Benvenuti nel nostro blog, oggi abbiamo il piacere di intervistare Andrea Berardi l’autore del libro “La via dell’Immortale”. Siamo sicuri che questa intervista sarà molto interessante e ci permetterà di conoscere meglio l’autore e il suo lavoro. Speriamo che vi piaccia e vi invitiamo a seguirci per scoprire di più su questo talentuoso scrittore.
Qual è stata l’ispirazione dietro la creazione del progetto PEGASO? Come ha sviluppato questa concezione di esseri immortali capaci di plasmare la natura?
Può sembrare strano ma è stato il film Hancock che, al di là del suo contenuto parodistico, presentava questi esseri immortali e fortissimi come sempre esistiti. Da lì mi sono chiesto da dove si originassero e che scopo avessero ed è nata questa storia.
Il misterioso incontro con i sette individui ammantati apre la strada a una serie di avventure per Angela. Come ha deciso di mescolare elementi di fantascienza con elementi di avventura e azione nella storia?
Mi piacciono le storie alternative e non scontate così mi è venuto naturale nel concepire la storia iniziare con un contenuto fantascientifico per poi giungere a uno dal gusto più fantasy. La struttura da romanzo di avventura l’ho messa per rendere il tutto più godibile.
La missione di Angela in Nepal per cercare il saggio che vive da ottocento anni all’interno di una montagna è una parte centrale della storia. Può raccontarci di più su come questa missione si intreccia con la scoperta degli immortali e quali ostacoli Angela dovrà superare?
È una parte che mi ha divertito molto scrivere, perché ho messo due ricercatori (Angela e Pasquale), due persone di conoscenza ma poco avventurose, in azione in una vera e propria avventura. La catena dell’Himalaya mi ha sempre affascinato e mi è sembrato il giusto scenario per mettere i due in difficoltà. Sarà una strada ardua ma, con un pizzico di fortuna, ce la faranno.
Angela è descritta come una donna determinata e testarda. Come questa personalità influisce sul suo percorso di ricerca del professore e durante l’avventura in Nepal?
Angela è il vero motore della storia, senza di lei la trama non avrebbe potuto proseguire. Il suo essere così determinata, unito a un pizzico di curiosità, la spinge ad andare oltre a ciò che non riesce a comprendere e ad andare in cerca della verità. L’ho resa una ricercatrice perché penso che sono proprio loro il tipo di persone che mandano avanti l’umanità, grazie alla loro continua ricerca di nuove conoscenze e scoperte.
Il libro spazia tra temi di scienza, avventura e amore. Qual è il messaggio o la principale riflessione che spera di trasmettere ai lettori attraverso questa coinvolgente storia?
Non c’è un vero e proprio messaggio che volevo esprimere, il mio primo intento era intrattenere. Volevo che chi leggesse fosse spronato a continuare a farlo e che, magari, si divertisse nell’arrivare fino in fondo. Spero di esserci riuscito.
Ringraziamo Andrea Berardi per averci concesso questa intervista, è stato davvero un piacere scoprire di più sul suo libro “La via dell’Immortale” e sulla sua esperienza come autore. Buona lettura e non dimenticate di lasciare il vostro commento qui sotto!
