GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Il sigillo di Uriel – Ciro Avellino

Cari lettori del blog del Gruppo Albatros, oggi abbiamo il piacere di ospitare Ciro Avellino, autore del coinvolgente romanzo fantasy “Il sigillo di Uriel”. In questo libro, Ciro Avellino ci porta in un mondo dove il destino dell’umanità è appeso a un filo, teso tra la luce di Uriel e l’oscurità di Aion. Questi due fratelli, creatori dell’universo, sono protagonisti di una saga epica in cui amore fraterno e odio inestinguibile si intrecciano in una lotta senza fine. Scopriamo insieme i segreti e le ispirazioni dietro questa affascinante storia attraverso le parole dell’autore.

Ciro, potresti raccontarci come è nata l’idea di “Il sigillo di Uriel” e cosa ti ha ispirato nella creazione del mondo di Ara e dei suoi personaggi?

L’idea per “Il sigillo di Uriel” è nata dalla mia passione per le storie fantasy, la mitologia e le narrazioni epiche. Mi ha sempre affascinato il conflitto tra il bene e il male, e volevo creare un mondo dove questi temi potessero essere esplorati in profondità. Il mondo di Ara è stato concepito come un luogo di straordinaria bellezza e complessità, una terra dove la magia è parte integrante della vita quotidiana e dove la lotta tra luce e oscurità è continua. Volevo creare un ambiente che fosse allo stesso tempo familiare e misterioso, un riflesso delle sfide e delle meraviglie del nostro mondo. Ci sono tre personaggi femminili importanti nella mia storia. Una di queste è Edora, la ragazza di Lendonor nel romanzo, che nella vita reale è mia moglie Valeria. Mi sono ispirato a lei per creare un personaggio forte e determinato, ma anche molto femminile e sensuale, proprio come lo è stata nel superare le sfide che la vita ci ha riservato. I personaggi, come ho spiegato nell’intervista con Caos Film, sono tratti dalla vita reale, dalle mie esperienze con persone che portano con sé le loro esperienze quotidiane, i loro pregi e difetti, le loro aspirazioni, i successi e gli insuccessi. Va da sé che ho dovuto inserirli in un contesto fantasy; è chiaro che nella vita reale il mondo fantasy in cui si svolge la storia non esiste, altrimenti avrei dovuto scrivere una storia ambientata nella nostra epoca. La morale finale è la sintesi di questo mio accostamento tra reale e fantasy, dove il male o il bene hanno le loro ragioni a prescindere dalle convinzioni dei protagonisti. Infatti, entrambi sono convinti di essere nel giusto. Ho provato ad analizzare la psicologia, le azioni e le motivazioni che spingono coloro che noi definiamo malvagi a comportarsi in un determinato modo, perché, come dico sempre, il male o il bene sono soggettivi, e la nostra società moderna ne è la prova. Un esempio comprensibile a tutti è la questione del velo per le donne islamiche, o la subalternità delle stesse nei confronti dell’uomo. Nel Sigillo di Uriel, questo non esiste: c’è la parità assoluta tra i sessi. Il lettore, credo e spero, arriverà alle mie stesse conclusioni. Il mio desiderio è che il mio racconto ispiri i lettori a riflettere sulle proprie convinzioni e ad apprezzare la complessità delle diverse prospettive che portano i personaggi ad agire in un certo modo. Viviamo in un mondo in cui le sfumature sono importanti, e comprendere l’altro può portarci a un futuro di maggiore comprensione e rispetto reciproco.

I personaggi di Uriel e Aion sono complessi e ben definiti. Come hai sviluppato la loro relazione fraterna, così intrisa di amore e odio?

Per sviluppare la relazione fraterna tra Uriel e Aion, mi sono ispirato alle   dinamiche complesse e spesso contraddittorie che esistono tra fratelli nella vita reale. Volevo esplorare come l’amore fraterno possa essere profondamente legato a sentimenti di rivalità, gelosia e incomprensione, creando un rapporto sfumato e realistico. Infatti, entrambi hanno la stessa prerogativa, quella di essere creatori dell’universo. Ho introdotto questo elemento per accentuare la divisione che si crea a causa delle diverse visioni del mondo e del loro ruolo che i due fratelli hanno. Ho attinto dalla mia esperienza personale con mio fratello, dalle nostre difficoltà, dagli scontri e dalle riconciliazioni, elementi che si riflettono nelle vicende di Uriel e Aion e che trovano una conclusione nel finale della storia. Volevo che i due personaggi incarnassero questa dualità, mostrando come le relazioni umane possano essere complesse e multidimensionali. Mi sono anche ispirato a storie classiche e mitologiche, dove le relazioni tra fratelli spesso rappresentano il conflitto tra forze opposte. Questo mi ha aiutato a creare una dinamica in cui l’equilibrio tra amore e odio è al centro della loro interazione. Per la costruzione della loro relazione, ho dedicato tempo a sviluppare una ricca storia condivisa tra Uriel e Aion, esplorando come le loro esperienze passate abbiano influenzato la loro visione del mondo e il loro rapporto reciproco. Eventi chiave del loro passato li hanno legati in modo indissolubile, ma hanno anche creato tensioni che si manifestano nel corso della storia. Durante il romanzo, ho voluto mostrare come la loro relazione evolva in risposta agli eventi che vivono. Le situazioni estreme che affrontano mettono alla prova la loro lealtà e costringono entrambi a confrontarsi con i propri sentimenti e paure. Ho utilizzato dialoghi e scene di confronto diretto per svelare gradualmente la complessità dei loro sentimenti reciproci. Le loro conversazioni rivelano un sottotesto di emozioni non dette, dove ogni parola e gesto può avere un significato profondo e influenzare il corso degli eventi. Un elemento centrale della loro relazione è l’ambiguità morale. Entrambi sono convinti delle proprie ragioni, ma le loro azioni e motivazioni non sono sempre chiare o giuste. Questo crea una tensione costante, costringendo il lettore a riflettere su cosa significhi veramente essere “nel giusto”. Un altro tema cruciale è la possibilità di redenzione e perdono. La loro relazione offre uno spazio per esplorare se sia possibile superare il passato e costruire un nuovo futuro insieme, o se le ferite inflitte siano troppo profonde per essere sanate, anche in questo è stato molto utile il rapporto con mio fratello. In conclusione, la relazione tra Uriel e Aion è una componente fondamentale della narrazione, che mira a coinvolgere il lettore in una riflessione profonda sulla natura dei legami familiari e sulle forze che ci spingono a unirci o a separarci. Spero che questa esplorazione possa toccare il cuore dei lettori e portarli a interrogarsi sulle loro relazioni personali.

La dicotomia tra bene e male è un tema centrale nel tuo libro. Come hai affrontato la sfida di rendere questo conflitto avvincente e allo stesso tempo originale?

Per affrontare la dicotomia tra bene e male in modo avvincente e originale, ho voluto evitare di cadere in stereotipi o rappresentazioni semplicistiche. Invece di presentare il bene e il male come forze assolute e opposte, ho scelto di esplorare le sfumature che si trovano in entrambi. Ho creato personaggi con motivazioni complesse, che credono di agire nel giusto secondo le loro prospettive. Questo approccio ha permesso di sviluppare un conflitto più realistico, dove le linee tra giusto e sbagliato si confondono. Inoltre, ho tratto ispirazione dalla vita reale, dove il bene e il male spesso coesistono in modi inaspettati, e ho cercato di riflettere questa complessità nel mio mondo fantastico. L’originalità del conflitto nel libro deriva anche dalla sua ambientazione: un mondo dove la magia è intrecciata con la quotidianità e dove le forze della luce e dell’oscurità sono in continua lotta per la supremazia. Attraverso la storia, invito i lettori a riflettere su come le nostre scelte possano influenzare il nostro cammino e su come il vero conflitto tra bene e male avvenga spesso all’interno di noi stessi.

La tua storia è ricca di battaglie epiche, magie, amori e tradimenti. Quali sono stati i tuoi riferimenti letterari o storici per creare questi elementi narrativi?

Creare ‘Il sigillo di Uriel’ è stato un viaggio affascinante attraverso mondi immaginari e realtà interiori. Mi sono ispirato a grandi classici come Tolkien e Lewis, ma ho sempre cercato di dare al mio mondo una voce unica. Ho attinto a leggende antiche, come quella di Romolo e Remo, per esplorare temi universali come il potere, la fratellanza e il destino. Film epici come ‘Ben Hur’ mi hanno ispirato a creare sequenze di battaglia memorabili, dove la magia si intreccia con la cruda realtà della guerra. Inoltre, le leggende arturiane con i loro cavalieri e magie hanno arricchito la mia narrazione con un tocco di mistero. Ho anche trovato ispirazione nelle mitologie celtiche, con le loro storie di druidi e creature magiche, per dare ai miei personaggi una profondità e una complessità che risuonano con i lettori. Infine, le fiabe e i racconti popolari mi hanno aiutato a sviluppare trame avvincenti e relazioni interpersonali intense. Il risultato è un’opera che, pur radicata nella tradizione del fantasy, offre una prospettiva fresca e personale, capace di trasportare i lettori in un viaggio epico attraverso mondi sconosciuti e avventure indimenticabili.

Senza svelare troppo, i lettori possono aspettarsi un seguito di “Il sigillo di Uriel”? Ci saranno nuovi colpi di scena o personaggi inaspettati che entreranno in gioco?

Sì, ho in mente un seguito per “Il sigillo di Uriel” e vedo la possibilità di sviluppare una saga, dato che la storia offre numerose opportunità per espandere e approfondire l’universo che ho creato. Ci sono certamente nuove direzioni da esplorare e colpi di scena in serbo, così come l’introduzione di personaggi inaspettati che arricchiranno ulteriormente la trama. Tuttavia, la decisione di proseguire dipenderà in gran parte dalla risposta dei lettori al mio primo romanzo. Se il pubblico accoglierà positivamente “Il sigillo di Uriel”, sarò entusiasta di continuare a raccontare questa avventura e a svelare nuovi sviluppi nella saga.

Ringraziamo Ciro Avellino per aver condiviso con noi il suo affascinante mondo e per averci offerto un’anteprima del processo creativo dietro “Il sigillo di Uriel”. Siamo certi che i nostri lettori saranno entusiasti di scoprire le avventure di Uriel e Aion e di immergersi nelle intricate trame del mondo di Ara. Non perdetevi questo avvincente romanzo! Restate sintonizzati per ulteriori interviste e approfondimenti sul nostro blog. Buona lettura!

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