GRUPPO ALBATROS IL FILO PRESENTA: Corrupti Mores – Fabio Bortolotti

Benvenuti al blog del Gruppo Albatros. Oggi siamo lieti di accogliere Fabio Bortolotti, autore del provocatorio libro “Corrupti Mores”. In un’epoca in cui i valori fondamentali della democrazia sembrano essere stati erosi dalla superficialità del formalismo e del conformismo, Fabio Bortolotti ci invita a riflettere sulle basi autentiche di una società democratica: il rispetto dei dettati costituzionali e dei principi universali di pace, libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Il suo libro ci sfida a esaminare criticamente il nostro sistema attuale, ponendo in discussione le convenzioni e le immagini che spesso non rispettano l’essenza stessa dei principi su cui dovrebbe fondarsi una civiltà autentica.

Dr. Bortolotti, nel suo libro parla di una società democratica che si è allontanata dai suoi valori fondamentali. Cosa l’ha spinta a esplorare questo tema così attuale e rilevante?

Ai nostri giorni, gli atti disonesti e le azioni indegne sono una piaga sociale, particolarmente grave e diffusa che affligge e preoccupa, la cui eliminazione si pone come conditio sine qua non per assicurare il progresso e la civiltà. Un popolo è saldo e forte nella misura in cui, nei cittadini, sono saldi e forti i valori, l’onestà pubblica e privata, le regole morali, il senso dell’onore. Se la situazione politica e la moralità, pubblica e privata, volgono al peggio è perché sono venuti meno i valori (civili, etici, sociali, religiosi), i principi, gli ideali, le norme di civile convivenza, ossia l’insieme degli elementi e delle qualità morali, considerati il fondamento positivo della vita umana e della società. La venuta meno dei valori e degli ideali è premonitrice di un progressivo arretramento e decadimento generale, che porta a un inarrestabile processo involutivo, a una perdita di vitalità, di slancio, con fortissime ripercussioni sul piano politico-economico-sociale. Avendo operato nella Pubblica amministrazione per oltre 50 anni (dopo 40 di effettivo servizio, sono stato docente di corsi post-universitari a TN e a BZ, negli ultimi 5 anni ho svolto l’incarico di Difensore civico del Trentino) ho potuto constatare di persona che l’assenza e/o carenza di basi valoriali e morali sono la causa principale dell’odierno decadimento politico, sociale e morale. Pertanto, nel presente saggio non potevo esimermi dal lanciare un forte grido alle istituzioni centrali e locali perché si facciano carico del problema.

Ha utilizzato il termine “formalismo” per descrivere il sistema attuale. Può spiegarci cosa intende con questo termine e quali sono le conseguenze che ha sulla nostra società?

Oggi è più che mai necessaria una politica che sappia guardare avanti, che sia in grado di prevenire le fatali conseguenze della globalizzazione e della delocalizzazione, che hanno frustrato le identità e le sovranità nazionali, considerando i popoli come merci trasferibili, rendendoli senza storia, senza anima e senza radici. Se in Italia si vuole riformare radicalmente il deteriorato sistema, occorre il coraggio di formalizzare alcuni fondamentali valori umani e morali, adottando codici etici e deontologici, onde recuperare credibilità, affidabilità e stabilità politico-economica. Una conduzione politica, qual è la nostra, priva di basi valoriali e di volontà innovativa non può offrire garanzie di buon governo, né può offrire garanzie di perseguire il bene comune e gli interessi generali della nazione. Il sistema Italia è caratterizzato da formalismo, vale a dire che l’impianto legislativo è congeniato nell’ottica del rispetto formale della norma, a prescindere dalle implicanze ed effetti dell’azione. In pratica, si esige il rispetto della forma, prescindendo dalla sostanza. È risaputo che in Italia ci sono ottime probabilità di farla franca, l’importante è che venga salvata la forma. Un forte deterrente del deleterio italico fenomeno in questione sarebbe l’innalzamento del livello di scandalo, di riprovazione e di indignazione da parte dei mass media, delle TV di Stato in particolare, ma l’attuale condizione di asservimento al potere dei medesimi non lascia certo ben sperare.

Nel contesto delle immagini che descrive come non rispettose dei dettati costituzionali, quali esempi concreti può darci per illustrare questa problematica?

La carica pubblica presuppone una cultura di base, conoscenza, competenza, progettualità, peculiarità che si affinano poi con un quotidiano impegno, con voglia di informarsi, di partecipare, di pagare di persona, di scendere in campo. I grandi temi dello stato sociale, sanità pubblica, sviluppo, riforme istituzionali, giustizia, legalità, pari opportunità, disoccupazione, criminalità, sicurezza, qualità della vita, servizi in genere, richiedono scelte ponderate che presuppongono ampie conoscenze e preparazione per affrontare il dibattito e il confronto. Gli alti dettati costituzionali di eguaglianza, buon andamento, imparzialità, fedeltà, disciplina ed onore dovrebbero essere scolpiti a grandi lettere nelle varie aule istituzionali, come messaggi di virtù, senso di responsabilità, onestà, integrità morale e animo adamantino. I rappresentanti politici crescono e si maturano dominati dalle ideologie di partito e da tutto ciò che è ad esso collegato, ben lontani dal vivere concreto dei cittadini, dai loro bisogni, dall’idea di democrazia popolare ispirata al bene comune. In questo modo si è formato un sistema che non è quello della vera democrazia popolare, ispirata al bene del popolo e all’avvenire di esso, ma piuttosto quello della c. d. partitocrazia. L’attuale sfacelo morale-politico-economico-finanziario, è massimamente riconducibile ai partiti politici, privi di basi valoriali e morali, al sistema della partitocrazia, alla carenza di ideali, di idee, di grandi progetti politici. Si dubita che gli attuali miti dell’Emiciclo, schiavi di vecchie e logore logiche di potere, in sede legislativa trovino il coraggio per cambiare radicalmente l’attuale degenerato sistema, congeniale alle loro fortune ed a quelle dei partiti di militanza.

Quali sono, secondo lei, i passi necessari per riportare la nostra società verso una visione più autentica dei valori democratici e costituzionali?

Nella realtà odierna è triste e deprimente dover constatare come i valori morali e l’etica pubblica siano pressoché sconosciuti, da taluni finanche irrisi, di tal che ognuno si sente libero di agire a dispetto degli stessi, del giusto operare, della correttezza e del senso di responsabilità. Sul punto, con particolare riguardo agli onorevoli signori dell’Emiciclo, vengono spontanei alcuni interrogativi di fondo:

  • perché mai i valori morali, l’etica, pubblica e privata, sono dai più sconosciuti e da altri irrisi?
  • perché mai i valori morali, l’etica pubblica e privata, sono ignorati nei pubblici dibattiti?
  • perché mai i valori morali, l’etica pubblica e privata sono del tutto estranei alla politica?

La mancata risposta a questi incalzanti interrogativi indica che la politica, specie quella di matrice laicista, è totalmente priva di basi morali ed etiche. È segno evidente che in politica domina il libero arbitrio, «il fa come vuoi».

Si tratta di una scellerata machinatio di alta politica prevaricatrice, che va interrotta al più presto per il bene della democrazia e dei cittadini. Si può stroncare solo attraverso un processo di acculturazione, prendendo le mosse da un’ampia campagna di sensibilizzazione dei cittadini, a cui dovrebbero dar corso i mass media (TV, stampa, cinema, radio, pubblicità, etc.), iniziando con appropriati educativi e formativi programmi radio-televisivi. Nelle operazioni restauratrici dei buoni costumi e dei valori, non c’è da aspettarsi l’appoggio degli imputati, perché per loro significherebbe abdicare al trono senza contropartita.

Infine, quali speranze o prospettive vede per il futuro della democrazia, considerando le sfide che abbiamo di fronte oggi?

La fiducia nella politica nazionale va scemando, ormai i cittadini hanno capito che la politica estera la fa Washington e quella economica la impone Bruxelles. In questo aberrante impianto, ciò che può fare l’Emiciclo, quanto a politica internazionale, è già in gran parte predeterminato da Washington e da Bruxelles, a cui ogni potere nazionale resta condizionato. Oggi si nota sempre più l’astensionismo nelle consultazioni elettorali. Molti cittadini tendono ad allontanarsi dalla vita politica e sociale, prescelgono il narcisismo. Sono sempre meno i cittadini disposti ad accettare la disciplina di partito, a prendere la tessera del medesimo e a spendere il proprio tempo nelle relative liturgie (convegni, congressi, dibattiti, contestazioni). Molti cittadini, pur non aderendo a nessun partito, prediligono il progressismo, il cui obiettivo è la distruzione del passato, la trasgressione sfrontata, il lassismo, il libero arbitrio, il fare quello che si vuole. L’odierno quadro politico è destinato fatalmente a crollare se non si avrà la forza, la decisione e la fermezza di avviare una catarsi politica e morale su larga scala, se non si promuoveranno cambiamenti radicali, se difetteranno le capacità per uscire dal caos e dal perverso sistema di pseudo democrazia oggi in essere. I numi dell’Emiciclo non trovano i soldi per esigenze interne, sanità, scuola, servizi pubblici, ma trovano soldi e potenti mezzi di guerra da annientare intere popolazioni da un momento all’altro.

Le sfide che l’Italia ha di fronte sono insormontabili:

  • da una parte è succube dei numi tutelari USA e UE che mirano a globalizzare il pianeta, quantomeno il mondo occidentale, nell’idea di realizzare un ordine generale;
  • dall’altra non dimostra capacità e coraggio di contrapporsi alle strategie politiche degli USA e dell’UE, per cui resta penalizzata sotto ogni profilo.

L’Italia si ritrova poi priva di programmazione, di basi valoriali e morali, oppressa da un debito pubblico spaventoso, dotata di servizi pubblici antiquati, cittadini incapaci di avversare lo status quo, presupposti questi che non lasciano certo sperare in un futuro diverso dall’attuale, consistente nel «vivere alla giornata».

Concludiamo qui la nostra conversazione illuminante con Fabio Bortolotti, autore di “Corrupti Mores”. Attraverso la sua critica incisiva e la sua visione provocatoria, Fabio Bortolotti ci ha offerto uno spunto prezioso per riflettere sullo stato attuale della nostra società e sulle sfide che dobbiamo affrontare per preservare e rinnovare i valori fondamentali della democrazia. Resta da vedere come adotteremo le sue sfide e trasformeremo la teoria in azione. Grazie, Fabio Bortolotti, per aver condiviso le sue idee e il suo tempo con noi oggi. Buona lettura!

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