GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Storia di Aurelio – Graziella Ravera

Benvenuti al blog del Gruppo Albatros, dove oggi ci immergeremo nelle profonde emozioni e nei legami speciali narrati nel libro “Storia di Aurelio” di Graziella Ravera. Questo volume incantevole ci porta in un viaggio attraverso le vite intrecciate di uomini e animali, tutti accomunati da un filo conduttore straordinario: il cane Aurelio. Aurelio, apparentemente un semplice compagno a quattro zampe, si rivela ben presto un custode degli affetti e delle esperienze che plasmano il destino dei suoi compagni. In questa intervista, esploreremo il cuore pulsante di questa storia unica e il suo impatto duraturo sulla nostra percezione di amore, legame e umanità.

Graziella, in “Storia di Aurelio” ci troviamo immersi in un intreccio di vite e destini che ruotano attorno a un protagonista insolito: un cane. Cosa ti ha ispirato a dare voce e profondità a un personaggio così unico?

Non c’è mai un’unica fonte di ispirazione, ma c’è sicuramente una idea iniziale. Ho cominciato a scrivere questo libro dopo aver letto un trafiletto sul giornale, era una notizia marginale ma curiosa, un avvenimento insolito successo in una famiglia qualunque che possedeva un cane qualunque. Mi sono divertita ad immaginare come doveva essere stata la vita di quel cane, ho inventato personaggi, ambientazioni, situazioni diverse, dove Aurelio si doveva adattare ai cambiamenti ed agli scherzi dell’esistenza. Aurelio è una specie di eroe della vita di tutti i giorni, non ha il mantello di Superman e non salva il mondo dalle catastrofi, ma corre in aiuto di chi ne ha bisogno. 

L’amore è un tema centrale nel tuo libro, permeando ogni pagina e legando i personaggi tra loro. Puoi condividere con noi il tuo punto di vista sull’importanza dell’amore nelle relazioni umane e animali?

Penso che l’amore, in tutte le sue espressioni, sia il motore che muove il mondo. Senza di esso saremmo immobilizzati, imprigionati, vuoti anche. Non è sempre facile volere bene, e si commettono tanti sbagli. Però ci si sente leggeri. 

Uno degli elementi più affascinanti di “Storia di Aurelio” è la capacità del protagonista di influenzare positivamente le vite che tocca. Come hai sviluppato questa dinamica e quali messaggi speravi di trasmettere ai lettori attraverso le esperienze di Aurelio?

Mi è capitato di conoscere persone così, la cui sola vicinanza mi faceva stare bene. Sarebbe bello che tutti potessero dire altrettanto. Al giorno d’oggi pare non vada molto di moda cercare di rendere bella la vita degli altri, forse è troppo faticoso o troppo scomodo. E più facile immaginare l’altruismo nel mondo degli animali, si trovano più facilmente vie di uscita alle situazioni che in apparenza non ne hanno. Ho cercato di celare dei messaggi tra le righe della storia: la vita di Aurelio, come quella di ognuno di noi, è fatta di scelte. Aurelio sceglie di non girarsi dall’altra parte, di mettersi in gioco e soprattutto di non abbandonare. 

Il libro esplora legami che superano le barriere del tempo e dello spazio. Qual è, secondo te, il potere dei legami emotivi nel connettere le persone, anche al di là delle circostanze e delle distanze?

Non si può certo smettere di volere bene a qualcuno solo perché abita lontano o perché magari cambia stile di vita. Il legame affettivo non si misura con un metro, non cresce come una pianta del giardino, ma proprio come una pianta va innaffiato e concimato. Come? In tanti modi: condividendo ricordi, portando pazienza, mandando un mazzo di fiori, incoraggiando, raccontando una storia divertente, e la lista può allungarsi all’infinito, basta un pizzico di fantasia. 

Infine, Graziella, vorremmo sapere se ci sono stati momenti o esperienze personali che hanno influenzato la creazione di “Storia di Aurelio”. Qual è stato il tuo più grande incoraggiamento nel dare vita a questa affascinante narrazione?

L’incoraggiamento più grande che trovo nello scrivere è la presenza della mia famiglia, ed anche dei miei animali. Per far crescere la storia ho pensato sovente a momenti condivisi con loro. Per esempio al gatto con tre zampe che nessuno voleva e che mia figlia ha adottato, oppure al mio cane di piccola taglia che scompariva nella neve quando lo portavo in campagna dopo una copiosa nevicata notturna, o al mio grande cane trovatello che, diventato grande, si è occupato di un altro piccolo trovatello.

Concludiamo qui la nostra intervista, ringraziando sinceramente Graziella Ravera per aver condiviso con noi il suo tempo e la sua ispirazione dietro “Storia di Aurelio”. Questo libro ci ricorda che, anche nelle vicissitudini della vita, l’amore e i legami speciali possono essere la forza trainante che ci guida lungo il cammino. Grazie ancora, Graziella, e continuiamo ad essere ispirati dalle storie che ci uniscono e ci rendono umani.

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