natura mutevole dei sentimenti, “Lettere a me stessa” è una raccolta di pensieri e riflessioni in cui Silvia si apre senza timore, mostrando le luci e le ombre di un’anima che vive e pulsa, sempre in cerca di verità. In questo manifesto di autodeterminazione, Silvia parla non solo a se stessa, ma a tutte le donne che si confrontano con il desiderio di autenticità.
Silvia, qual è stato l’impulso iniziale che ti ha portato a scrivere “Lettere a me stessa”? Da dove nasce l’urgenza di questo dialogo interiore?
Non saprei dire esattamente quale sia stato l’impulso. Mi è sempre piaciuto scrivere… tenere diari, lettere, ma non sono mai stata brava ad esternare i miei sentimenti perché sono una persona molto emotiva, timida (mi commuovo per un film, per un cartone animato o per un tramonto). Tanto è vero che i miei amici mi definiscono una persona anaffettiva. Non sono per l’abbraccio del mattino, non sono per le coccole prima di addormentarmi, e forse sarà per questo motivo che mi piace scrivere o semplicemente perché in questo modo nessuno può giudicare. Una pagina bianca resta solo una pagina bianca. Non interpreto questo mio libro come un’urgenza ma bensì come un desiderio mio personale di aprirmi e di raccontarmi.
Nel libro descrivi una gamma di emozioni intense e profonde, come l’alternanza tra la quiete e l’impeto del mare. In che modo la natura ha influenzato la tua scrittura e la narrazione di te stessa?
Se parliamo di natura non amo molto i fiori se non le margherite (che trovo buffe) ed i girasoli che simboleggiano l’immortalità. Mi identifico invece con il mare. I suoi “stati” riflettono la mia personalità e io mi sento parte di lui. A volte calmo, a volte impetuoso ed immenso. Le mie emozioni sono scaturite da vari pensieri o avvenimenti accaduti nell’arco della giornata, perciò, prendo carta e penna e inizio a raccontare.
“Lettere a me stessa” sembra essere, oltre che un racconto personale, un invito rivolto a tutte le donne a esplorare la propria interiorità. Quale messaggio di forza e speranza desideri trasmettere attraverso queste pagine?
Avevo già iniziato a scrivere su carta questi miei pensieri dato che la mia vita non è stata condizionata solo da momenti belli ma anche da momenti tristi: Dati dalla perdita di persone molto importanti e ad un percorso mio di salute molto difficile. Per questo ho deciso di racchiudere tutti i miei pensieri in questo libro. Il fatto di poter “aiutare” altre persone a superare dei momenti infelici delle proprie vite mi rende soddisfatta del “lavoro” che ho inconsciamente fatto. Consiglio alle persone che leggeranno il libro di prendere del tempo per loro stessi e riflettere sul proprio IO interiore. Come ho fatto io: ho parlato con il mio alter ego.
L’autodeterminazione e l’autenticità emergono come temi centrali della tua opera. Cosa significa per te autodeterminazione e come ritieni che questa consapevolezza possa trasformare la vita di chi legge il tuo libro?
La mia intenzione non è quella di insegnare (sarei altezzosa) nulla a nessuno. Ognuno stabilisce il proprio cammino e futuro nella maniera che trova più consona. L’unico consiglio, mi venga passato il termine, che posso dare è quello di trovare una formula, un modo qualsiasi che vi possa far stare bene: qualunque esso sia. Io l’ho trovato nella scrittura.
Nel tuo percorso di scrittura, ci sono stati momenti particolarmente difficili o liberatori che hanno segnato la tua esperienza come autrice? Se sì, quali?
Tutto è stato difficile ma al tempo stesso liberatorio. Sono assolutamente convinta di questo in quanto faccio fatica a rileggere il mio stesso libro perché mi commuovo ripensando ai momenti che ho vissuto. Sono una persona che ha sempre cercato di superare le difficoltà che la vita mi ha presentato, da sola.
Grazie, Silvia, per aver condiviso con noi la genesi e i significati profondi di “Lettere a me stessa”. Le tue parole risuonano come un invito alla scoperta, un appello alla libertà interiore che ispira a non temere le proprie emozioni, ma ad abbracciarle e viverle con autenticità. Auguriamo a te e al tuo libro un viaggio ricco di incontri e di emozioni, certi che le tue lettere troveranno risonanza in molte altre anime in cerca di se stesse.
