Benvenuti al blog del Gruppo Albatros! Oggi siamo entusiasti di presentarvi un’intervista con l’autrice del libro “La Storia Scordata”, Luana Testa. Il suo testo teatrale sorprendente porta alla luce le storie di donne coraggiose, artiste e rivoluzionarie, che nonostante i tempi avversi sono riuscite a emergere e a farsi notare negli ambienti in cui operavano. Queste donne, purtroppo dimenticate nel corso degli anni, sono ora protagoniste di un dialogo vivace e suggestivo con quattro ragazzi del presente, che raccontano le loro vite e la loro modernità nei tempi lontani. “La Storia Scordata” non solo condivide la passione per la storia, ma stimola anche la curiosità verso figure femminili il cui ruolo storico fondamentale è stato troppo a lungo occultato.
Qual è stata la tua fonte di ispirazione per scrivere “La Storia Scordata”?
Tutto è partito dalla mia passione per la storia che mi porta da anni a seguire i canali televisivi specifici tra cui RaiStoria. seguendo servizi e documentari vari presentati ho cominciato, più di dieci anni fa, a scoprire alcune donne di cui non avevo mai sentito parlare e che avevano invece avuto dei ruoli di primo piano in tutti gli ambiti dell’umano e fin dai tempi antichi. Questo mi appassionò da un lato ma mi indignò dall’altro: perché i libri di scuola, almeno quelli su cui personalmente avevo studiato, non ne parlavano? solo regine e donne di potere e delle altre nessuna traccia o poche righe. Cominciai a cercare le loro biografie, e più ne trovavo più ne venivano fuori. Inoltre, partendo dal mio mestiere di psicoterapeuta che mira non solo alla cura ma anche alla prevenzione dei disagi mentali, non potevo non domandarmi quanto queste omissioni nel racconto della storia potessero influire su un giovane a prescindere dal genere di appartenenza. non solo per le ragazze, quindi, ma anche per i ragazzi. Quale può essere l’immagine delle donne che viene fuori da una storia priva delle imprese femminili? Uomini e donne hanno contribuito tutti al progresso dell’umanità, e le donne nonostante la cultura patriarcale che impera da più di duemila anni. Se l’immagine della donna è così maltrattata come possono svilupparsi i rapporti tra uomini e donne? Pur consapevole che i problemi nel rapporto uomo-donna non dipendono solo da questo, ho pensato che si trattasse comunque di un aspetto che fosse doveroso affrontare e mi è venuta voglia di cominciare a raccontare alcune storie trovando un mezzo accattivante quale la rappresentazione teatrale.
Come hai selezionato le figure femminili da includere nel tuo testo teatrale?
La prima figura da cui tutto è cominciato fu Plautilla Bricci che è una architetta del 1600. Mi aveva affascinato scoprire l’esistenza di una architetta di quell’epoca, e sapere che avesse anche diretto dei cantieri in un’epoca così antica mi sembrò straordinario, essendo difficile per una donna farlo persino ora. Poi, scoprire che una sua opera architettonica, la villa del vascello al Gianicolo, era stata centro degli scontri avvenuti tra italiani e francesi nella difesa della repubblica romana del 1849 mi richiamò immediatamente la seconda figura femminile, Cristina Trivulzio di Belgioioso, che ebbe un ruolo fondamentale nell’organizzazione dei servizi infermieristici di aiuto ai feriti in battaglia. la terza venne di conseguenza: si tratta di una rivoluzionaria della Rivoluzione francese che venne ghigliottinata durante il periodo del terrore nel 1793, prima donna dopo Maria Antonietta. Scrisse la carta dei diritti delle donne, diritti calpestati dalla Rivoluzione francese che molto rapidamente tradì gli ideali che l’avevano mossa fino ad arrivare solo sessant’anni dopo ad attaccare la giovane repubblica romana. Accanto a queste tre donne, che sono le principali trattate nel testo, se ne affiancano un’altra trentina delle quali vengono date informazioni biografiche nelle note che ho aggiunto a fondo pagina.
Qual è il messaggio principale che speravi di trasmettere attraverso queste storie dimenticate?
Direi che i messaggi sono due. Il primo è quello che ho già accennato. Omettere dalla storia dell’umanità le donne è un falso storico che può indurre sia ragazzi che ragazze a credere in una impotenza naturale delle donne quando invece esse sono riuscite ad emergere nonostante, e quindi possiamo immaginare quante altre donne potrebbero emergere se potessero avere le stesse opportunità che vengono date agli uomini, in tutte le parti del mondo. Ci tengo a sottolineare che nel libro ho dato importanza a quegli uomini che, come padri hanno fornito tali opportunità e come amici e compagni non hanno ostacolato delle potenzialità, per chiarire che di tale discriminazione non bisogna farne una questione di genere (non è un problema di ormoni!), ma una questione culturale: non è una lotta o una competizione tra generi, ma una lotta contro la cultura patriarcale che vede affiancati il pensiero religioso e un certo pensiero filosofico e alla quale credono sia donne che uomini. Il secondo messaggio si lega alla modalità con cui si svolge il racconto nella quale queste donne del passato dialogano, in una atmosfera onirica, con quattro ragazzi (due ragazze e due ragazzi) di oggi che si trovano in contrasto tra loro sul ruolo delle donne nella storia. Il rapporto con queste tre donne farà loro acquisire quella conoscenza che è necessaria per comprendere la realtà attuale. È quindi un invito ai più giovani (ai quali è rivolto principalmente il testo) a non fermarsi passivamente a ciò che si dice e nemmeno a ciò che ci viene insegnato a scuola, ma a saper cercare una conoscenza più profonda e conseguentemente a sviluppare un senso critico: imparare sì, ma poi pensare con la propria testa senza passivizzarsi di fronte a facili stereotipi.
Qual è stata la parte più gratificante del processo di scrittura di questo libro?
Mi sono molto divertita in tutta la stesura, ma la parte più gratificante è stata quando mi sono messa a tradurre il parlato di Plautilla Bricci nel linguaggio seicentesco. Ho scaricato da internet il primo vocabolario dell’accademia della Crusca che è del 1612 (Plautilla nacque nel 1616), e ho fatto un vero lavoro di traduzione. Questo linguaggio contrasta con lo slang dei ragazzi e ne è venuto fuori un effetto curioso che so che molti hanno apprezzato. Comunque, non è stato un lavoro facilissimo perché tanti termini non esistevano e ho dovuto fare dei giri di parole.
Come pensi che “La Storia Scordata” possa influenzare il modo in cui la società vede e comprende il ruolo delle donne nella storia?
Pensare che il mio piccolo lavoro possa influenzare il modo in cui la società vede e comprende il ruolo delle donne della storia mi sembra un po’ esagerato. Tuttavia, mi fa piacere vedere che negli ultimi dieci anni sono aumentate tantissimo le trasmissioni televisive i film e i libri che raccontano queste storie e il mio libro è un piccolo mattoncino che si aggiunge a quanto già tante persone stanno facendo. personalmente credo molto nei movimenti collettivi e quindi spero e conto sul fatto che, se tanti di noi continueranno in questa opposizione all’oblìo storico, all’annullamento della donna, si possa nel tempo migliorare la conoscenza e sensibilizzare più persone possibili, soprattutto tra i giovani, restituendo (o forse sarebbe meglio dire dando, visto che non so se l’abbia mai avuta) alla donna una dignità che merita rispetto, non considerandola più solo come fabbrica di esseri umani o oggetto sessuale, ma essere umano uguale e diverso. e non ci dimentichiamo che forse questa discriminazione nei confronti della donna è la madre di tutte le forme di razzismo!
Ringraziamo Luana Testa per aver condiviso con noi la sua visione e la sua passione per “La Storia Scordata”. Questo testo non solo riporta alla luce storie dimenticate, ma ci invita anche a riflettere sulle donne che hanno lottato per i propri diritti e sulla necessità di rendere omaggio al loro coraggio e alla loro determinazione. Speriamo che questa intervista abbia stimolato la vostra curiosità e vi abbia incoraggiato a esplorare ulteriormente il mondo affascinante e spesso trascurato delle donne nella storia. Grazie per averci accompagnato, continuate a seguirci per altre storie e interviste appassionanti!
