Benvenuti sul blog del Gruppo Albatros, dove oggi abbiamo il piacere di ospitare Cinzia Sardisco, autrice del libro “Le streghe sono fate screditate. Alchimie atipiche per le anime magiche”. Un’opera che affonda le radici nelle dinamiche più intime dell’animo umano, esplorando le forze nascoste e visibili che ci guidano attraverso la vita, in un intreccio di riflessioni, fiabe e proverbi. Cinzia ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle nostre emozioni più profonde, raccontando la magia che ci circonda e che ci abita, una magia spesso trascurata o mal interpretata. Attraverso il suo libro, ci invita a riflettere sul dualismo tra luce e ombra che caratterizza l’esistenza di ognuno di noi, come ci racconta nella prefazione. Oggi, approfondiamo insieme i temi centrali della sua opera, il potere dell’alchimia interiore e l’importanza di riconoscere e accettare tutte le sfumature della nostra anima.
Nel tuo libro parli di “fate” e “streghe” come simboli delle due facce dell’essere umano. Come sei arrivata a scegliere questi archetipi e cosa rappresentano per te?
La dualità che continuiamo a vedere dentro di noi, così come la distinzione che facciamo egualmente tra gli individui, il buono ed il cattivo, il bianco ed il nero, sono solamente il rovescio della stessa medaglia. Le streghe “cattive” nelle fiabe, sono state nella realtà dei fatti donne altruiste, impegnate nella maggior parte delle volte a trovare rimedi erboristici e curativi. Eppure, è “fata” il sostantivo che richiama alla mente la positività. Se seguiamo questo concetto le streghe non sono altro che fate…screditate, donne alle quali è stato tolto quel sostantivo al fine di scollegarle dal suo significato positivo. Questo titolo contiene comunque una metafora intrinseca, per dimostrare che non tutto ciò che viene definito “sbagliato” lo è realmente. Può esserlo, è vero, ma solamente in modo soggettivo. Così come la peculiarità di un individuo può apparire un difetto agli occhi di qualcuno, ma al contempo un pregio agli occhi di qualcun altro. Un po’ come nella parabola dei ciechi e dell’elefante, la verità risiede nella completezza dei suoi frammenti. Chi riesce a vedere la metafora nascosta nel titolo, può comprendere anche perché l’ho sottotitolato “alchimie atipiche per anime magiche”, dove per “anime magiche” intendo semplicemente quegli individui che hanno conservato la capacità di vedere oltre l’apparenza, oltre allo scontato, e che sono aperte ad un’analisi alchemica degli argomenti inerenti alla nostra esistenza. Ed è questo, infatti, l’argomento del mio libro, anche se espresso in linguaggio molto semplice e superficiale, al fine di permettere ad un ampio pubblico la sua lettura, e giungere attraverso di essa ad una riflessione che potrebbe divenire l’atrio di successive analisi dell’esistenza.
L’alchimia interiore è un tema ricorrente nel tuo lavoro. In che modo questo concetto si collega alle sfide quotidiane della vita moderna?
Il tessuto sociale tende a relegarci sempre più all’interno del conformismo. L’individualità sta lasciando il posto ad una omologazione evidente, e gli affanni quotidiani impegnano i nostri pensieri quasi totalmente, al punto che seguire la scia è una soluzione quasi defaticante. Questa situazione è la causa, ma anche l’effetto, di una mancanza di introspezione e riflessione individuale. L’alchimia interiore invece è essenziale per dare completezza e scopo all’esistenza umana. L’individualità di pensiero e la manifestazione del vero sé, liberano sicuramente le nostre potenzialità e la nostra creatività. Solo essendo veramente noi stessi potremo affrontare e vincere le sfide quotidiane, imparando e migliorandoci attraverso di esse. Altrimenti queste sfide, in assenza di motivazione e spiritualità, non sono altro che una lista di problemi inutili da affrontare. Problemi sfiancanti e motivo di insoddisfazione e tristezza. In questo momento siamo identici all’uomo povero nella parabola del gioiello celato. Nel mio libro cerco di mostrare che ci possono essere dei tesori nascosti anche durante le situazioni peggiori.

Le fiabe inedite che hai inserito nel libro sembrano essere strumenti di riflessione profonda. Qual è il messaggio principale che desideri trasmettere attraverso queste storie?
Le mie fiabe sono quasi un incrocio tra metafore e parabole, e cercano appunto attraverso un racconto gradevole, di palesare le cause e gli effetti di un modo di agire dannoso, che va contro la propria natura od il benessere collettivo. Sicuramente parlare a lungo di concetti astratti, porta ad appesantire la mente, a distrarsi e spesso ad annoiarsi. Abbiamo bisogno di creare delle immagini che aiutino la nostra fantasia a viaggiare. Abbiamo bisogno di personaggi nei quali immedesimarci. Questo ci aiuta assolutamente a condividere le emozioni, e quindi esternarle. Alla fine, possiamo riflettere meglio, con più elementi e maggiore empatia.
Il tuo libro è un invito alla riscoperta del potere femminile, spesso oscurato o frainteso. Qual è, secondo te, il ruolo delle donne oggi nella creazione di una nuova consapevolezza spirituale e personale?
Il ruolo delle donne è stato fondamentale nella storia dell’umanità, così come lo è ancor oggi. Nel percorso storico la donna è stata spesso condannata dall’uomo, perché invidiata a causa di certi aspetti di cui lui era carente. Le potenzialità esclusivamente femminili intimorivano l’uomo facendolo sentire minacciato. In questo modo però non faceva altro che confermarne l’eccellenza. Delle donne si è quindi poi cercato di evidenziare le mancanze, perché non si voleva ammettere l’esistenza di un aspetto interiore superiore. E guarda, sto parlando di superiorità interiore, non di intelligenza, di forza o di capacità. Quelle si appartengono potenzialmente ad entrambi. E tra l’altro l’uomo possiede le sue peculiarità, di cui la donna è lacunosa. Ma l’empatia, la predisposizione all’altruismo, i principi solidi, la riflessione, la messa in discussione del sé, sono sempre state caratteristiche femminili, e sempre sono state fraintese come fragilità, loquacità, sottomissione. Forse oggi c’è più predisposizione all’ accettazione del proprio lato femminile da parte degli uomini. Peccato che ancora bisogna imparare ad usarla correttamente questa parte. La parte femminile di un uomo non si evidenzia andando dall’estetista settimanalmente, o pitturandosi le unghie di rosso. Così come non si evidenzia la parte maschile di una donna andando forzatamente in palestra o scegliendo di indossare i pantaloni unicamente per assomigliargli. Io parlo di qualità interiori, che sono prerogative dell’uno e dell’altro, ed al contempo le carenze di ciascuno. Nel corso della storia l’uomo e la donna compensavano le loro abilità e mancanze nella convivenza, e pian piano sono andati a coprire i ruoli che più gli si confacevano in base alle loro caratteristiche. L’uomo però ha poi adoperato la superiorità fisica per prendere il sopravvento, e la donna ha cercato delle strategie per non soccombere. Non sono mai stata un’estremista della parità, né della disparità, perché l’estremismo secondo il mio parere non porta a nulla. Abbiamo visto le prime battaglie delle donne per l’uguaglianza: nel tentativo di dimostrare la loro forza, hanno dovuto rinnegare la loro femminilità, e conformarsi all’uomo per cercare di assomigliargli ed essere considerate paritariamente. Anche questo non è corretto. È come chiedere ad un gatto di abbaiare per dimostrare che ha lo stesso valore di un cane. Ma come in tutte le cose, dopo aver raggiunto i due punti estremi, si trova finalmente la via dimezzo, ed io spero che nel futuro ci si possa compensare, sostenere e rispecchiare mettendosi solo metaforicamente nei panni dell’altro. Forse quando avremo imparato ad ascoltare veramente, prima di tutto noi stessi, e successivamente l’altro, riusciremo ad ottenere la nostra completezza spirituale. Unire le forze, per così dire, non può che migliorare la situazione. Imparare l’uno dall’altro non può che migliorare ciascuno.
La dualità tra luce e ombra è centrale nel tuo testo. Come possiamo imparare a convivere e trarre forza da entrambe queste energie contrastanti?
Più che mettere in luce la dualità, ho puntato sul mostrare il loro compensarsi. Qualcuno dice che non esistono gli estremi, come il bianco od il nero, io preferirei dire che in ciascuno c’è qualcosa dell’altro, come yin e yang, e che le due forze sono collegate. Non puoi apprezzare una giornata di sole così tanto, come dopo giorni di pioggia. Ma anche la pioggia ha la sua funzione. Dunque, cerchiamo di comprendere che cosa ci può essere di utile nella parte che generalmente tendiamo a rifiutare, perché c’è sempre un rovescio della medaglia. A volte dal caos può nascere un’idea, così come dall’ordine una statistica. Se possediamo talune peculiarità, o se ci troviamo in certe situazioni che ci creano malessere, dobbiamo trasformarle in nostre alleate e trarne vantaggi, non soccombere, o lamentarcene. Non si può rinnegare la propria natura, né evitare la sofferenza, ma possiamo decidere se crollare od utilizzare tutto ciò per ottenere, alla fine, qualcosa di buono, costruttivo, fonte di crescita personale, miglioramento. Sono sicura che tra i nostri ricordi possiamo pescare qualche sofferenza che ci ha portato poi a soluzioni inaspettate, o ad un progresso personale. Oppure volte in cui trattenendo la nostra natura per conformarci a talune situazioni, ci siamo poi sentiti a disagio o… finti. Altre in cui un evento apparentemente negativo, si è poi rivelato come uno fortuito. Qui ci ritroviamo come nel discorso del maschile e del femminile. Certo che esistono le differenze. Certo che preferiamo una giornata felice ad una triste. Sì che c’è il bianco e c’è il nero… ma in ciascun opposto esiste il seme dell’altro. Dobbiamo solo decidere se vogliamo essere la terra che lo nutre, o il vento che lo spazza via. In poche parole, dobbiamo imparare a moderare il fuoco, anziché gettarci sopra dell’acqua perché temiamo di scottarci.
Ringraziamo Cinzia Sardisco per aver condiviso con noi queste profonde riflessioni e per averci accompagnato in un viaggio attraverso le sue parole e il suo mondo interiore. *Le streghe sono fate screditate* è un libro che invita il lettore a guardare oltre la superficie, a riconoscere le sfumature della propria anima e a trovare in ogni esperienza, positiva o negativa, un’opportunità di crescita e trasformazione. Se volete immergervi in questo affascinante percorso di scoperta, vi invitiamo a leggere il libro e a lasciarvi ispirare dalle sue pagine. Grazie per averci seguito!
