GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Nenita – Gemma Messori

Benvenuti al blog del Gruppo Albatros, dove il viaggio tra le pagine dei libri si trasforma in un’avventura senza confini. Oggi ci immergiamo in un magico baule dei ricordi, dove frammenti di vita vissuta si intrecciano con le parole di un diario che ci guida lungo un viaggio straordinario. Un viaggio attraverso le emozioni, i sogni e le speranze di un’anima narrata con maestria da un’autrice dal tocco poetico senza pari, diamo il benvenuto a Gemma Messori, autrice del libro “Nenita”.

Inizia il tuo viaggio letterario con “Nenita”, un romanzo che sembra un incantesimo tessuto tra sogni e realtà. Da dove nasce l’ispirazione per questa storia così coinvolgente?

Sì, Nenita è un viaggio nella memoria, dove intreccio sogni e realtà. Come alla fine ho spesso fatto nella mia vita. L’ispirazione è nata… dal lockdown, perché si doveva stare in casa e in quella realtà particolare avevo tutto il tempo che serviva per aprire quel grande baule di legno che da sempre mi ha accompagnato nei grandi trasferimenti (non è un sogno, questo è una realtà), dove mettevo dentro fotografie, pagine scritte di pensieri, quotidianità, sogni… L’ho aperto e ho rivissuto tanti periodi. Nei ricordi possiamo cambiarli, ma rileggere le parole scritte all’epoca, si ritrova quello che nel momento si è vissuto.

Nenita è una protagonista che affascina per la sua capacità di trasformare la realtà con il potere della sua anima. Qual è il messaggio principale che desideri trasmettere ai lettori attraverso il percorso di crescita di questa straordinaria giovane donna?

Quello che vorrei lasciare come messaggio, oltre a tanti altri, è che la vita è il regalo quotidiano che ci accompagna ovunque, anche quando è difficile. Ad esempio, i trasferimenti da bambina erano facili, ma da ragazza erano anche dolorosi perché tagliavano le radici nella terra, ma… quelle radici sono tutte restate nel cuore. Quando non esisteva internet, non esistevano i cellulari, spesso quei trasferimenti diventavano dei saluti che non si sapeva se in qualche modo sarebbero continuati, ma… si piangeva, ci si scriveva con la posta aerea, insomma… anni fa era così. Oggi il mondo in qualche modo accorcia queste distanze… Ecco, per tornare all’inizio di questo pensiero, bisognerebbe pensare che la vita è il regalo quotidiano per tutti. Quindi (e questo in “Nenita” è in una leggenda antica) se su una scala siamo su un gradino in alto, non dobbiamo mai cercare di far cadere chi sta più in basso… siamo tutti sulla stessa scala.

Nel tuo romanzo, le radici e il legame con la propria terra sono elementi centrali. Come hai lavorato per creare un quadro così vivo e autentico dei luoghi percorsi da Nenita?

Sono una figlia di emigrati, e siccome mio padre era topografo, ci si spostava molto spesso, quindi, quando arrivavo in luoghi sconosciuti, mi tessevo sogni con realtà che mi portavo dentro di me. Sono nata in Venezuela, e lì avevo conosciuto una donna che chiamavo Abuelita (nonnina). Discendeva dal popolo indigeno degli Aruachi e raccontava le loro antiche leggende. Per me erano leggende stupende, che parlavano della terra, del sole, della pioggia…  una vita senza finzioni. Quando siamo andati via dal Sudamerica, le sue leggende le inventavo e raccontavo da sola, e sognavo che me le raccontasse ancora Abuelita. Passando gli anni, le mie leggende diventavano pagine scritte, e ancora più tardi, diventavano monologhi che portavo in scena. Per me erano palcoscenici sia i teatri che le piazze, i festival buskers, i prati con amici… era molto profondo seminare così leggende e sogni. Dopo ancora, quando la mia vita è cambiata completamente all’improvviso (può capitare… e allora bisogna ricordare che la vita è il nostro regalo quotidiano) i miei monologhi possono diventare… libri… e “Nenita” è il monologo più profondo che fino ad ora posso raccontare.

Abbiamo notato che la tua scrittura è intrisa di una profonda sensibilità poetica. Come riesci a trasformare le emozioni in parole così evocative e coinvolgenti?

Beh… in questo non so rispondere… posso solo dire che in qualche modo vivo così… Ogni attimo ha dentro la sua profondità e il suo messaggio. Non dico che ho avuto una vita facile… e non solo per i trasferimenti.  Ma a volte quando hai dentro solo tristezza, puoi incontrare per caso un fiorellino spuntato dentro una crepa dell’asfalto. Ecco, questo è un messaggio della vita. E questo non è un sogno… è una realtà che ho vissuto.

Infine, vorremmo sapere qual è stato il momento più gratificante per te durante il processo di creazione di “Nenita” e cosa spera di lasciare ai lettori attraverso questa storia così incantevole?

Per me il momento più emozionante è stato aprire quel baule e spargere su un tappeto, accanto a me, tutti quei quaderni, fogli, bigliettini da rileggere. Vorrei lasciare ai lettori tutto quello che sono riuscita a disegnare in parole, come fossero semi da spargere nel mondo… “E mi viene in mente una regina, che camminava scalza e non aveva niente, solo un cane. Ma il mondo era già tutto suo e con il mondo i suoi colori” …

Grazie mille, Gemma Messori, per averci condotto in un viaggio così straordinario attraverso il tuo libro “Nenita”. Le tue parole hanno il potere di trasformare il quotidiano in qualcosa di magico e di incantare i cuori dei lettori. Continua a dipingere il mondo con la tua anima a colori, e non vediamo l’ora di seguire i tuoi futuri viaggi letterari.

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